• Olio di oliva, dopo gli esposti arrivano le sanzioni dell'AGCM

    • 22/06/2016

    Il cappio si stringe sempre più al collo di chi, con comportamenti al limite dell'espulsione, inganna e tradisce i consumatori che in buona fede avevano riposto fiducia in un marchio o un'etichetta. La sanzione che l'AGCM irroga alla prima delle 9 etichette segnalate per l'olio di oliva extravergine, stabilisce che di extravergine aveva solo la scritta in etichetta e sta a significare due cose:

    • La prima, che il tempo di raccontare balle ai consumatori è finito, la comunicazione dei pregi e delle qualità di un proprio prodotto deve essere trasparente e rispecchiare le vere caratteristiche del prodotto o del servizio che viene prestato o venduto al cliente Consumatore.
    • La seconda, che l'alleanza tra informazione indipendente e associazioni consumatori indipendenti è una strada che si deve rafforzare sempre più.

    Se non avessimo avuto il campanello di allarme lanciato da IL TEST Salvagente tutto questo sarebbe passato inosservato e taluni distributori molto poco attenti a quello che propinano ai consumatori l'avrebbero fatta franca. Se non ci fosse stata Konsumer Italia a raccogliere l'allarme ed a segnalare all'AGCM l'illecito, avrebbero continuato a farla franca. E qui dobbiamo anche precisare che subito dopo di noi anche gli amici di Codici (rete dei consumatori) hanno prodotto esposti all'AGCM.  La sinergia e coesione tra le due forme di tutela ha invece permesso che si arrivasse a tutto questo. Certo è la punta di quello che sappiamo sia l'icemberg sommerso, ma ad ogni limatura di punta ne emerge ancora un pò e ci permette di assottigliare sempre più la parte sommersa sconfiggendo malfattori, malandrini, criminali, truffatori, insabbiatori, ingannatori e così via, l'elenco è lungo.

    Primadonna, l'olio non extravergine di oliva di Lidl con la sentenza dell'AGCM diventa ora primamulta, consumatori attenti che questo olio è ancora sugli scaffali dei supermercati e senza una buona riduzione del prezzo di vendita, forse sull'acquisto è bene rifletterci, è un olio sano, non dannoso per la salute ma è pur sempre un olio diverso da quello risportato in etichetta. Su questo vogliamo anche lanciare una riflessione alla lidl ed a tutti gli operatori che ritengono corretto dare una informazione trasparente e prodotti di qualità, non si vive di solo marketing, serve anche un confronto serio e sereno ma costante con le associazioni consumatori che siano particolarmente attive nel proprio settore di appartenenza, finchè le imprese continueranno ad ignorare il valore aggiunto che possono dare i consumatori saremo costretti tutti ad assistere a sterili muro contro muro che non portano alcun vantaggio ad alcuno dei due protagonisti. Dialogo è la parola d'ordine.

    Restiamo ora in ansiosa attesa dei risultati delle altre 8 segnalazioni certi che l'AGCM, come sempre, sarà ancora a lungo, la maggior alleata dei consumatori italiani nel mantenimento della legalità in commercio.

    ufficio stampa

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  • Scandalo olio extravergine e lotta alla vendita di prodotti mendaci

    • 16/11/2015

    Konsumer Italia chiede massima trasparenza per gli alimenti

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  • Lo scivolone dell'extravergine

    • 18/05/2015

    È questo il titolo di copertina con il quale il Test uscirà in edicola il 23 maggio

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  • Konsumer – Manifesto per la dieta mediterranea

    • 18/07/2014

    La serata Frascatana a villa Tuscolana organizzata con grande maestria da Luigi Jovino è stata un gran bel successo di pubblico ed anche per l’eco avuto dalla stampa. Il convegno sulla dieta mediterranea è stato un succedersi di contributi e proposte che lasciano ben sperare sul seguito dell’iniziativa da rinnovare anche in altre location nazionali. Riaffermare il valore del territorio e delle produzioni del territorio, informare e formare i consumatori ad un consumo consapevole, responsabile e di cultura. Utilizzare il valore dell’enogastronomia e delle eccellenze come lo chef Arcangelo Dandini anche in funzione ad una alternativa per i flussi del turismo troppo a lungo indirizzati su percorsi da catalogo, far conoscere la provincia, i borghi e di conseguenza la cucina dei borghi, diversa per ognuno ma per tutti basata sulle produzioni locali. Tornare ai sapori ed odori di una cucina presunta povera che invece tale non è, la dieta mediterranea è per la cultura, per  i colori e per le proprietà organolettiche quanto di meglio il nostro organismo possa avere a disposizione per un’alimentazione sana e varia.  I consumatori devono riappropriarsi del mercato, utilizzare la richiesta come regolatore cercando di non sottostare supinamente all’offerta che troppo spesso, correndo sul filo del prezzo più basso, danneggia le nostre colture, i nostri vigneti ed oliveti, l’extravergine di oliva a 2,50 euro non esiste se non di bassissima qualità e dubbia provenienza. Certo quello di qualità costa più del doppio, ma insaporisce con meno della metà di quantità, alla fine la spesa si equivale ma la qualità certamente no. L’occasione del convegno è anche stata l’occasione per presentare la squadra Konsumer dei Castelli Romani, erano infatti presenti in sala Eleonora D’Amico e Mario Monacelli, le sedi di Colonna e Frascati saranno presto integrate da una nuova apertura a Grottaferrata, konsumer sempre più vicina ai cittadini.

     

     

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  • Frascati – 16 luglio, manifestazione sulla dieta mediterranea

    • 08/07/2014

    I Castelli Romani declinano appieno una mirabolante versione della Dieta Mediterranea. Il complesso sistema delle minestre con le innumerevoli varianti, il pianeta della pasta fresca che in paesi confinanti assume connotazioni diverse (Lane a San Cesareo, Pincinelle a Colonna, Gnocchetti a code di sorica a Zagarolo, ecc), lo sviluppo di nove Doc per il vino, l’incredibile maestria nel trattamento alimentare di erbe selvatiche, di verdure, di uova, di carne di maiale, di cinghiale e di manzo, l’universo dei dolci da forno, ecc., forniscono una ricchezza di contenuti, amalgamabili solo nel contesto di una grande civiltà alimentare. Qualcuno ha voluto banalizzare, identificando i Castelli Romani come il regno delle “Fettuccine ai funghi porcini e dell’abbacchio allo scottadito”. Nei tempi della globalizzazione si è cercato un posizionamento facile e remunerativo che alla lunga è risultato deleterio e poco sincero. La complessità di una cucina, articolata in una miriade di varianti ed espressa da un variegato sistema di produzione artigianale è stata derisa ed omologata. Il declino economico e culturale è iniziato in quel preciso istante ed è stato successivamente ingigantito dalla crisi economica. Come totem dai piedi di argilla sono caduti illustri templi della ristorazione. In un tessuto economico debole, con l’industria della ristorazione in impasse hanno vissuto gravi sofferenze gli artigiani, le piccole imprese e gli agricoltori che con la loro maestria avevano reso ampio ed appetibile il paniere delle produzioni locali. La politica è stata incapace di interpretare e dirigere verso il cambiamento. Adesso è opportuno riabilitare. Le piccole comunità del cibo, che trovano i propri capisaldi nelle massaie, negli artigiani e nelle trattorie, devono riprendere il sopravvento. La cultura e la grande tradizione devono cercare momenti di sintesi anche negli interventi degli enti istituzionali. Attorno ad un Manifesto della Dieta mediterranea che propugna la nuova rivoluzione del cibo si possono cercare le opportunità per costruire un futuro di speranza più consono alle esigenze dell’ambiente e della salute.

    Prof. Luigi Jovino
    Prof. Luigi Jovino

    Cosa è la Dieta Mediterranea
    La Dieta Mediterranea non è una semplice prescrizione di alimenti e di apporti calorici, ma un sistema di vita ed una forma di espressione della cultura di un ben definito contesto geografico. Non a caso l’Unesco ha inserito la Dieta Mediterranea tra i tesori culturali da tutelare nell’interesse dell’Umanità per la grandezza dei valori sociali e per il rapporto corretto generato sull’ambiente. I popoli del Mediterraneo, infatti, hanno costruito intorno al cibo un intenso sistema di relazioni sociali (convivialità) ed una cultura popolare di riferimento, espressa in una serie innumerevole di manifestazioni popolari. La cultura del cibo ha dato sviluppo alle antiche civiltà (dei coltivatori, degli allevatori, delle corporazioni, ecc.) che hanno costruito la complessità delle odierne società organizzate. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto che non esiste un sistema di nutrizione così equilibrato e salutare come è quello proposto dalla Dieta Mediterranea. Molte nazioni europee e di Oltreoceano hanno inserito la Dieta Mediterranea nei programmi disciplinari delle scuole dell’obbligo e non si contano le iniziative avviate nel mondo per emulare lo stile mediterraneo. Anche Michelle Obama, moglie del Presidente degli Usa, preoccupata per l’aumento dell’obesità nella fascia dei teen-ager americani, come primo atto del suo insediamento alla Casa Bianca ha presentato agli esterrefatti giornalisti un orto coltivato con essenze e semi italiani. Ancel Keys, insigne figura di scienziato medico, vissuto e morto a Pioppi nel Cilento alla veneranda età di 100 anni, quando è arrivato in Italia, agli inizi degli anni Cinquanta, è rimasto colpito dalla scarsissima incidenza di malattie cardiache. In collaborazione con i migliori medici del mondo sono iniziate delle importanti ricerche cliniche ed epidemiologiche che hanno portato finalmente all’individuazione del rapporto causa-effetto tra cibo e patologie degenerative del sistema circolatorio, del cuore e del cervello. Keys, inventore della razione K, usata dagli eserciti Usa e della Nato, notò che almeno a tavola non esistevano discriminazioni sociali. Gli esami clinici testimoniarono che i poveri erano più sani dei ricchi. Si recò allora nel Cilento, restando ancora più affascinato dalle modalità di vita sociale delle piccole comunità di pescatori e di coltivatori e per il rispetto che anche a tavola esse avevano per la natura (stagionalità, oppure grande utilizzo di prodotti conservati con sistemi naturali). Decise con la moglie di stabilirsi in pianta stabile e dalla sua postazione incantata decantò le meraviglie della Dieta Mediterranea in decine di pubblicazioni scientifiche. Il comune di Pollica, riconoscente, ha istituito un Museo della Dieta Mediterranea, meta di migliaia di appassionati ogni anno.

         

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    MANIFESTO DELLA DIETA MEDITERRANEA

     
    per konsumer Italia, la valorizzazione e l’indirizzo ai consumi su produzioni di eccellenza è un dogma dal quale si può, e si deve ripartire per un consumo consapevole, responsabile ed integrato, dove possibile, a tradizioni locali. La valorizzazione del territorio, anello principale di trasmissione di una cultura dei mestieri agricoli e di trasformazione delle materie prime alimentari esistenti e caratterizanti il territorio, crediamo sia un valore dal quale non ci si debba mai discostare. Nell’agroalimentare, così come in ogni altro settore della produzione e dei servizi, dare con responsabilità un giudizio di merito comporta automaticamente mettere all’angolo offerte di basso livello, con catene di distribuzione inutilmente allungate, dove l’elemento prezzo è un solo aspetto, non il più importante, d’identificazione e scelta di un prodotto.

    Abbiamo voluto condividere sin da subito la proposta del Prof. luigi Jovino sulla presenza di Konsumer Italia alla manifestazione del 16 luglio p.v.  Una manifestazione che sarà incentrata sulle produzioni tipiche dei castelli romani e della zona prenestina in genere. Una giornata di festa, di aromi e sapori, colori che da sempre caratterizzano la dieta mediterranea come elemento di cultura e di benessere dell’individuo. E nella dieta mediterranea le produzioni di pasta fresca nelle ricette tipiche castellane e prenestine, ricche di ingredienti freschi, sapidi e colorati, antiossidanti naturali e riserve di energia per l’organismo, oggi copiati in tutto il mondo ed a volte sottovalutati da chi li ha a portata di mano.

    Konsumer  Italia continua nelle sua strada di avvicinamento alle eccellenze italiane dell’agroalimentare che vanno ad arricchire i percorsi ed i contatti già intrapresi con il Consorzio dell’Olio extravergine di Oliva Dop della Sabina e con la pasta “La Molisana”. La valorizzazione e l’indirizzo al consumo per certi prodotti non potrà che essere stimolo per tutti ad un miglioramento degli standard e dell’informazione, perchè alla fine se siamo quel che mangiamo è anche vero che ciò che mangiamo deve essere frutto di una scelta consapevole ed informata correttamente.

     

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