• Gruppo d'acquisto

    • 05/08/2018

    LA RISPOSTA DI KONSUMER ITALIA, CODACONS E GREEN NETWORK ALL'ABOLIZIONE DEL REGIME DI “MAGGIOR TUTELA” ED AL CARO ENERGIA

    I cambiamenti, nel mercato dell'energia, sono alle porte, mai come questa volta occorre arrivarci preparati.
    Evitato il passaggio obbligatorio al mercato libero nel 2019 grazie a due emendamenti di area governativa abbiamo recuperato un altro anno, nella speranza che la liberalizzazione non sia attuata così come predisposta dal vecchio Governo abbiamo un altro anno per prepararci al passaggio acquisendo confidenza con il sistema. 
    Nel 2020, infatti, cambia tutto: abolito il sistema di “maggior tutela” per energia elettrica e gas, la strada rimarrà libera per una totale liberalizzazione del mercato che si annuncia comunque un massacro per i consumatori.
    Da qui a cercare un sistema di autotutela nell’acquisto per l’energia elettrica ed il gas è stato un attimo per Konsumer e Codacons. Individuato l’operatore che offrisse i maggiori vantaggi nel rispetto assoluto dei diritti dei consumatori e senza clausole compromissorie, penalità, anticipi si è passati all’azione costituendo con Green Network Energy il gruppo d’acquisto Sostenibilità. 


    Chi è Green Network?
    Una grande azienda italiana, l’unica che vende energia anche a Londra, premiata proprio a Londra con il Bond Street Award, un premio prestigioso che si attribuisce ogni anno ad aziende che si sono distinte nell’azione imprenditoriale. Un’azienda in continua evoluzione molto sensibile ai bisogni dell’utenza debole.
    Questo ha permesso a Codacons ed a Konsumer di stabilire una relazione stabile dopo un controllo certosino fatto da Docenti Universitari, da noi incaricati, sia sui contratti, sia sulle procedure, ha ottenuto i sigilli di conformità delle due associazioni consumatori.

    Tutti i consumatori possono aderire liberamente al Gruppo d'Acquisto Sostenibilità, o compilando il form alla pagina successiva o accedendo direttamente all’offerta del gruppo d’acquisto sul sito dell’impresa.
    Con la sottoscrizione del gruppo d’acquisto potranno accedere a un'offerta sulla fornitura di energia elettrica e gas che taglia fino al 25% il costo dell’energia elettrica dal prezzo stabilito di maggior tutela dall’Autorità e fino al 15% in meno del costo del gas determinato da ARERA.

    La compilazione del form non è un impegno contrattuale, è solo una preadesione sulla base della quale sarete contattati dall’impresa che vi spiegherà nel dettaglio i passaggi da compiere per entrare in fornitura ed iniziare a risparmiare sui prezzi di maggior tutela. 
    In questo modo i consumatori aderenti - tutelati da una procedura di conciliazione paritetica conforme ai dettami europei sulle best practices come sistema alternativo di risoluzione delle controversie tra consumatore ed impresa - potranno accedere ad un'offerta conveniente e sicura, basata su alcuni principi di carattere etico con la garanzia di avere sempre l’associazione al proprio fianco.


    I tre principi del gruppo d'acquisto
    L’iniziativa del Gruppo di acquisto “Sostenibilità per l'energia” è aperta ai consumatori che possiedono un contratto per la fornitura di energia elettrica (con una potenza installata uguale o maggiore a 3 kW) e/o di gas naturale a uso domestico.
    I principi di riferimento sono tre: trasparenza, convenienza e protezione.


    L'offerta
    La nostra offerta è trasparente perché immediatamente individuabile e confrontabile con la fornitura in essere grazie ad un semplice comparatore messo a disposizione dell'utenza; 
    è conveniente perché: costruita su un costo di base determinato dall'ARERA (“prezzo di maggior tutela”) che viene scontato in una misura fissa, 15% - 20% - 25% secondo le scelte del consumatore rispetto alle diverse opzioni; 
    garantisce infine piena protezione agli aderenti perché qualsiasi divergenza e criticità sarà gestita da Codacons e Konsumer Italia attraverso la procedura di conciliazione, che prevede la soluzione della controversia in 15 giorni.


    Come aderire?
    È sufficiente inviare una preadesione cliccando QUI, senza alcun impegno vincolante, la tua preadesione autorizzerà gli operatori di Green Network a contattarti e fornirti ogni informazione che sia utile ad un passaggio consapevole.
    In questo modo, sarai puntualmente aggiornato rispetto alle variazioni del prezzo di maggior tutela che si verificano ogni 3 mesi, avrai accesso alle offerte accessorie, godrai della protezione di Konsumer e Del Codacons per ogni necessità rispetto al mondo del consumo.

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  • Speciale Assemblea; massima trasparenza per superare la maggior tutela in energia

    • 15/06/2017

    Superare la maggior tutela è necessario, ma al consumatore deve essere garantita la massima trasparenza

    Convegno Konsumer Italia: relatori di prestigio per parlare di energia. Consegnare ai cittadini gli strumenti per una scelta consapevole

     

    A Riccardo Quintili, direttore de Il Salvagente, il compito di coordinare il convegno Konsumer tenutosi il 26 pomeriggio “Verso la fine della maggior tutela. Opportunità o disastro per il consumatore?”. Un tema che, come da egli stesso sottolineato in apertura dei lavori, certamente non annoia e del quale hanno dibattuto Roberto Malaman (Autorità Garante per l’Energia), Gianluca De Ascenzo (Codacons), Paolo Landi (Fondazione Consumo Sostenibile), Piero Saulli (Green Network) e Alessio Borriello, Acquirente Unico.

    La concorrenza del mercato energetico, ha spiegato Malaman, attualmente offre gli strumenti per effettuare scelte tra le molteplici proposte soprattutto ai grandi clienti, mentre la fascia domestica continua a privilegiare essenzialmente le poche e grandi aziende note. Sul mercato libero si può trovare un’offerta più economica e consona alle proprie esigenze, ma bisogna essere in grado di acquistare consapevolmente la sola energia, senza sottoscrivere servizi di cui non si ha reale necessità. Inoltre bisogna aiutare i cittadini-consumatori a confrontare le offerte

    De Ascenzo ha puntato sulla mancanza di fiducia da parte degli utenti e la scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici come possibili motivazioni per la difficoltà nel passaggio al mercato libero “Non mi sento di demonizzare il mercato, né a titolo personale né come associazione, perché ritengo possa offrire ai consumatori la possibilità di risparmio. Tuttavia, il messaggio trasmesso negli ultimi anni non è stato tale da offrire sufficienti garanzie ai consumatori nell’abbandono della maggior tutela”.

    Paolo Landi da sempre sostiene il libero mercato in qualsiasi ambito, perché la concorrenza apporta benefici sia per quanto riguarda il prezzo che la qualità. Purché, certo, a fronte di adeguate tutele a garanzia dei consumatori. I servizi “universali” devono avere un trattamento particolare, diverso da quello riservato agli ambiti di business, in quanto estesi, appunto, a tutti i cittadini che hanno diritto di fruirne. Purtroppo, quando i settori dei servizi universali hanno cominciato ad essere trattati come settori di business, non sono state messi in campo i necessari strumenti di tutela. Non solo, ma anche le norme presenti non vengono rispettate, dati i minimi rischi di sanzioni o di giudizi in tribunale. L’onere di controllo è ricaduto tutto sulle autorità di regolazione, il ruolo è andato via via attenuandosi. Così in tutta Europa sono esplose pratiche commerciali scorrette, informazioni ingannevoli. Landi ha richiamato la necessità che sui comparatori vengano pubblicato le tariffe pure, senza sconti o promozioni, e che su queste il consumatore possa effettuare il confronto ed ha riproposto il tema della Energy Community, grazie alla quale gli utenti – associandosi – potrebbero spuntare l’offerta più conveniente.

    Alessio Borriello ha svolto una sorta di elogio del lobbying: il ruolo delle associazioni è determinante nel rappresentare gli interessi dei 24 milioni di cittadini consumatori (questo il significato primario di fare lobby). Il meccanismo della maggior tutela va superato, in quanto transitorio, ma è necessario fare chiarezza sulle modalità. Il tempo stimato per un passaggio naturale dalla maggior tutela al mercato libero è dieci anni, quindi eccessivamente lungo, ma “Il modo in cui oggi è scritta la legge autorizza qualche perplessità – ha dichiarato Borriello – motivo per cui è ancora ferma”. Tema nodale è la trasparenza, cioè la necessità che il consumatore sia messo in condizioni di compiere una scelta consapevole, senza abbandonarlo a se stesso. Il Ddl Concorrenza, è stato ricordato, prevede l’istituzione di un comparatore pubblico – utilizzando i dati dei consumatori raccolti dall’Acquirente Unico – per le offerte di energia elettrica.

    Alessandra Schofield

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  • Liberalizzazione energia - Una lettera aperta di Paolo Landi a Matteo Renzi

    • 12/04/2017

    Con piacere ospitiamo la lettera aperta che Paolo Landi (Presidente della fondazione consumo sostenibile) ha inviato a Matteo Renzi sulla "liberalizzazione dell'energia" contenuta nel pacchetto concorrenza in approvazione in Parlamento, una legge che produrrà disastri non solo nell'energia ma anche in altri settori, a rischio anche le farmacie, ma questa è un'altra storia, 

     

    PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA 25 MILIONI DI FAMIGLIE SAREBBERO MESSE ALL' ASTA
    Paolo landi se succederà, per il PD sarà una catastrofe!  Abolire  nell'energia il "mercato di maggior tutela" è un errore, perche è garanzia  di un mercato competitivo ,oltre ad essere uno schiaffo al sociale.

     
    Caro Renzi,
    il PD sta commettendo un grave scivolone, sulla soppressione del mercato di maggior tutela. Soppressione   prevista nel decreto concorrenza per il 2018 e che Gentiloni  ha rinviato al 2019 (grazie alle pressioni  dei consumatori), mai il  nodo  resta.
    Uno "scivolone" che coinvolge 25 milioni tra  famiglie e piccole imprese; i quali nonostante  tutte le pressioni del porta a porta,   le telefonate serali, le pratiche commerciali  aggressive ed ingannevoli,  rifiutano di passare al "mercato libero". Non solo, molti consumatori  passati al libero, sono poi tornati alla maggio tutela....
    Mercato libero che come ben sai ( è documentato dalla stessa Autorità)  significa  energia è più costosa del 15% per la luce  e del 8% per il gas. Mercato libero che  per famiglie e piccole imprese (nella maggior parte dei casi)non ha reso la bolletta più leggera :
    Se il mercato di maggior tutela sarà abolito come deciso dal precedente governo e confermato da Gentiloni al 2018,  seguiranno aumenti a due cifre per alcuni anni, con un maggior costo alle  famiglie di 200/300 euro. E' un  copione di  film già  visto a suo tempo sulle assicurazioni RC auto.
    L abolizione della maggior tutela  è una  scelta   spinta dalle imprese, non  dai consumatore e neppure è richiesta dalla UE. Anche in questo caso la UE rischia di essere il pretesto. La UE mette all'indice solo  le tariffe  "below the cost" (sottocosto), e come ben sai non è il caso dell'Italia.
    Nel provvedimento deciso  vi è una seconda scelta ancora  più  pazzesca , la messa all'asta  di  milioni di famiglie e piccole imprese, qualora  non accettassero di  abbandonare il mercato di maggio tutela.
    Nell'intermezzo da oggi al 2018 'è  la farsa... con il  cosidetto  "mercato simile" fino a giugno2017, poi la messa d'imperio  nel "servizio di salvaguardia" cioè nella fascia  dei clienti morosi, le cui tariffe sono più care del 20/30%. Tutto  questo  riguarda 25 milioni  di elettori: famiglie e piccole imprese.!!

    La messa all'asta dei consumatori , ( famiglie e piccole imprese) ,non mi risulta che sia mai successa nella storia, sarebbe uno scandalo mediatico/sociale
    Perche il PD intende fare questo bel regalo a 5 stelle?????  Nel nome del  mercato sarebbero calpestati i più elementari diritti; con il Pd  messo sul banco degli accusati !!
    Il tuo appello all'impegno dei militanti è giusto, ma il consenso passa sopratutto  dalle scelte  nelle quali  ci si riconosce, poi come insegna un comune maestro (tu per averlo letto io per esserci stato, mi riferisco a Don Milani,) passa dall'esempio, la testimonianza, la coerenza, passa dal rimboccarsi le maniche.
    Sottolineo , che in questo caso  non si tratta di doversi  adeguarsi alle direttive UE; in un documento  UE (energy forum di Londra) il mercato di maggior tutela italiano è riportato come una best practice (buona pratica) .
    Il mio invito al  PD è molto semplice:  ripensi a questa  scelta sbagliata a favore di una riforma  che dia continuità al mercato di maggior tutela!  La stessa Commissione in un documento al Parlamento e agli Stati membri ci indica un possibile percorso.
    Riformare L'Aquirente Unico, la maggior tutela, in una Energy  Comunity  di servizio universale (ECOSS)
    In breve , quali  possono essere alcuni elementi a supporto di questa scelta e di  riforma??
    -Il mercato dell'energia è, e resta dominato da poche imprese  che controllano  80% del mercato, siamo quindi in un mercato oligopolistico, privo di una effettiva concorrenza. In Inghilterra, patria del liberismo, hanno riconosciuto  sull'energia questa realtà e hanno quantificato anche  i danni di  un mercato oligopolistico  sui  consumatori inglesi.
    -L'Italia già dispone di una struttura  collaudata ( l'acquirente unico)  . Una struttura che ha ben operato, viste le bollette più leggere che ha garantito ai consumatori in questi anni. ( si tratta  quindi di portare alcuni correttivi ad una esperienza già consolidata.)
    -collocare questa nuova struttura nell'ambito di una proposta  UE  sulle  ENERGY COMUNITY( doc UE del 2016 " delivering a new deal for energy consumer."
    -Cambiare il nome da acquirente unico in, ad esempio:  energy comunity servizio universale ECOSS, società pubblica senza scopo di lucro con un   CdA aperto  ad una rappresentanza sociale
    -l'energia dovrà essere acquistata sul mercato con contratti  di lungo periodo, più funzionali e vantaggiosi , come avveniva nel passato . (perche oggi  l 'Aquirente Unico acquista sul mercato spot, notevolmente più caro? chi l'ha deciso?)
    -il  criterio operativo, può restare quello attuale :i costi  per  l'acquisto dell'energia  nei tre mesi precedenti sono riversati sulle tariffe dei tre mesi successivi .Un  criterio semplice  che evita rischi finanziari. Per il consumatore significa solo che eventuali aumenti o riduzioni sono applicati con tre mesi di ritardo,
    -il contratto deve essere   standard , avere una durata predefinita, uno  o due anni; meglio un anno come nelle assicurazioni RC Auto
    -il consumatore  quindi dopo 12 mesi  può decidere di restare nella ECOSS o passare ad un operatore privato.
    -L'ECOSS  avrà   un rapporto diretto con il consumatore, con un  contratto di servizio oppure con l'acquisto on line, in tal caso potrebbe acquistare una determinata quantità  di energia  500  1000  o 100 kwh con il sistema del prepagato (In questo caso sono evitati anche costi di fatturazione e di morosità)
    - l'energia intermediata da ECOSS  potrebbe anche essere venduta  al  supermercato  o da una struttura commerciale, ( ferma restando la tariffa .)
    Salvaguardare un mercato in cui "tutela", non significa in assoluto prezzo piu basso, ma semlicemente  garanzia di tariffe trasparenti, non  speculative, cioè non soggette a variazioni/aumenti  ingannevoli. Il consumatore chiede un servizio affidabile, semplice e ,, controllabile. In altre parole esige  quello che il mercato libero non ha saputo dare in tutti questi anni.   Questa scelta garantisce non solo i consumatori, ma anche un mercato dell'energia  nel  quale c'è un reale e grande  competitor verso i gli operatori privati.
    .....poi vinca il migliore per trasparenza,prezzo e servizio.!!
    Un cordiale saluto
    Paolo Landi

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  • Landi, "Un disastro la liberalizzazione nell'energia"

    • 27/01/2017

    Luce e gas: fine della maggior tutela? Una catastrofe


    Paolo Landi, presidente della Fondazione Consumo Sostenibile, spiega perché forzare le famiglie a passare al mercato libero è ingiusto e destinato a fallire “Chiediamo tutti insieme al Governo Gentiloni di ripensarci: il rischio sono aumenti a due cifre. Abbiamo delle proposte per coniugare tutela dei consumatori e concorrenzialità tra imprese”

    Alessandra Schofield
    Nel 2018 cesserà il sistema di “maggior tutela” per energia e gas, a favore di una totale liberalizzazione del mercato. Abbiamo chiesto a Paolo Landi – presidente della Fondazione Consumo Sostenibile, molto vicina a Konsumer – quali saranno le conseguenze per i consumatori e quali strade alternative sono percorribili.

    Perché ritiene che il definitivo passaggio al mercato libero sia un danno per i consumatori e che questo cambiamento non possa condurre ad una maggiore concorrenzialità del mercato?
    Il mercato libero dell’energia oramai esiste da dieci anni ma, nonostante tutte le visite a domicilio e le telefonate dei call center all’ora di pranzo e cena, solo una famiglia su tre è passata al mercato libero. Il motivo è la mancanza di fiducia, giustificata, perché chi ha scelto questo passaggio ha inizialmente goduto di tariffe promozionali che poi sono state elevate notevolmente, vanificando il risparmio. In realtà, dunque, il mercato libero ha reso più cara la luce del 15% ed il gas del 7%. E come se non bastasse, sono esplose le pratiche commerciali sleali: il mercato libero, finora, si è rivelato più costoso e non in grado di proteggere i consumatori. Liberalizzazione dovrebbe significare maggiore concorrenzialità, ma in Italia c’è un oligopolio di quattro o cinque imprese che si dividono l’85% del mercato e nei singoli territori, poi, assistiamo a veri e propri monopoli. In Inghilterra, considerata il faro del mercato libero, uno studio dell’Autorità antitrust ha dimostrato che le compagnie elettriche acquistavano l’energia quando era più cara per mantenere elevate le tariffe; bene, la stessa cosa è successa anche in Italia.
    Perché il Governo Italiano ha decretato la fine del mercato di maggior tutela?
    Il precedente Governo ha deciso che a giugno 2018 dovrà essere abolita la maggior tutela, con la motivazione ufficiale che questa contrasta con le norme europee sulle tariffe amministrate. Ma è falso, perché le indicazioni Ue riguardano unicamente le tariffe amministrate in presenza di agevolazioni da parte dello Stato. Il mercato di “maggior tutela” italiano non prevede alcun sussidio statale ed è stato addirittura riconosciuto come una best practice nelle esperienze europee. La reale motivazione della decisione del governo italiano, quindi, è di tipo ideologico: l’obiettivo è considerare l’energia non più un servizio ma un business. Si tratta di una scelta che risponde solo alle pressioni delle imprese, ma non alle esigenze delle famiglie.
    Qual è stato l’atteggiamento dell’Authority per l’Energia in questa vicenda?
    L’autorità ha inizialmente difeso la “maggior tutela” come cosa positiva, affermandone la coerenza con le norme europee. Come più volte ha ripetuto il presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni “Non esistono prezzi regolati. Esistono solo prezzi di riferimento indicati dall’Autorità per l’Energia basati sul prezzo dell’energia all’ingrosso, prezzi determinati da acquisti compiuti sul mercato e non influenzati in alcun modo da condizionamenti di tipo amministrativo”. Poi si è uniformata alle posizioni del Governo, limitandosi a cercare di rendere il passaggio definitivo al mercato libero più “digeribile”, introducendo il concetto di tariffa e contratto standard e una comparazione delle tariffe semplificate. A fronte della persistente resistenza delle famiglie, poi, si è inventata la cosiddetta “tutela simile”, una sorta di premio per chi passa al mercato libero, ma che in realtà è solo una trovata per forzare le famiglie verso una scelta che fino ad oggi hanno respinto. I comparatori, i contratti e le tariffe standard sono cose di per sé positive, ma quelle poche garanzie in più non bastano. Tra l’altro, Autorità e associazioni hanno lavorato due anni per rendere la bolletta più trasparente, ma il risultato non è dei migliori. Individuare l’informazione più importante, cioè il costo di un kilowattora di luce o un metro cubo di gas è tuttora molto difficile, se non impossibile.
    Perché i comparatori di tariffe sono utili?
    Vi è stata una lunghissima discussione a Bruxelles, presso l’Autorità dell’energia Ue proprio su questo. Il comparatore è utile, ma per funzionare deve comparare tariffe standard, fatte con gli stessi criteri per tutti gli operatori e legate ad un consumo tipico di una famiglia. Comparare centinaia o migliaia di offerte commerciali è impossibile. Quindi è necessario che ogni operatore metta sul comparatore la propria tariffa standard e poi può tranquillamente proporre altre offerte commerciali; ma la comparazione, per essere comprensibile, deve essere effettuata su una tariffa standard, ad un prezzo pulito, senza premi o sconti o promozioni. Solo così i comparatori possono essere utili e importanti strumenti di informazione. Diversamente, rappresentano un ulteriore modo di raggirare i consumatori con comparazioni tra tariffe promozionali che hanno scarsa validità. Se si aggiunge che le tariffe promozionali hanno una durata inferiore a quella del contratto, chiaramente il consumatore rischia di pagare le penalità nel caso in cui intenda rescindere il contratto a fine promozione.
    Quali saranno le immediate conseguenze, per i consumatori, dell’abolizione della maggior tutela?
    Non c’è bisogno di essere profeti, basta guardare cosa è successo nel mercato Rc Auto quando sono state abolite le tariffe regolati: aumenti a due cifre per nove anni. Lo stesso accadrà per luce e gas, e quel “premio” per la tutela simile verrà recuperato ampiamente con gli aumenti tariffari successivi.
    Esiste, secondo lei, una strada oggettivamente percorribile che contemporaneamente protegga gli utenti di energia e gas ed incentivi la concorrenzialità in questo tipo di mercato?
    Si possono fare due cose molto semplici: prima di tutto, rimettere in discussione la decisione di sopprimere il mercato di maggior tutela. Poi, raccogliendo i consigli della stessa Commissione Ue, trasformare l’Acquirente Unico che acquista oggi l’energia per il mercato di maggior tutela, in una National Energy Community, cioè una struttura no profit che continua a fare quanto fatto fino ad oggi: acquistare energia sul mercato per rivenderla alla Community. L’unica differenza è che la Community opera solo per chi ne fa domanda, cioè chi si associa.
    Ci spieghi meglio cosa sono le Energy Community e se esistono esperienze in questo senso, in altri Paesi…
    Le Energy Community sono una realtà in Inghilterra ed in Austria, per fare solo due esempi, e si tratta di una forma di acquisto consigliata in un documento della Commissione Ue (A new deal for Energy Consumer) dello scorso anno. Una Energy Community è una sorta di gruppo d’acquisto che può riguardare un comune, oppure un quartiere o un condominio. Ma affinché questo sistema possa funzionare, occorre anche un altro passo importante, che la Fondazione ha proposto a Bruxelles con un proprio documento: l’acquisto di energia in pacchetti prepagati, che può essere effettuato al supermercato oppure on line. Una soluzione che supererebbe i vincoli dell’attuale contratto di servizio, che necessita di uno switch per poter cambiare operatore. Si aggiunga che con questa soluzione non sarebbe più necessario la lettura dei contatori, la fatturazione e anche il rischio di insoluto verrebbe eliminato, contribuendo quindi a ridurre il costo dell’energia. In Inghilterra ed in Austria si sta già sperimentando queste forme di prepagato con successo. Le attuali tecnologie consentono l’acquisto di “ricaricabili” anche per l’energia. Ciò consentirebbe al consumatore di acquistare energia nelle offerte più convenienti. Gli smart meter, cioè i contatori intelligenti, rendono possibile questa operazione. Così si può creare effettivamente un mercato concorrenziale, una competizione virtuosa tra consumatori e imprese. Eliminando un effettivo competitor dal mercato quale l’Acquirente unico di oggi, andiamo semplicemente incontro a forti aumenti delle tariffe, che avverranno dopo le tariffe promozionali iniziali. La National Energy community potrebbe continuare a svolgere questo ruolo in futuro.
    Sarebbe utile introdurre in questo ambito il diritto all’equo compenso per gli utenti vittime di informazioni ingannevoli o pratiche commerciali sleali?
    Il Codice del Consumo, in Francia, prevede che in caso di gravi informazioni ingannevoli verso i consumatori non solo le imprese vengano sanzionate, ma deve risponderne personalmente anche il presidente/amministratore delegato/responsabile dell’azienda, che rischia fino a sette anni di detenzione e 700mila euro di multa, oltre ad un rischio di sanzione all’impresa fino al 10% degli affari. In Italia solo l’impresa è sanzionabile, e le società mettono a bilancio il rischio di queste sanzioni. Le multe, quindi, non rappresentano quindi un deterrente sufficiente ad eliminare le pratiche commerciali sleali e le informazioni ingannevoli.  Occorre introdurre il diritto per i consumatori vittime di informazioni ingannevoli o pratiche commerciali sleali ad avere un equo compenso per il danno ricevuto. L’entità e le modalità del risarcimento possono essere delegate ad una trattativa tra azienda e associazione di consumatori. Solo in caso di mancato accordo può intervenire il giudice. Una proposta in tal senso è stata già presentata dalla Fondazione all’Ue nel documento European Consumer Code on Energy nell’ambito di un dibattito aperto a livello europeo. Si tratta di un’esperienza già collaudata in Italia nel settore bancario e autostradale. 
    Come si pone in questo contesto la produzione autonoma di energia da parte delle famiglie?
    Si tratta di una scelta molto importante ed oggi è molto meno costosa di qualche anno fa. Con le tecnologie odierne si possono installare i pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione per essere autonomi sul piano dell’energia, ma permane la necessità di risolvere il problema di poter vendere direttamente l’energia inutilizzata invece di essere obbligati ad immetterla nel sistema e poi riacquistarla dal sistema stesso. C’è poi un altro nodo da sciogliere, meno semplice da affrontare: l’aumento della produzione autonoma di energia da parte dei consumatori autoproduttori significa che i costi del sistema elettrico sono ripartiti su un numero minore di utenze che restano nel sistema. È impensabile però porre gli oneri di sistema unicamente a carico di quei pochi che ci restano, ma dovrebbero comunque essere sostenuti almeno in parte da tutti. Alcuni Paesi come la Spagna hanno già definito il costo del sistema che rimane a carico degli auto produttori. Lo so, è un discorso scomodo ma va fatto. Infine, occorre porci anche il problema del costo elevato e dell’inquinamento legato allo smaltimento delle batterie. Sicuramente l’autoproduzione è destinata a crescere, non solo a livello delle singole famiglie ma anche a livello condominiale o di quartiere, come succede all’estero.
    Cosa possono fare le associazioni dei consumatori, qualora il mercato di maggior tutela venga effettivamente cancellato?
    Alle associazioni consumeristiche dico “Mettiamoci assieme per chiedere al premier Gentiloni di ripensare questa scelta. È un obiettivo che possiamo realizzare”. Qualora dovessimo fallire, possiamo percorrere la strada cui accennavo prima delle Energy Community e dell’acquisto dei pacchetti prepagati di energia. C’è poi eventualmente la soluzione, ampiamente utilizzata in altri Paesi europei che hanno già subito la liberalizzazione del mercato, che prevede switch organizzati. L’associazione dei consumatori valuta cioè le tariffe sul mercato, sceglie l’operatore più vantaggioso ed organizza per i propri iscritti il passaggio a questo fornitore, con il quale ha contrattato tariffa, trasparenza e servizi. Orientativamente, il contratto potrebbe avere durata annuale, al termine del quale l’associazione dei consumatori effettua una nuova ricerca ed eventualmente cambia ancora fornitore a favore dei propri associati. Naturalmente, qualora nell’arco della vigenza contrattuale l’impresa non rispettasse le condizioni pattuite, il consumatore dovrebbe poter cambiare.
    Bonus energia elettrica e gas, quanto ne sanno le famiglie italiane?
    Poco. Questo strumento è poco utilizzato dagli aventi diritto. Attualmente circa quattro milioni di famiglie si trovano in stato di povertà (vivono cioè con meno di mille euro al mese); ma le persone che godono del bonus energia elettrica e gas sono meno della metà (solo una famiglia su tre). C’è quindi un primo grande problema di informazione, che va risolto affinché tutti coloro che hanno i requisiti possano usufruire di questa agevolazione. Le associazioni dei consumatori ed i Caf sono a disposizione per fornire ogni chiarimento. Le associazioni dei consumatori, però, debbono anche muoversi per affrontare il problema degli scaglioni Isee: per il 2017 hanno diritto al bonus i nuclei familiari che hanno una certificazione Isee fino a 8.107,5 euro o a 20.000 euro se famiglie numerose con più di tre figli a carico. In questo modo, rimane penalizzato chi si trova nella fascia intermedia; bisogna quindi rivedere gli scaglioni.

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  • la fine del mercato di maggior tutela porterà aumenti a due cifre per luce e gas

    • 19/01/2017

    Konsumer Italia e Fondazione Consumo Sostenibile: la fine del mercato di maggior tutela porterà aumenti a due cifre per luce e gas


     Paolo Landi e Fabrizio Premuti “Abbiamo proposte per coniugare competitività con equità e solidarietà. Chiediamo che il Governo Gentiloni apra un confronto con le associazioni dei consumatori”.

    Konsumer Italia condivide pienamente e fa proprie le posizioni del presidente Fondazione Consumo Sostenibile Paolo Landi contro la cancellazione del mercato di maggior tutela per l’energia ed il gas, che il Governo aveva nel 2014 deciso per il 2018.

    “Chiediamo al Governo Gentiloni di rivedere questa scelta, che avrà come conseguenza forti aumenti delle tariffe per le famiglie. Occorre salvaguardare il diritto di scelta del consumatore a restare in un mercato protetto (che opera in regime di concorrenza), o di passare al mercato libero. Nessun provvedimento amministrativo deve forzare i consumatori e le famiglie a passare al mercato libero”. 

    La cosiddetta tutela simile, prevista nelle disposizioni dell’Autorità – che Paolo Landi definisce un palliativo – rappresenta una sorta di “premio” per chi passa al mercato libero “Il Governo dovrebbe chiedersi perché, dopo dieci anni di mercato libero e una campagna aggressiva fatta di visite a domicilio e telefonate nelle ore serali, ancora oggi i due terzi delle famiglie abbiano deciso di restare sul mercato protetto” osserva il presidente della Fondazione.

    Konsumer e la Fondazione stigmatizzano l’apertura selvaggia di un mercato le cui regole, pur esistenti, non vengono rispettate e le cui criticità sono già venute al pettine con le numerose pratiche commerciali sleali a danno dei consumatori, solo in pochi casi risolte con le procedure di conciliazione.

    Se nel 2018 sarà abolito il mercato di maggior tutela – affermano Landi e Premuti – le conseguenze sono facili da prevedere: aumenti a due cifre per alcuni anni, così come è accaduto a suo tempo nel settore assicurazione Auto quando fu abolita la tariffa regolata, e che saranno inizialmente mascherati o occultati con tariffe promozionali, come già accade oggi sul mercato libero. Il consumatore chiede una tariffa semplice, che possa controllata e che non sia soggetta a variazioni speculative o ad aumenti ingiustificati. Questo, fino a oggi, è stato garantito con il mercato di maggior tutela; l’Acquirente Unico ha svolto un ruolo di reale competitor nel comparto dell’energia, operando nella logica del mercato. 

    Le pressioni della UE per superare un sistema di mercato protetto non sono condivisibili soprattutto quando, nel caso italiano, si continuano a mantenere e tollerare i contributi che gravano in bolletta a favore delle imprese “Queste scelte diventano incomprensibili per i consumatori e sono alla base della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della UE” affermano Premuti e Landi. 

    Konsumer Italia e la Fondazione Consumo Sostenibile sostengono ed incoraggiano strade alternative, che tutelino il consumatore senza deprimere la concorrenzialità del mercato energetico, coniugando competitività con equità e solidarietà “Abbiamo diverse proposte in cantiere, che la Fondazione ha proposto anche in Commissione a Bruxelles ed alla stessa Autorità: trasformare l’Acquirente Unico in una Energy Community nazionale, che gestisca l’energia per le famiglie e per le piccole imprese come servizio e non come business. Le Energy Community possono essere realizzate anche nel territorio da un quartiere, un comune o un’organizzazione professionale. Si potrebbero poi introdurre pacchetti prepagati di energia, con un sistema simile alle ricaricabili telefoniche. I contatori intelligenti dovrebbero consentire anche l’acquisto di energia prepagata on line o al supermercato. Indispensabile è l’introduzione di una tariffa ed un contratto standard che siano facilmente comparabili tra le varie imprese che offrono energia sul mercato. Queste possono essere alcune idee e proposte per avere un mercato competitivo sull’energia e mantenere l’energia come un servizio e non soltanto come un business commerciale. Il Parlamento dovrebbe riesaminare questa decisione a favore delle Energy Community che la stessa Commissione sollecita nel proprio documento di luglio 2015 “Delivering a new deal for Energy consumers” sulle nuove frontiere di protezione dei consumatori del mercato energetico. Su queste proposte sarebbe opportuno che il Governo Gentiloni aprisse un confronto con le associazioni dei consumatori” concludono Fabrizio Premuti e Paolo Landi.

    20 gennaio 2017

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