• Acea, l'aridità di credersi feudatari

    • 22/10/2016

    Il merito di certe associazioni Consumatori è quello di arrivare, forse a volte in ritardo, ma di arrivare sempre a chiedere il conto delle nefandezze altrui.

    Questo è il merito di Codici in questa occasione, poco importa se il Presidente di Acea Ato 5 si sorprenda per il ritardo con cui si denuncia un comportamento di un grigiore senza pari dell'Azienda da lui diretta, anzi, di un suo diretto giudizio verso i Cittadini del Frusinate, e dell'intero sud d'Italia, visto che la relazione in cui si è consumata un'offesa senza pari, porta proprio la Sua firma. Poco importano le sue scuse ed aver stigmatizzato tardivamente i contenuti.

    Di che cosa parliamo? Semplice, della richiesta di un aumento di oltre il 21% sulle tariffe che pagano i Cittadini del Frusinate, richiesta avanzata da Acea all'Autorità dell'Energia elettrica, del gas e dei servizi idrici. Aumento richiesto e basato sulle cifre di una situazione che contabilmente è sicuramente sfavorevole ma che viene argomentata non solo con sterili cifre, bensì con giudizi socio culturali sulla popolazione della provincia che viene definita con le seguenti parole: "il contesto sociale ed economico, oltre che culturale manifesta mentalità e consuetudini che denotano una scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato”, e che “la mancata propensione al pagamento è anche dimostrata dalla numerosità delle contestazioni...per la maggior parte pretestuose e infondate che hanno il solo scopo dilatatorio del pagamento”. Insomma i cittadini del Frusinate, il sottoscritto compreso, non sono in grado di attribuire il giusto valore del servizio erogato, non solo, ma sono così "scaltri" da usare contestazioni pretestuose ed immotivate tese unicamente a dilazione i termini di pagamento del servizio perchè poco propensi ad onorarne i termini. Insomma sono dei cialtroni, profittatori geneticamente modificati rispetto alle popolazioni dell'alto Lazio, tali da non meritare la collocazione in un territorio che dovrebbe definirsi centrale rispetto all'Italia, sostiene lui, sono molto più meritevoli di essere considerati cittadini del sud. E che caspita ha il sud? Sono forse meno Italiani di Lei Presidente? Crede davvero che ci sia una scarsa propensione al pagamento quando come ben scrive Consumerismo.it " E’ utile sottolineare che proprio Frosinone, invece, presenta il più basso tasso di morosità in termini di energia elettrica, gas e telecomunicazioni." ed anche rapporti bancari.

    Diciamocela tutta Presidente Saccani, ma non le viene il dubbio che forse siete i peggiori gestori del sistema idrico d'Italia? Che le rimostranze della Popolazione del Frusinate siano dovute a bollette impagabili, a letture mai fatte, a richieste di un servizio di depurazione quando non esiste neanche una rete fognante, alle sospensioni del servizio che colpiscono interi paesi, alle risposte sgarbate dei vostri call center, a numeri di telefono irraggiungibili, e chi più ne ha più ne metta. Non è che siete convinti di avere un feudo e da bravi feudatari immaginate di poter trattare Cittadini Italiani come sudditi? Magari proprio imponendo gabelle che possono aumentare a vostro piacimento infischiandovene del servizio erogato e della sua qualità. Parla di pretestuosità, sono forse pretestuosi tutti i casi in cui avete dovuto rivedere conti delle bollette? Sono forse pretestuiosi tutti quei cittadini che restano a secco nel periodo estivo? Sono pretestuose quelle attività che grazie al vostro servizio si sono dovuti accollare spese per crearsi scorte d'acqua? Ma si faccia un bel giro tra la gente e ascolti le motivazioni dei Cittadini invece di chiedere un aumento del 21,5%, quello si su motivazioni pretestuose. 

    Ce ne siamo accorti tardi di quanto scritto nella relazione? Ha ragione, ma non può liquidarlo unitamente a scuse fretolose e tardive come strumentalità. Vede Presidente, chi se ne è accorto è all'interno di una associazione di volontariato, semmai le fosse sfuggito è bene ricordarLe che le associazioni Consumatori, tolte rare eccezioni che però son ben lontane dal fiatare davanti a queste storture, sono associazioni di volontariato e non hanno Consigli di Amministrazione come il suo e con gli emolumenti che avete voi. E proprio sulla base di quei compensi che vi attribuite, scivolate come questa proprio non possono essere tollerate.

    E adesso chiediamo a chi è stato Democraticamente Eletto, e non nominato, come rappresentante dei cittadini del Lazio, di tutti i Cittadini del Lazio, il Presidente Zingaretti, di prendere una posizione netta e decisa sul merito della Sua relazione e delle Sue Parole, chiediamo al Consiglio regionale del Lazio che ci sia una risposta a quanto da Lei descritto sulle condizioni socio culturali del Frusinate. Ma chiediamo anche alla Cittadina Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, azionista di maggioranze di Acea, se sia possibile che un Presidente di una controllata possa allegramente fare discriminazioni territoriali rispetto ad interi territori che a Roma Capitale hanno sempre pagato il dazio, in termini di lavoro, di cultura, di affinità.

    Dimenticavo...... Presidente Saccani, ma lei sono convinto che lo sappia, Cicerone, è nato proprio in quel territorio di furbetti della bolletta che Lei ha così ben descritto. 

    Fabrizio Premuti

    Presidente Nazionale Konsumer Italia

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  • Acqua, bene Pubblico? Dal sito Consumerismo.it una forte denuncia.

    • 19/10/2016

    A FROSINONE LE TARIFFE RINCARANO DEL 21%: ALTRO CHE ACQUA PUBBLICA.

    Particolarmente odioso, nella relazione depositata da ACEA, il modo di considerare i Consumatori del Frusinate.

    OGGI A ROMA IL SUMMIT DEI GESTORI CHE SI SPARTISCONO IL PAESE IN 5 FETTE DI TORTA

    Dalla relazione tecnica inviata all’Autorità per l’Energia per l’energia elettrica, il Gas e il Sistema idrico, il 27 giugno 2016, emerge che Acea Ato 5 considera i cittadini di Frosinone e del Sud in generale cattivi pagatori con scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato, a causa del contesto sociale, economico, oltre che culturale in cui vivono.
    Nella provincia di Frosinone, Acea Ato 5, il gestore di servizio idrico, ha chiesto all’Autorità di aumentare la tariffa del 21,5% poiché è presente un’alta percentuale di morosità. Da quanto emerge dalla relazione tecnica di Acea Ato 5, l’azienda, facendo una media tra i vari comuni del frusinate, mette in evidenzia una morosità superiore al 21% per un totale di 26 milioni di euro, per cui ritiene indispensabile richiedere la copertura dei costi aggiuntivi, rispetto ai parametri previsti.
    Pare che i consumatori debbano pagare a causa di un loro comportamento scorretto, ma è giusto sottolineare che in realtà le cose stanno diversamente.
    La situazione del servizio idrico nei comuni del frusinate è assai critica. Il 90% dei consumatori ritiene Acea il peggior servizio idrico del Paese e ciò conferma quanto emerso dal sondaggio proposto da Codici nel 2015, con il quale gli utenti bocciavano impietosamente l’azienda. Oggi non sembra sia cambiato molto, anzi, se possibile, le criticità sono aumentate.
    Ma l’azienda, invece di fare ammenda, rincara la dose, dimostrando anche una bassissima considerazione degli abitanti di Frosinone e provincia. Afferma infatti, nella relazione che potete trovare completa su http://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/energia/item/1535-relazione-choc-acea-ato-5-considera-gli-abitanti-di-frosinone-dei-bifolchi-cattivi-pagatori-le-tariffe-rincarano-del-21-altro-che-acqua-pubblica , che “il contesto sociale ed economico, oltre che culturale manifesta mentalità e consuetudini che denotano una scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato”, e che “la mancata propensione al pagamento è anche dimostrata dalla numerosità delle contestazioni…per la maggior parte pretestuose e infondate che hanno il solo scopo dilatatorio del pagamento”. E’ utile sottolineare che proprio Frosinone, invece, presenta il più basso tasso di morosità in termini di energia elettrica, gas e telecomunicazioni. Il problema pare essere esclusivamente relativo all’acqua. I motivi vanno ricercati non nella mentalità e nelle consuetudini di un popolo che, visto il dato sovra citato sembra essere corretto, ma nella gestione del servizio idrico che risulta non conforme agli standard di sicurezza ambientale con impianti in stato di abbandono. Bollette altissime, disservizi, perdite idriche della rete al 70%, chiusura del servizio idrico durante le ore notturne che creano enormi disagi ai consumatori, e in generale, un servizio carente su ogni fronte rendono molte e forti le contestazioni da parte degli utenti.
    Nonostante la criticità venutasi a creare tra utenti e azienda, Acea ritiene “necessario” aumentare la tariffa e prevede l’ingiunzione fiscale per la riscossione delle morosità. Inoltre proprio questa mattina i falchi dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti si riuniscono al Cnel, per prendere parte al convegno “Le Utility per la crescita sostenibile: responsabilità sociale d’impresa e nuovi obiettivi di sostenibilità”.
    Dicono di essere pronti a candidarsi a svolgere un ruolo cruciale nella crescita sostenibile del Paese e nel raggiungimento degli obiettivi di Agenda 30, in realtà sono pronte a dividere l’Italia in 5 zone (Nord- ovest, Nord-est, centro, Sud e Isole). Nel programma spuntano i nomi dei rappresentanti di Hera, A2A, Acea, Smat che, paradossalmente, sono gli stessi responsabili di sostenere il decreto Madia che sui servizi pubblici locali vieta la gestione pubblica per i servizi di rete, acqua inclusa. Queste società fondano il proprio ragionamento sulla frammentarietà del servizio, ma la logica sottesa è la spartizione geografica e, di conseguenza, economica, il che fa si che l’acqua da bene pubblico venga considerato solo come bisogno.

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  • Ponza, manca l'acqua potabile, disagi per i cittadini.

    • 23/08/2016

    Arturo Di Folco “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”

    Arturo Di Folco, medico e responsabile Konsumer per il settore Sanità, è stato recentemente vittima – e con lui tutti gli abitanti ed i turisti di Ponza – di un disservizio legato alla ritardata fornitura dell’acqua sulla bellissima isola di Ponza, dove si reca abitualmente per le vacanze estive.
    Abbiamo voluto approfondire con lui la questione, sia per richiamare l’attenzione sulle potenziali ripercussioni negative in termini di immagine – qualora la cosa abbia a ripetersi – per le attività turistiche dell’isola, sia per tutelare i residenti fissi dalla mancanza di questo bene assolutamente primario.
    Mancato rifornimento delle cisterne “a causa del maltempo” (ma perché, allora, navi ben più piccole delle navi cisterna hanno viaggiato regolarmente?), un call center incapace di dare risposte esaurienti ed una società – Acqua Latina – che non ha saputo rispondere adeguatamente e tempestivamente alle esigenze dei residenti fissi e dei turisti. Arturo Di Folco promette “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”.
    Dott. Di Folco, appena una settimana fa ha pubblicato sulla pagina Facebook di Konsumer Italia un post dal tono preoccupato e arrabbiato; cosa è accaduto? 
    Sono arrivato nella mia abitazione di Ponza e, con grande disappunto, mi sono ritrovato senz’acqua: premetto che per far fronte ad eventuali carenze idriche, avevo predisposto un serbatoio di 2000 litri di acqua, anch’esso totalmente vuoto. Ciò significa che l’acqua mancava già da un po’, quindi mia moglie e i miei figli avevano fruito della riserva che naturalmente si era esaurita! Ho immediatamente contattato il call center di “Acqua Latina”, cosa non semplice, perché non rispondono in tempi rapidi, e l’operatore mi ha detto che attualmente vi sono problemi di approvvigionamento poiché le loro fonti abituali sono quasi a secco e che le navi cisterna che in tempi normali si riforniscono a Gaeta, erano state dirottate a Napoli da dove, per il maltempo, le stesse navi non avevano potuto intraprendere la rotta per Ponza.
    A questo punto ho chiesto di poter avere in emergenza un po’ di acqua attraverso un autobotte, e qui la risposta che mi ha lasciato di stucco “non disponiamo di numeri telefonici di riferimento a Ponza”.
    Naturalmente trovo inaccettabile una risposta così irrisolutiva da parte di un ente gestore di un bene primario come l’acqua! 

    L’intervista integrale ad Arturo Di Folco su InfoKonsumer di agosto!

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  • ACQUA, Konsumer appoggia il ricorso al TAR di 26 comuni del Lazio

    • 22/05/2015

    No al monopolio del gestore unico: rispettare il Referendum 2011

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  • COMUNICATO CONGIUNTO CODICI – KONSUMER: “ACEA ATO 5 – Frosinone si rifiuta di rimborsare le quote di depurazione, subito diff

    • 20/04/2015

    Frosinone, 20 aprile 2015 – A Frosinone e Provincia il malcontento degli utenti del gestore idrico Acea Ato 5 ha raggiunto il livello di guardia. Dopo la denuncia fatta nei giorni scorsi da Konsumer Italia e Codici, riguardo alle bollette dagli importi stratosferici (6.900 euro ad Anagni, 10.600 euro ad Alatri, da pagare entro 15 giorni per colpa di una perdita nel giardino, con minaccia del distacco dell’acqua, e 25mila euro a Veroli), continuano ad arrivare segnalazioni di disservizi e problemi con il gestore. “Nonostante l’azione di contrasto messa in campo dalle associazioni – rimarcano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di CODICI, e Giovanni Nardone, Coordinatore di Konsumer Frosinone e Segretario Regionale del Lazio – ancora una volta Acea Ato 5 fa parlare di sé continuando ad inviare bollette ‘border line’ che stanno ingenerando tensione tra i cittadini per i loro forti importi. Per questo, ricordiamo che stiamo organizzando una manifestazione aperta a cittadini e sindaci dei comuni ciociari in programma per metà giugno”.

    “Inoltre – aggiungono – rileviamo oggi la questione della restituzione delle somme sulla depurazione e quella degli importi sul servizio fognario. In molti casi infatti nelle bollette vengono computate le spese di impianti di depurazione ed allaccio delle fognature per utenze che non sono servite da impianti fognari, ubicate in comuni dove non esistono o non funzionano i depuratori qualora presenti”.

    “Molti utenti ci stanno informando che si vedono rifiutare la richiesta di rimborso delle quote di depurazione da parte di Acea Ato 5, così come è stato stabilito dal commissario ad acta già nel mese di dicembre per i 27 mila consumatori aventi diritto. La motivazione addotta dal gestore sembra essere una non conformità dell’istanza perché recante il logo di CODICI. Per il momento abbiamo intenzione di inviare una diffida formale ad Acea Ato 5 ma ci riserviamo di fare una segnalazione all’Autorità Garante per la Concorrenza affinché questo comportamento cessi immediatamente e il gestore proceda nei rimborsi. Inoltre faremo cause individuali per ogni singolo rigetto, considerata l’infondatezza della motivazione riportata da Acea. Vogliamo anche rimarcare il silenzio assordante delle istituzioni locali: la STO (Segretaria Tecnica) e l’ATO (Autorità d’Ambito). Anche in questo caso ci riserviamo una diffida per l’inadempienza”.

    KONSUMER FROSINONE e CODICI FROSINONE, oltre a stigmatizzare tali comportamenti, invitano i cittadini a contrastare l’azione del gestore idrico attivando i reclami e contattando le struttura provinciali: konsumerfrosinone@libero.it (338 5231754) e sportello.ceprano@codici.org (0775950574).

    Konsumer Italia – ufficio.stampa@konsumer.it

    CODICI – ufficio_stampa@codici.org

     

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