• Acqua, il nuovo piano industriale Acea va finalmente nella giusta direzione

    • 29/11/2017

    COMUNICATO STAMPA

    Konsumer Italia: Acqua, il nuovo piano industriale Acea va finalmente nella giusta direzione
    Il Presidente Fabrizio Premuti “Si rivedono investimenti per il potenziamento della rete e la manutenzione. La Governance ci riserva sorprese positive che non ci aspettavamo di vedere. Ora però chiediamo la stessa attenzione anche per chi non vive nei grandi centri urbani”

    Konsumer Italia apprezza l’inversione inattesa ed incoraggiante di approccio per quanto concerne la gestione da parte di Acea della fornitura di acqua “Finalmente si rivedono investimenti per il potenziamento della rete e per la manutenzione” commenta favorevolmente colpito il Presidente Fabrizio Premuti “La nuova Governance di Acea ci riserva sorprese positive che francamente, da cittadini disillusi, non ci aspettavamo di vedere. Dopo lo scampato pericolo del razionamento dell’acqua a Roma, risolto senza neanche dover diminuire il flusso, ecco due punti che avremmo voluto vedere negli anni passati, quando invece l’utile è stato l’unica preoccupazione di Governance e Proprietà”.

    In effetti, Acea ha definito un Piano che stravolge il passato e segna un punto di discontinuità con gli ultimi anni di gestione, prevedendo un forte potenziamento degli investimenti infrastrutturali. “Un approccio che pone l’utente al centro, con una costante attenzione al territorio da raggiungere attraverso uno sviluppo sostenibile da conseguire in costante dialogo e collaborazione con le Istituzioni e tutti gli stakeholder locali” osserva Premuti, che individua nella riduzione delle perdite d’acqua e nel potenziamento della rete idrica i due punti che convincono maggiormente l’Associazione consumeristica. “Siamo in un Paese dove alcune città si permettono di disperdere fino al 68% dell’acqua immessa negli acquedotti. Roma ne perdeva fino al 44%, ma già nei primi mesi di attività la manutenzione è stata al centro dell’interesse dell’Azienda ed ha permesso un primo recupero dell’8%. Ora l’obiettivo è ridurre ancora ed in tempi brevi la dispersione”.

    L’auspicio è che Roma diventi la seconda Milano, dove la dispersione è appena al 12%, una quantità fisiologica per città di questo livello. Se poi partirà il potenziamento del Peschiera, Roma sarà messa in sicurezza anche rispetto alla continuità di erogazione del servizio.

    Dopo il doveroso riconoscimento a quanto già fatto, ora però Konsumer Italia chiede alla nuova Governance Acea di dare un segno tangibile ed immediato anche a chi non vive nei grandi centri urbani ed è costretto da anni a subire interruzioni del servizio ed erogazione di acque non proprio in linea alla qualità attesa “Chiediamo di essere parte di questo piano di rinnovamento, che ci porti ad incontrare Istituzioni locali e cittadinanze insieme; sappiamo che non c’è bacchetta magica per sanare ritardi di decenni, ma sappiamo anche che l’acqua è un bene irrinunciabile, la cui mancanza può provocare destabilizzazione sociale” dichiara Fabrizio Premuti. 

    Per questo già dai prossimi giorni Konsumer Italia chiede un incontro per definire un piano di informazione e comunicazione che preveda anche incontri sul territorio. “I cittadini, tra i primi azionisti di Acea con Roma Capitale, chiedono di essere parte del progetto e non più succubi vassalli. Chiediamo di poter contrattare la politica dei distacchi, un mezzo becero di costrizione rivolto spesso a cittadini incolpevoli o in condizioni di disagio economico. Facciamo dunque seguire i fatti a quello che a tutti gli effetti sembra finalmente un piano condivisibile” conclude il Presidente.


    29 novembre 2017

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  • Contro la siccità serve un piano di interventi risolutivi

    • 26/07/2017

    Crisi idrica a Roma: la chiusura dei rubinetti della capitale non è la soluzione soprattutto se non organizzata a dovere

    Le AACC, (Adoc, Assoutenti Lazio, Cittadinanzattiva Lazio, Codici, Konsumer Italia, Lega Consumatori Lazio, Udicon) esprimono forte preoccupazione dalle notizie emerse in questi giorni dai media circa la possibile razionalizzazione dell’acqua potabile nella capitale.

    La chiusura dei prelievi dal Lago di Bracciano, imposta dalla Regione Lazio, ha fatto emergere con più forza la necessità urgente di un intervento, mirato e programmato, sulla manutenzione straordinaria della rete idrica di ATO2, intervento di responsabilità di ACEA. Questo è un tema che sicuramente ci sta a cuore, ma sul quale non vogliamo, in questo momento entrare nel merito.

    Vogliamo invece porre all’attenzione del comune di Roma e di ACEA il disagio che la “chiusura dei rubinetti” della Capitale, non ben programmata e organizzata, rischia di portare a cittadini e turisti.

    Preoccupati per questa possibilità chiediamo, oltre che ad essere ascoltati su questo tema, che nel predisporre tale piano, di cui ad oggi non abbiamo ancora notizie ufficiali, vengano prese in estrema considerazione le seguenti criticità:

    • Venga mantenuta la fornitura d’acqua totale, con ogni mezzo, enti pibblici, scuole, ospedali, case di cura, residenze per anziani e minori.
    • I distacchi non siano superiori alle 4 ore per turno e vengano distribuiti in base effettive esigenze della popolazione (ore mattutine e serali)
    • Venga considerato che nel mese di agosto la città si vuota sia di cittadini che di turisti
    • Si provveda a verificare la possibilità di chiedere un maggiore prelievo da altre fonti.
    • Si provveda ad una forte e capillare comunicazione alla cittadinanza circa la programmazione e gli atteggiamenti che possono contribuire ad un risparmio idrico

    Per una città come Roma che non è abituata e attrezzata a questo tipo di emergenza non si può chiedere quello che non può dare. Soprattutto chiediamo una forte tutela del benessere della cittadinanza.

    In questo periodo di così forte caldo l’acqua non è solo essenziale per l’idratazione, ma anche per l’igiene e la salute ed è necessario anche che vengono messi a disposizione dell’utenza informazioni sull’utilizzo senza spreco della risorsa idrica altre ad aggiornamenti costanti e ufficiali da parte di Acea Ato 2 e dei comuni interessati.

    Le associazioni dei consumatori, sempre vicini alla tutela degli utenti/consumatori, sono a disposizione per recepire segnalazioni ed eventuali disservizi causati dalla cattiva erogazione del servizio idrico.

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  • Acea, l'aridità di credersi feudatari

    • 22/10/2016

    Il merito di certe associazioni Consumatori è quello di arrivare, forse a volte in ritardo, ma di arrivare sempre a chiedere il conto delle nefandezze altrui.

    Questo è il merito di Codici in questa occasione, poco importa se il Presidente di Acea Ato 5 si sorprenda per il ritardo con cui si denuncia un comportamento di un grigiore senza pari dell'Azienda da lui diretta, anzi, di un suo diretto giudizio verso i Cittadini del Frusinate, e dell'intero sud d'Italia, visto che la relazione in cui si è consumata un'offesa senza pari, porta proprio la Sua firma. Poco importano le sue scuse ed aver stigmatizzato tardivamente i contenuti.

    Di che cosa parliamo? Semplice, della richiesta di un aumento di oltre il 21% sulle tariffe che pagano i Cittadini del Frusinate, richiesta avanzata da Acea all'Autorità dell'Energia elettrica, del gas e dei servizi idrici. Aumento richiesto e basato sulle cifre di una situazione che contabilmente è sicuramente sfavorevole ma che viene argomentata non solo con sterili cifre, bensì con giudizi socio culturali sulla popolazione della provincia che viene definita con le seguenti parole: "il contesto sociale ed economico, oltre che culturale manifesta mentalità e consuetudini che denotano una scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato”, e che “la mancata propensione al pagamento è anche dimostrata dalla numerosità delle contestazioni...per la maggior parte pretestuose e infondate che hanno il solo scopo dilatatorio del pagamento”. Insomma i cittadini del Frusinate, il sottoscritto compreso, non sono in grado di attribuire il giusto valore del servizio erogato, non solo, ma sono così "scaltri" da usare contestazioni pretestuose ed immotivate tese unicamente a dilazione i termini di pagamento del servizio perchè poco propensi ad onorarne i termini. Insomma sono dei cialtroni, profittatori geneticamente modificati rispetto alle popolazioni dell'alto Lazio, tali da non meritare la collocazione in un territorio che dovrebbe definirsi centrale rispetto all'Italia, sostiene lui, sono molto più meritevoli di essere considerati cittadini del sud. E che caspita ha il sud? Sono forse meno Italiani di Lei Presidente? Crede davvero che ci sia una scarsa propensione al pagamento quando come ben scrive Consumerismo.it " E’ utile sottolineare che proprio Frosinone, invece, presenta il più basso tasso di morosità in termini di energia elettrica, gas e telecomunicazioni." ed anche rapporti bancari.

    Diciamocela tutta Presidente Saccani, ma non le viene il dubbio che forse siete i peggiori gestori del sistema idrico d'Italia? Che le rimostranze della Popolazione del Frusinate siano dovute a bollette impagabili, a letture mai fatte, a richieste di un servizio di depurazione quando non esiste neanche una rete fognante, alle sospensioni del servizio che colpiscono interi paesi, alle risposte sgarbate dei vostri call center, a numeri di telefono irraggiungibili, e chi più ne ha più ne metta. Non è che siete convinti di avere un feudo e da bravi feudatari immaginate di poter trattare Cittadini Italiani come sudditi? Magari proprio imponendo gabelle che possono aumentare a vostro piacimento infischiandovene del servizio erogato e della sua qualità. Parla di pretestuosità, sono forse pretestuosi tutti i casi in cui avete dovuto rivedere conti delle bollette? Sono forse pretestuiosi tutti quei cittadini che restano a secco nel periodo estivo? Sono pretestuose quelle attività che grazie al vostro servizio si sono dovuti accollare spese per crearsi scorte d'acqua? Ma si faccia un bel giro tra la gente e ascolti le motivazioni dei Cittadini invece di chiedere un aumento del 21,5%, quello si su motivazioni pretestuose. 

    Ce ne siamo accorti tardi di quanto scritto nella relazione? Ha ragione, ma non può liquidarlo unitamente a scuse fretolose e tardive come strumentalità. Vede Presidente, chi se ne è accorto è all'interno di una associazione di volontariato, semmai le fosse sfuggito è bene ricordarLe che le associazioni Consumatori, tolte rare eccezioni che però son ben lontane dal fiatare davanti a queste storture, sono associazioni di volontariato e non hanno Consigli di Amministrazione come il suo e con gli emolumenti che avete voi. E proprio sulla base di quei compensi che vi attribuite, scivolate come questa proprio non possono essere tollerate.

    E adesso chiediamo a chi è stato Democraticamente Eletto, e non nominato, come rappresentante dei cittadini del Lazio, di tutti i Cittadini del Lazio, il Presidente Zingaretti, di prendere una posizione netta e decisa sul merito della Sua relazione e delle Sue Parole, chiediamo al Consiglio regionale del Lazio che ci sia una risposta a quanto da Lei descritto sulle condizioni socio culturali del Frusinate. Ma chiediamo anche alla Cittadina Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, azionista di maggioranze di Acea, se sia possibile che un Presidente di una controllata possa allegramente fare discriminazioni territoriali rispetto ad interi territori che a Roma Capitale hanno sempre pagato il dazio, in termini di lavoro, di cultura, di affinità.

    Dimenticavo...... Presidente Saccani, ma lei sono convinto che lo sappia, Cicerone, è nato proprio in quel territorio di furbetti della bolletta che Lei ha così ben descritto. 

    Fabrizio Premuti

    Presidente Nazionale Konsumer Italia

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  • Acqua, bene Pubblico? Dal sito Consumerismo.it una forte denuncia.

    • 19/10/2016

    A FROSINONE LE TARIFFE RINCARANO DEL 21%: ALTRO CHE ACQUA PUBBLICA.

    Particolarmente odioso, nella relazione depositata da ACEA, il modo di considerare i Consumatori del Frusinate.

    OGGI A ROMA IL SUMMIT DEI GESTORI CHE SI SPARTISCONO IL PAESE IN 5 FETTE DI TORTA

    Dalla relazione tecnica inviata all’Autorità per l’Energia per l’energia elettrica, il Gas e il Sistema idrico, il 27 giugno 2016, emerge che Acea Ato 5 considera i cittadini di Frosinone e del Sud in generale cattivi pagatori con scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato, a causa del contesto sociale, economico, oltre che culturale in cui vivono.
    Nella provincia di Frosinone, Acea Ato 5, il gestore di servizio idrico, ha chiesto all’Autorità di aumentare la tariffa del 21,5% poiché è presente un’alta percentuale di morosità. Da quanto emerge dalla relazione tecnica di Acea Ato 5, l’azienda, facendo una media tra i vari comuni del frusinate, mette in evidenzia una morosità superiore al 21% per un totale di 26 milioni di euro, per cui ritiene indispensabile richiedere la copertura dei costi aggiuntivi, rispetto ai parametri previsti.
    Pare che i consumatori debbano pagare a causa di un loro comportamento scorretto, ma è giusto sottolineare che in realtà le cose stanno diversamente.
    La situazione del servizio idrico nei comuni del frusinate è assai critica. Il 90% dei consumatori ritiene Acea il peggior servizio idrico del Paese e ciò conferma quanto emerso dal sondaggio proposto da Codici nel 2015, con il quale gli utenti bocciavano impietosamente l’azienda. Oggi non sembra sia cambiato molto, anzi, se possibile, le criticità sono aumentate.
    Ma l’azienda, invece di fare ammenda, rincara la dose, dimostrando anche una bassissima considerazione degli abitanti di Frosinone e provincia. Afferma infatti, nella relazione che potete trovare completa su http://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/energia/item/1535-relazione-choc-acea-ato-5-considera-gli-abitanti-di-frosinone-dei-bifolchi-cattivi-pagatori-le-tariffe-rincarano-del-21-altro-che-acqua-pubblica , che “il contesto sociale ed economico, oltre che culturale manifesta mentalità e consuetudini che denotano una scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato”, e che “la mancata propensione al pagamento è anche dimostrata dalla numerosità delle contestazioni…per la maggior parte pretestuose e infondate che hanno il solo scopo dilatatorio del pagamento”. E’ utile sottolineare che proprio Frosinone, invece, presenta il più basso tasso di morosità in termini di energia elettrica, gas e telecomunicazioni. Il problema pare essere esclusivamente relativo all’acqua. I motivi vanno ricercati non nella mentalità e nelle consuetudini di un popolo che, visto il dato sovra citato sembra essere corretto, ma nella gestione del servizio idrico che risulta non conforme agli standard di sicurezza ambientale con impianti in stato di abbandono. Bollette altissime, disservizi, perdite idriche della rete al 70%, chiusura del servizio idrico durante le ore notturne che creano enormi disagi ai consumatori, e in generale, un servizio carente su ogni fronte rendono molte e forti le contestazioni da parte degli utenti.
    Nonostante la criticità venutasi a creare tra utenti e azienda, Acea ritiene “necessario” aumentare la tariffa e prevede l’ingiunzione fiscale per la riscossione delle morosità. Inoltre proprio questa mattina i falchi dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti si riuniscono al Cnel, per prendere parte al convegno “Le Utility per la crescita sostenibile: responsabilità sociale d’impresa e nuovi obiettivi di sostenibilità”.
    Dicono di essere pronti a candidarsi a svolgere un ruolo cruciale nella crescita sostenibile del Paese e nel raggiungimento degli obiettivi di Agenda 30, in realtà sono pronte a dividere l’Italia in 5 zone (Nord- ovest, Nord-est, centro, Sud e Isole). Nel programma spuntano i nomi dei rappresentanti di Hera, A2A, Acea, Smat che, paradossalmente, sono gli stessi responsabili di sostenere il decreto Madia che sui servizi pubblici locali vieta la gestione pubblica per i servizi di rete, acqua inclusa. Queste società fondano il proprio ragionamento sulla frammentarietà del servizio, ma la logica sottesa è la spartizione geografica e, di conseguenza, economica, il che fa si che l’acqua da bene pubblico venga considerato solo come bisogno.

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  • Ponza, manca l'acqua potabile, disagi per i cittadini.

    • 23/08/2016

    Arturo Di Folco “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”

    Arturo Di Folco, medico e responsabile Konsumer per il settore Sanità, è stato recentemente vittima – e con lui tutti gli abitanti ed i turisti di Ponza – di un disservizio legato alla ritardata fornitura dell’acqua sulla bellissima isola di Ponza, dove si reca abitualmente per le vacanze estive.
    Abbiamo voluto approfondire con lui la questione, sia per richiamare l’attenzione sulle potenziali ripercussioni negative in termini di immagine – qualora la cosa abbia a ripetersi – per le attività turistiche dell’isola, sia per tutelare i residenti fissi dalla mancanza di questo bene assolutamente primario.
    Mancato rifornimento delle cisterne “a causa del maltempo” (ma perché, allora, navi ben più piccole delle navi cisterna hanno viaggiato regolarmente?), un call center incapace di dare risposte esaurienti ed una società – Acqua Latina – che non ha saputo rispondere adeguatamente e tempestivamente alle esigenze dei residenti fissi e dei turisti. Arturo Di Folco promette “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”.
    Dott. Di Folco, appena una settimana fa ha pubblicato sulla pagina Facebook di Konsumer Italia un post dal tono preoccupato e arrabbiato; cosa è accaduto? 
    Sono arrivato nella mia abitazione di Ponza e, con grande disappunto, mi sono ritrovato senz’acqua: premetto che per far fronte ad eventuali carenze idriche, avevo predisposto un serbatoio di 2000 litri di acqua, anch’esso totalmente vuoto. Ciò significa che l’acqua mancava già da un po’, quindi mia moglie e i miei figli avevano fruito della riserva che naturalmente si era esaurita! Ho immediatamente contattato il call center di “Acqua Latina”, cosa non semplice, perché non rispondono in tempi rapidi, e l’operatore mi ha detto che attualmente vi sono problemi di approvvigionamento poiché le loro fonti abituali sono quasi a secco e che le navi cisterna che in tempi normali si riforniscono a Gaeta, erano state dirottate a Napoli da dove, per il maltempo, le stesse navi non avevano potuto intraprendere la rotta per Ponza.
    A questo punto ho chiesto di poter avere in emergenza un po’ di acqua attraverso un autobotte, e qui la risposta che mi ha lasciato di stucco “non disponiamo di numeri telefonici di riferimento a Ponza”.
    Naturalmente trovo inaccettabile una risposta così irrisolutiva da parte di un ente gestore di un bene primario come l’acqua! 

    L’intervista integrale ad Arturo Di Folco su InfoKonsumer di agosto!

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