• EMERGENZA BUCHE STRADALI: ECCO COME CHIEDERE IL RISACIMENTO

    • 29/03/2018

    Sia a livello urbano che extraurbano la scarsa manutenzione delle strade, aggravata dagli eventi climatici (neve e pioggia), sta causando diversi incidenti che vedono coinvolti non solo numerose vetture e motocicli, ma anche pedoni e ciclisti.

    Piene di acqua e di fango, è quasi impossibile evitare le numerose buche presenti sulla strada.

    Gli ultimi, ma purtroppo frequenti, episodi segnalati di danni a carico di veicoli e persone a causa delle criticità stradali rendono, pertanto, attuale il tema degli strumenti medianti i quali ottenere un’adeguata tutela risarcitoria.

    Chi paga i danni del cittadino?

    L’ente proprietario della strada è responsabile del manto stradale.

    A norma dell’art. 14 CdS, infatti: “Gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono:

    a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;

    b)  controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze..."

    La responsabilità per i danni subiti a causa delle buche stradali è riconducibile all’art. 2051 c.c., il quale prevede che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

    Si tratta di uno dei cosiddetti danni da insidia che può verificarsi anche in caso di presenza di materiali sull’asfalto (ghiaia, ghiaccio, olio ecc.), marciapiedi sconnessi, caduta di alberi.

    La legge, dunque, prevede una presunzione di responsabilità del soggetto che ha in custodia la cosa (nel caso specifico dell’Ente proprietario della strada), il quale ha l’obbligo di vigilare su di essa  in modo che la stessa non possa arrecare danni agli altri.

    Ma le cose non sono proprio così semplici ed occorre fare attenzione alle “cause facili” ma dall’esito poi imprevisto.

    Il Codice Civile precisa, infatti, anche che il risarcimento del danno è dovuto solo qualora questo non sia dipeso da “caso fortuito”.

    Ciò significa che il cittadino danneggiato è tenuto a dimostrare di aver proceduto con prudenza e prestando la massima cautela e che l’evento non è dipeso da una circostanza fortuita e imprevedibile, bensì dall’incuria del soggetto responsabile.

    Risulta di fondamentale importanza, perciò, l’imprevedibilità della presenza della buca sull’asfalto (o di altra anomalia) e l’inevitabilità del sinistro. Qualora si riesca a dimostrare ciò è possibile chiedere e ottenere il risarcimento del danno all’Ente responsabile.

    Per intenderci, è escluso il diritto al risarcimento del danno nell’ipotesi in cui la condotta di guida imprudente, riconducibile alla disattenzione posta nel verificare le condizioni del manto stradale, abbia causato il mancato avvistamento di una buca, la cui presenza – anche in considerazione delle dimensioni della stessa e delle buone condizioni di visibilità – risultava, invece, prevedibile.

     

    Come chiedere il risarcimento?

    In primo luogo è fondamentale rivolgere la propria pretesa risarcitoria all’Ente proprietario della strada, che è responsabile della manutenzione.

    In ogni caso, per ottenere il risarcimento, occorre fornire la prova dell’evento occorso e del nesso di causalità tra la criticità stradale e il danno subito.

    In altre parole è necessario procurarsi le prove dell’esistenza del fatto e del collegamento tra quell’evento e i danni subiti.

    Pertanto, occorre scattare, sul momento stesso, foto al veicolo danneggiato e al punto esatto in cui si è verificato il sinistro. E’ senza dubbio opportuno chiedere, inoltre, l’intervento della Polizia Municipale, al fine di ottenere un verbale, quale prova dell’accaduto. Può essere utile raccogliere le testimonianze dei presenti. Se, poi, sono stati provocati danni al veicolo è importante far redigere un preventivo al carrozziere per le riparazioni e/o conservarne la relativa fattura; se, invece, si sono verificati danni alla persona, occorre recarsi tempestivamente al Pronto Soccorso per ottenere un certificato delle lesioni subite (ed eventualmente, poi, quello del medico legale).

    Una volta accertato il nesso di causalità, si potrà escludere la responsabilità della Pubblica Amministrazione solo nel caso in cui la stessa riesca a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e non vi sia un concorso di colpa del danneggiato nella causazione del sinistro ai sensi dell’art 1227 c.c., né cause di forza maggiore.

    Va da sè che, per ottenere il risarcimento per quanto accaduto, occorrerà effettuare un’apposita domanda risarcitoria. 

    Tutti i cittadini che intendano far valere i propri diritti e ottenere rimborsi e risarcimenti per i danni subiti sia materiali (rotture sospensioni, pneumatici, forature, parabrezza, ecc.) sia fisici (cadute o lesioni provocate dalle buche) e le spese sostenute, possono rivolgersi a Konsumer Italia per avere assistenza legale e avanzare richieste di risarcimento danni.

    E’ sufficiente contattarci al numero 0689020610 oppure inviare una mail a info@konsumer.it. La vostra richiesta sarà gestita dal nostro sportello dedicato ai sinistri stradali.
     

    SEGNALAZIONI BUCHE

    Tutti i cittadini sono invitati a segnalare la presenza di buche o di altre anomalie presenti sulle strade per aiutare l’Associazione ad intraprendere le opportune azioni nei confronti delle amministrazioni competenti per favorire l’immediatezza dei necessari interventi di manutenzione.

    Le segnalazioni (corredate da foto) si trasformeranno in denunce da parte della Konsumer alle autorità competenti, ossia Comuni, Vigili Urbani, Procure, affinchè le criticità indicate siano risolte.

    E’ possibile denunciare lo stato di degrado in cui versano strade e marciapiedi attraverso il nostro profilo Facebook @Konsumeritalia, ovvero scrivendo all’indirizzo info@konsumer.it

     

    Continua...
  • Sicurezza stradale: Manutenzione delle strade; I Consumatori inviano un appello, L'On Adriana Galgano Risponde

    • 08/06/2017

    Sicurezza stradale: Konsumer Italia, Aeci, Codacons, Codici e Primo Consumo inviano un appello a tutti i parlamentari. L’on. Adriana Galgano risponde

     Fabrizio Premuti “Speriamo che altri rappresentanti del popolo italiano si rendano conto che hanno il preciso dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini”   

    Konsumer Italia, Aeci, Codacons, Codici e Primo Consumo ringraziano l’on. Adriana Galgano (Civici e Innovatori) per aver raccolto l’appello che le associazioni consumeristiche hanno inviato a tutti i parlamentari lo scorso 17 maggio.

    “La proposta contenuta nella manovra fiscale che consentirebbe ai Comuni di derogare a quanto previsto nella Legge 120/2010 che impone di destinare parte dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie alla manutenzione stradale e alle dotazioni di sicurezza, consentirà forse agli enti locali di risanare i propri bilanci, ma metterà a forte ed ulteriore rischio la sicurezza di tutti i cittadini. Pedoni, anziani, bambini, ciclisti, motociclisti, ma anche gli stessi automobilisti patiscono già oggi le conseguenze delle inefficienze strutturali del sistema viario italiano. Figuriamoci cosa accadrà quando verranno meno anche quelle risorse che oggi una normativa lungimirante, se pur spesso disattesa, garantisce!” dichiara Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia.

    Come ha giustamente puntualizzato anche l’on. Galgano nell’interrogazione presentata alla Commissione parlamentare Trasporti, “i costi della mancata sicurezza e dell’assenza di manutenzione sono altissimi: oltre ai 3mila decessi che si sono verificati sulle nostre strade, si stima che il Servizio sanitario nazionale spenda almeno 30 miliardi l’anno per i feriti da incidenti”. Si stima che il 40% di questi accadimenti sia dovuto anche alla mancata manutenzione della rete viaria.

    Le associazioni consumeristiche apprezzano la sensibilità di Adriana Galgano, che ha perfettamente compreso come questa deroga alla legge riporterebbe il Codice della Strada indietro di quasi dieci anni ed ha quindi chiesto al Governo di impegnarsi immediatamente per vietarne la concessione.

    “Speriamo che altri Parlamentari si rendano conto che hanno il dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini che sono deputati a rappresentare e comprendano, inoltre, che morti e feriti producono costi sociali enormi, i quali concorrono a creare il deficit pubblico” conclude Premuti.

    8 giugno 2017

    Continua...
  • La sicurezza sulle strade non è roba da Parlamento!

    • 17/05/2017

    Manovra fiscale correttiva (AC 4444): 
    un attacco alla sicurezza stradale senza pensare ai morti per carente manutenzione delle strade.

    AECI - CODACONS - CODICI - KONSUMER ITALIA - PRIMO CONSUMO scrivono ai Parlamentari

    Nel nome sovrano della manovra correttiva fiscale la sicurezza stradale è inaspettatamente bersaglio di numerose proposte emendative di diversa provenienza che mirano a derogare gli Enti locali dal rispetto della legge, quella stessa legge - il Codice della Strada – alla quale, al contrario, tutti i cittadini sono vincolati, pena severe sanzioni pecuniarie.

    Come può un Cittadino credere che la Legge sia da rispettare se poi con una deroga si permette ai Comuni di non farlo? La sicurezza sulle strade è un bene immateriale irrinunciabile perché direttamente in relazione alla salute del Cittadino, diritto Costituzionalmente stabilito, porre in essere tutte le tutele che permettano di conseguire questo fine, diminuendo quindi i costi sociali, dovrebbe essere un obbiettivo primario del Parlamento. Al contrario con questa deroghe invece che pensare alla sicurezza ed alla prevenzione si permette ai Comuni di non farlo e di utilizzare le multe come un vero e proprio “bancomat” per far quadrare i propri bilanci! Una vera follia che interviene su una norma lungimirante introdotta appena nel 2010.

    Infatti, il Legislatore, con l’ultima riforma del Codice (legge n. 120/2010), ha avuto il merito di introdurre innovative misure in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, al fine di assicurare risorse certe da destinare alla manutenzione delle strade e alle dotazioni di sicurezza: segnaletica orizzontale e verticale, barriere, asfalto.

    La Corte dei Conti - da ultimo lo scorso anno - ha richiamato all'ordine tutti quei Comuni che pur incassando molti soldi dalle multe - spesso e volentieri artatamente (si pensi alle posizioni strategiche e fantasiose di molti autovelox) - non ne fanno l'uso previsto dal Codice preferendo utilizzarli per altre finalità che, sebbene legittime (ma purtroppo non sempre è così) nulla hanno a che fare con la sicurezza stradale...

    E questo in un Paese in cui ogni anno, sulle strade, muoiono circa 3000 persone (nel 2015, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili, le vittime per incidenti stradali sono stati 3.428). Ben più alto il numero dei feriti, ma quello che dovrebbe allarmare i Parlamentari, deputati a rappresentare i Cittadini ed i loro bisogni, è il fatto che morti e feriti producono costi sociali enormi che concorrono a creare il deficit pubblico, soprattutto quando nelle cifre di cui sopra, le responsabilità sono si dei conducenti, ma molto spesso sono in concorso ad inefficienze infrastrutturali.  Nel 30% dei casi una corretta manutenzione delle strade e dei presidi di sicurezza potrebbero essere esclusi da questa concorsualità.

    In questo ultimo periodo , proprio a causa della scarsa manutenzione delle strade e della obsolescenza  delle  dotazioni di sicurezza  , si registra un aumento preoccupante degli incidenti e delle vittime che vedono coinvolti i cosidetti utenti deboli della strada : pedoni , anziani , bambini , ciclisti , motociclisti .

    Senza dubbio gestire un bilancio di un Comune più o meno grande non è impresa facile: come spesso accade molte sono le spese e troppo poche le entrate ma questo non può giustificare la scelta di alcuni Parlamentari di legittimare l'utilizzo delle multe da parte delle Amministrazioni locali come un “bancomat”, sulla pelle dei cittadini onesti: il Legislatore dovrebbe invece pretendere dalle Amministrazioni un comportamento virtuoso e una gestione oculata delle scarse risorse a beneficio della collettività. E’ questo un principio che non può e non deve prevedere alcuna deroga!

    L'auspicio è che gli emendamenti segnalati dai Gruppi parlamentari – in particolare le proposte 18.6 Misiani, 18.34 Cirielli, 21.09 Misiani e 25.09 Castelli - non trovino il favore dei colleghi, né tantomeno del Governo, e che siano quindi respinti.

    Sottrarre le già poche risorse che il Legislatore ha voluto obbligatoriamente riservare alla sicurezza stradale acuirebbe lo stato di abbandono in cui molte delle nostre strade versano oramai da anni. Ma sopra ogni altra considerazione riterremo l’approvazione di quegli emendamenti un vero e proprio atto teso alla diffusione dell’insicurezza sulle strade ed all’aumento delle vittime della strada. Per questo sensibilizzeremo le Associazioni che hanno interesse alla circolazione sicura verso quanto sta accadendo e verso chi lo approva, certi che l’attenzione che vorrete porre a questa nostra susciti una riflessione illuminata e si torni a ragionare di sicurezza sulle strade per il raggiungimento della diminuzione dei morti del 50% entro il 2020, come stabilito nella raccomandazione UE ed in cui molti Paesi sono ormai in procinto di superare l’obbiettivo.

     

    AECI - CODACONS - CODICI - KONSUMER ITALIA - PRIMO CONSUMO

    Continua...
  • Vivinstrada - la rete di associazioni, fondazioni e movimenti che opera per la mobilità consapevole e la sicurezza stradale

    • 02/09/2015

    Vivinstrada è la rete di associazioni, fondazioni e movimenti che opera  per la mobilità consapevole e la sicurezza stradale.

    Continua...
  • Konsumer scende in strada per le “Vacanze coi fiocchi 2015”

    • 30/06/2015

    Parte la campagna sulla sicurezza stradale e la mobilità sostenibile nel periodo estivo

    Continua...