• Ti Proteggo, fondazione Ania. Intervento di Maurizio Hazan

    • 16/02/2017

    Hazan: bisogna proteggersi dai rischi del vivere quotidiano

    Alessandra Schofield

    Quando si parla di welfare e assicurazioni tendenzialmente si pensa a tematiche come la curva demografica, l’insufficienza delle pensioni, il mondo del lavoro precario, la non autosufficienza in età avanzata. Temi noti ma di grande drammaticità, ha sottolineato Maurizio Hazan intervenendo al convegno “Io ti proteggo”, organizzato dalla Fondazione Ania.  Non si tiene però sufficientemente conto che l’assicurazione significa di per sé welfare. “Non è facile presentare ai giovani gli scenari di fine vita, poiché tendono a vivere il momento. Ma bisogna pensare che siamo in una società a rischio e liberare risorse dai rischi che tutti i giorni ci attanagliano vuol dire liberare risorse per costruire un futuro finanziario adeguato”. In altre parole, si può certamente parlare di pensione: ma se si perde il lavoro o la casa, se ci si trova a dover pagare un grosso risarcimento magari perché il proprio figlio ha investito qualcuno con la bicicletta, o perché un incendio provocato da guasto elettrico al proprio impianto danneggia la casa del vicino, diventa difficile anche parlare di pensione. “Bisogna fare attenzione a proteggersi dal rischio del vivere quotidiano” ha proseguito Hazan, ricordando che copertura del rischio può significare anche catena di sviluppo “L’assicurazione è un sostegno alle attività indispensabili e che presidiano le nuove possibilità di lavoro, come per esempio l’attività medica o tutte le attività deontologicamente rischiose o le piccole e medie imprese che hanno dei rischi straordinari che non gestiscono. Tutto il mondo del Danni deve essere pronto alla sfida”. Una recente indagine dell’osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie italiane ha molto ben analizzato l’effetto dei cosiddetti “shock” sulla qualità di vita delle persone e come la potenzialità delle coperture Danni faccia da contraltare ad una sottoassicurazione assoluta “Per far comprendere ai consumatori l’importanza delle garanzie offerte dal settore assicurativo è necessaria una profonda opera di informazione” ha concluso Maurizio Hazan. 

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  • Catastrofi naturali, urge una partnership pubblico-privato

    • 24/12/2016

    Bisogna superare gli interessi personali in nome del bene comune: dalle coperture assicurative la possibilità di ripartire per aziende e famiglie

    Di Alessandra Schofield
    A distanza di quattro mesi dall’inizio di quegli eventi sismici che hanno devastato l’Italia centrale, esaurita l’onda di emotività e della prima emergenza ma non certo la necessità di rispondere a chi ne ha subito così duramente le conseguenze, è tempo di iniziare riflessioni concrete su come porre in atto tutte le azioni necessarie a proteggersi in futuro. Abbiamo intervistato Antonio Coviello, ricercatore e responsabile Risk Management e Assicurazioni presso il CNR di Napoli - Istituto Ricerche Innovazione e Servizi per lo Sviluppo e docente di marketing assicurativo presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
    In Italia si continua a morire per terremoti e catastrofi naturali come se fosse ineluttabile. Si può fare prevenzione, e come?
    Sebbene i terremoti e le calamità naturali in genere non si possano prevedere, sicuramente un’attività di prevenzione tramite strumenti di risk management può aiutare a ridurre i danni. E poi la diffusione di coperture assicurative potrebbe sostenere economicamente le aziende ed i cittadini colpiti, in modo da accelerare la ripresa della produzione o della vita quotidiana.
    In termini economici, è possibile fare una stima di quanto costano allo Stato italiano la ricostruzione e/o la ristrutturazione di tutti gli edifici danneggiati dagli ultimi eventi sismici da agosto in poi? 
    La stima economica dei danni viene fatta dalle Prefetture e non è ancora disponibile quella relativa agli ultimi eventi catastrofali. Posso tuttavia dirle che negli ultimi venti anni lo Stato ha sborsato in media 4 mld di euro l’anno. E l’Italia è un Paese a forte rischio non solo sismico, ma – a seconda delle zone – alluvionale, franoso, di inondazione, gelo e grandine. Oltre l’80% della popolazione italiana vive in comuni a rischio di calamità naturali. Siamo dunque estremamente esposti, ma non ci stiamo muovendo con sufficiente decisione e rapidità.
    Konsumer sostiene con forza la necessità di introdurre obbligatoriamente le polizze sui danni da eventi naturali catastrofali. Una partnership pubblico-privato tra compagnie assicurative e Stato può essere la via percorribile? Quali, secondo lei, i maggiori ostacoli?
    È una posizione che sposo senz’altro anche io ed è confermata da quanto accade in moltissimi altri Paesi industrializzati: abbiamo esempi di buone pratiche, per quanto riguarda i sistemi misti di copertura pubblico-privato, in Svezia, Germania, Francia, Spagna per restare in Europa, ma anche in Turchia e Giappone, dove l’assicurazione è talora obbligatoria e talora no. Non sono in molti a sapere che tutti noi cittadini italiani stiamo ancora pagando i danni dei terremoti in Belice, nel 1968, ed in Irpinia, nel 1980, e lo stiamo facendo tramite tasse una tantum e – soprattutto – tramite le accise sulla benzina. L’aspetto negativo di questa modalità non sta solo nel fatto che il contributo dei consumatori è silente ed inconsapevole, ma anche nella totale impossibilità di esercitare controllo sulla destinazione effettiva di queste somme. In un’ottica di partnership pubblico-privato lo Stato avrebbe al contempo ruolo di concorrenza nei pagamenti e di vigilanza sulle entrate e le uscite. Purtroppo sono convinto che, dopo tanti discorsi, ancora non si sia fatto nulla di concreto perché qualcuno ha posto avanti i propri interessi personali nel rallentare questo processo virtuoso.
    Quale potrebbe ipoteticamente essere, per i cittadini, il costo ipotetico e ragionevole di una copertura contro gli eventi catastrofali?
    L’Ania ha valutato in € 150 l’importo annuale per assicurare una casa di circa 100 mq. È chiaro che la somma a carico della singola famiglia si ridurrebbe in maniera direttamente proporzionale al numero della popolazione di assicurati. In questo senso giocherebbe un ruolo importante l’obbligatorietà della copertura: il prezzo si abbasserebbe per tutti laddove oggi i costi per il singolo – soprattutto in determinate zone del Paese – è proibitivo. Obbligatorietà, dunque, significherebbe mutualità. D’altro canto, abbiamo un esempio lampante proprio a casa nostra: in Emilia Romagna circa il 30% dei residenti da anni stipula una copertura per la propria abitazione; così, dopo il terremoto del 2012, entro un anno molte aziende sono riuscite a ripartire e molte famiglie hanno potuto rientrare nelle proprie case.
    L'Italia è notoriamente un Paese fortemente sottoassicurato; i consumatori italiani sono poco propensi a considerare le assicurazioni come una concreta forma di protezione contro i danni economici da eventi imprevisti. Perché, secondo lei? 
    L’Italia è l’ultima – rispetto agli altri Paesi Ue – per incidenza delle spese assicurative sul Pil.
    È senz’altro un problema culturale, ma le compagnie di assicurazione debbono assumersene in parte la responsabilità. La cattiva gestione del settore Rc Auto, con tariffe che ancora oggi superano abbondantemente quelle praticate in altri Stati Ue, ha generato nei consumatori italiani una comprensibile e giustificata diffidenza, difficile da scardinare. Ci sono delle falle nel sistema che vengono scaricate sugli assicurati e la motivazione delle frodi, che sempre le imprese assicurative adducono, è vera solo in parte: le truffe incidono per meno del 3% sui sinistri pagati. Infine, l’Italia è caratterizzata da una forte impronta solidaristica, che rende il cittadino abbastanza sicuro di farcela contando solo sulla rete di relazioni e quindi senza necessità di ricorrere ad una polizza.
    Cosa si può fare per aumentare la sensibilità e la consapevolezza dei consumatori sul tema delle coperture catastrofali?
    Le compagnie debbono investire di più in comunicazione, promozione e diffusione della cultura assicurativa e soprattutto migliorare la propria credibilità presso i consumatori tramite comportamenti corretti e trasparenti e prodotti competitivi per il rapporto qualità/prezzo. Gli intermediari si trovano tra l’incudine ed il martello: subiscono di riflesso quella diffidenza che, come dicevamo prima, i cittadini provano nei confronti delle compagnie. Ma possono fare moltissimo per rendere più consapevoli le famiglie e gli individui delle proprie necessità assicurative. Infine, il Governo deve iniziare ad esercitare la volontà di aprire la strada ad un ottimo strumento di protezione globale, che porterebbe benefici per tutti i consumatori e per le casse stesse dello Stato.

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  • Norma complicatissima, ma aumenta le tutele

    • 29/11/2016

    Ivass presenta la Guida semplificata a Solvency II, destinata a Media e Associazioni di Consumatori
     
    Di Alessandra Schofield
    Complicatissima. Così il presidente Ivass (e Direttore Generale della Banca d’Italia) Salvatore Rossi ha definito Solvency II. E se lo è per gli addetti ai lavori, figuriamoci per chi del prodotto assicurativo è il fruitore finale: il consumatore assicurato. Per questo motivo, l’Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni ha deciso di predisporre una “guida semplificata” alla normativa – entrata in vigore lo scorso gennaio – fondamentalmente tesa ad aumentare i requisiti di solvibilità delle imprese assicurative. Per Ivass è importante trasmettere ai soggetti che beneficiano delle ulteriori tutele previste da questo nuovo regolamento i concetti sostanziali di Solvency II e la Guida vuole rappresentare uno strumento a disposizione di media, associazioni consumeristiche ed intermediari che hanno la funzione “delicatissima e molto importante” di trasferire nozioni complesse a chi solitamente non ha dimestichezza con il funzionamento del settore assicurativo. Si tratta, insomma, di spiegare cos’è Solvency II e perché tutela meglio di Solvency I.
    Rossi ha spiegato che Solvency II prende il posto di un sistema molto più semplice, ma anche molto più rozzo. “La maggiore complicazione, quindi, si sposa con la maggiore efficienza” anche se, come il presidente Ivass ha ammesso, saranno i posteri, i consumatori stessi a giudicare se tutta questa complessità sia giustificata da una tutela più ampia.
    Guida semplificata ma non semplicistica né semplicissima, tiene a precisare Ivass. Migliaia di pagine sintetizzate in una trentina, per una pubblicazione da non intendersi come oggetto di consumo quanto piuttosto strumento di consultazione da tenere sempre a portata di mano e che costituisce la prima di due iniziative fondamentali ai fini del miglioramento della comunicazione dell’Istituto: il prossimo 12 dicembre, infatti, verrà presentato il nuovo sito istituzionale, realizzato in sinergia con la Banca d’Italia “Quello attuale è francamente brutto. Non attuale, non funzionale. Abbiamo fatto uno sforzo straordinario di cambiamento” ha commentato Salvatore Rossi.
    Solvency II poggia su tre “pilastri”: i requisiti quantitativi (cioè legati al capitale delle imprese assicurative), requisiti qualitativi (di governance, cioè il modo in cui le compagnie sono organizzate) ed il reporting, cioè la diffusione delle informazioni non soltanto all’organo di vigilanza ma al pubblico in generale. Ed è proprio questo terzo pilastro a rendere indispensabile lo sforzo, da parte di Ivass, di comunicazione e di trasmissione dei concetti che sono molti e complessi.
    La pubblicazione è stata definita dallo stesso curatore Riccardo Cesari un “lavoro artigianale”, ed è corredata da disegni originali ed esclusivi.
     
    Potrete leggere un approfondimento su questo tema su InfoKonsumer n. 44 di novembre!

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  • Frodi Rca, bene il lavoro di Ivass ma serve il contributo delle compagnie

    • 22/11/2016

    Konsumer Italia: frodi Rca, bene il lavoro di Ivass ma serve il contributo delle compagnie


     Fabrizio Premuti “Se le imprese non alimentano le banche dati, gli strumenti sono inutili”

    Konsumer Italia osserva con soddisfazione l’avanzamento dei lavori Ivass sui nuovi strumenti di contrasto delle frodi RcAuto, presentato ieri durante il Workshop dedicato.
    L’Istituto di Vigilanza ha mostrato – anche avvalendosi di simulazioni – lo stato dell’arte della Banca Dati Sinistri (BDS) e dell’Archivio Integrato Antifrode (AIA), indicato da Ivass come “formidabile strumento per la lotta alle frodi nonché per l’attività di data quality”.

    AIA ha infatti, nelle intenzioni dell’Authority, il duplice obiettivo di monitorare l’attività di alimentazione delle banche dati da parte delle compagnie e, contemporaneamente, la qualità del loro portafoglio sotto il profilo della gestione sinistri, in modo da individuare criticità eventualmente connesse ad episodi fraudolenti: sulla base delle informazioni che vi confluiscono, l’AIA elabora, per ciascun sinistro Rc Auto, un indicatore di potenziale rischio di frode.

    Konsumer Italia riconosce l’importanza dei provvedimenti antifrode emanati negli ultimi anni e di quanto previsto dal percorso futuro in termini di istituzione del portale web AIA, completamento degli archivi interconnessi, strumenti avanzati di detection delle truffe ed attestato di rischio dinamico. Il percorso, iniziato nell’estate 2015, dovrebbe vedere il completamento entro il prossimo anno.

    “Da anni le compagnie individuano nelle frodi assicurative la radice di tutti i mali del settore senza, però, fare qualcosa di serio e concreto per contrastarle. L’istituzione degli uffici antifrode delle compagnie, la dematerializzazione dell’attestato di rischio, del contrassegno e del certificato di assicurazione, la creazione della Banca Dati Sinistri e delle banche dati testimoni e danneggiati, l’AIA e le black box sono potenzialmente strumenti utilissimi ad osteggiare il fenomeno. Ma resteranno inutili ed inerti se le imprese non li alimenteranno continuamente con i propri dati e se non ne sfrutteranno tutte le funzioni. Ieri l’Ivass ha ripetutamente esortato le compagnie in questo senso. Speriamo che il messaggio sia stato colto. Oppure dovremo inevitabilmente pensare che la lotta alle truffe nel settore Rc Auto non sia di loro reale interesse e che ritengano molto più facile scaricarne gli effetti sugli assicurati virtuosi che continueranno a pagare il prezzo per tutti in termini di aumenti tariffari e segmentazione esasperata della clientela” commenta il presidente Konsumer Italia Fabrizio Premuti.

     

    22 novembre 2016

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  • RC Auto, mercato dell'illecito, interviene IVASS-

    • 03/11/2016

    Qualche tempo fa, da questo sito, mettevamo in guardia dall'approssimazione con cui vengono vendute polizze RC Auto, e non solo, da intermediari improvvisati. Oggi IVASS, con un comunicato, mette in guardia i consumatori dall'acquistare garanzie su internet da tre siti non riconducibili ad alcun intermediario. Un vero e proprio illecito che conferma l'attività di controllo e denuncia che Konsumer Italia ha intrapreso, sorprendentemente da sola, senza alcun riscontro dalle rappresentanze degli intermediari che, dopo i consumatori, sono i più colpiti da questa pratica illecita. 

    Un plauso ad IVASS che ha inteso dare ampio risalto con un comunicato alla denuncia contro i tre siti individuati, un allert ai consumatori sull'informarsi sempre dell'attendibilità di chi gli offre consulenza e vendita di polizze assicurative. Un buon sonno a chi non raccoglie l'invito a far rete e diffusione della cultura assicurativa.

    Di seguito il comunicato IVASS

    COMUNICATO STAMPA DEL 2 NOVEMBRE 2016

    L’IVASS rende noto che continua ad essere segnalata la commercializzazione di polizze r.c. auto, anche aventi durata temporanea, tramite i siti:


    www.galloassicurazioni.com

    www.assipuntodrive.com

    www.brokeriamo.it

    Tali siti non sono riconducibili a intermediari iscritti al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi (RUI) pur riportando i riferimenti e i numeri di iscrizione corrispondenti a intermediari regolarmente iscritti che hanno dichiarato la loro estraneità alle attività svolte tramite i siti stessi. 

    L’Istituto richiama pertanto l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che l’eventuale stipulazione di polizze r.c. auto intermediate dai siti di cui sopra comporta per i contraenti l’insussistenza della copertura assicurativa e per gli operatori lo svolgimento di un’attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative.
    Più in generale, l’IVASS raccomanda di verificare sempre, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e/o intermediari regolarmente autorizzati o abilitati allo svolgimento dell’attività assicurativa in Italia, tramite la consultazione sul sito www.ivass.it:
        degli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la r. c. auto);
        dell'elenco degli avvisi relativi a "Casi di contraffazione o società non autorizzate";
        del registro unico degli intermediari assicurativi e dell’elenco degli intermediari dell’Unione Europea.

    I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center dell’IVASS al numero verde 800-486661 oppure al n. 06/42133.526 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30.

     

     

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