• Stop numeri a pagamento per le informazioni dalle compagnie di assicurazione

    • 24/01/2018
    L'IVASS impone alle compagnia di sotituire i numeri a pagamento con numeri gratuiti o a tariffa urbana.

    Alessandra Schofield

    Konsumer Italia apprezza il recentissimo intervento IVASS su alcune compagnie di assicurazione, alle quali ha imposto la sostituzione dei numeri telefonici a pagamento attivati per i Servizi di Assistenza Telefonica alla clientela con numeri verdi gratuiti.

    Cinque compagnie assicurative ed i loro partner bancari avevano infatti introdotto numerazioni telefoniche a tariffe maggiorate (con prefisso 199), che gli assicurati erano costretti a comporre per ottenere informazioni sui sinistri.
    L'Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni ha così ricondotto le imprese al rispetto della nuova Legge sulla Concorrenza (art. 1, comma 130, della L. 124/2017), secondo cui gli istituti bancari e le imprese di assicurazione devono garantire l’accesso ai servizi di assistenza alla clientela a costi non superiori rispetto alla tariffa ordinaria urbana. 
    I consumatori che dovessero riscontrare l'utilizzo di linee con tariffe maggiorate possono contattare l’IVASS al Contact Center, chiamando il numero  - ovviamente verde! - 800486661 o scrivendo alla casella pec tutela.consumatore@pec.ivass.it, o direttamente la nostra associazione che provvederà a trasmette un esposto all'Authority.
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  • Konsumer e Gaz (Gruppo Agenti Zurich) danno vita ad Agenzia Amica

    • 23/01/2018

    IL GRUPPO AGENTI ZURICH E KONSUMER ITALIA: avvio della partnership

    Il Gruppo Agenti Zurich ha definito la partnership con Konsumer, l’associazione dei consumatori guidata da Fabrizio Premuti. Nasce Agenzia Amica del consumatore

    L’accordo prevedrà un confronto di valore finalizzato alle importanti tematiche del trattamento del dato del cliente/consumatore affinché vengano definite le regole a tutela. “Siamo orgogliosi di essere il primo Gruppo Agenti ad aver sentito la necessità, prima di avviare le trattative per la gestione del dato del cliente con la compagnia, di aprire un confronto con gli addetti ai lavori" dichiara il Presidente Enrico Ulivieri "Riteniamo che la collaborazione con Konsumer ci permetterà di definire con maggiore attenzione le regole per il trattamento del dato dei nostri clienti e con il loro prezioso supporto auspichiamo che le nostre agenzie possano essere certificate per la qualità. Un altro valore aggiunto per tutti i colleghi Zurich che, per effetto della partnership, entreranno a far parte della famiglia di Konsumer Italia".

    "L'unico e solo proprietario dei dati è il cliente-consumatore" dichiara Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia "ed è l'unico ed il solo ad avere il diritto di stabilire chi e come debba trattare le informazioni che trasmette allo scopo ben preciso di ricevere un servizio. In questo caso, quello assicurativo. Siamo certi che dall'accordo con il GAZ possa senz'altro derivare una maggiore tutela per gli assicurati. Ma non solo per quanto riguarda il tema Privacy: infatti" prosegue Premuti "con l'avvio di questa collaborazione intendiamo esaltare i contenuti di trasparenza e consulenza che così fortemente caratterizzano il rapporto fiduciario tra Consumatore ed Agente assicurativo, ove quest'ultimo possa essere  il formatore del cittadino per quanto riguarda i temi assicurativi e l'Agenzia possa costituire un terminale in cui il Consumatore trovi supporto ed assistenza, grazie alla presenza di Konsumer Italia, in tutte le problematiche del consumo".

    Uffici Stampa Gaz e Konsumer

     

    P.S.

    Questo accordo rappresenta la realizzazione di un percorso idealizzato oltre 4 anni fa da Massimo Congiu, Agente di Assicurazione e tra i fondatori di Konsumer Italia. L'agenzia di assicurazione come centro di formazione ed informazione assicurativa per i consumatori che, superando la barriera settoriale, si proietta ad essere punto di assistenza condivisa con le associazioni consumatori in tutte le tematiche del consumo; con una capillarietà territoriale superiore ad ogni altra aggregazione professionale anche per numero di utenti raggiunti. Parte di una visione della trasformazione professionale che umanizza la digitalizzazione ed arresta la disintermediazione che solo persone speciali come Massimo potevano avere con così tanto anticipo. So di interpretare anche il pensiero di Enrico Ulivieri, Presidente del GAZ, se dedico questo comune successo a Massimo Congiu.                                                                                                                                                               Fabrizio Premuti

     

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  • Catastrofi naturali; urgente pensare alle coperture assicurative

    • 13/10/2017

    Urgente trovare una soluzione condivisa per garantire i danni da eventi catastrofali

    In occasione della giornata mondiale per la riduzione dei danni catastrofali Konsumer Italia commenta " i dati  che oggi  Ania  ha presentato  e che noi  conoscevamo  già  sono  estremamente  preoccupanti. Sono oltre 10 anni che denunciamo l'immobilismo politico su una questione di una gravità  unica, ma non insanabile.

    Negli  ultimi venti anni l'Italia ha subito circa 58 miliardi di dollari di danni economici ed attualmente è  al sesto posto nel mondo. questo indica una gravissima carenza nelle politiche di prevenzione da parte di qualsiasi governo che ha preferito accollarsi l'onere di risarcire le vittime ed effettuare le ricostruzioni spesso e volentieri con interventi a pioggia tipici di logiche clientelari, e, o con tempistiche lunghissime. 

    Come Noto l'Italia è un paese ad alto rischio di fenomeni catastrofali quali terremoti, frane, alluvioni, esondazioni, e non sono da sottovalutare i rischi connessi a maremoti, bradisismi e l'incognita vulcanica. Eppure non sì decide di assumere le necessarie iniziative; inoltre manca completamente, fra i cittadini consumatori, una cultura del rischio e la consapevolezza che esistono strumenti grazie ai quali tutelarsi rispetto alle conseguenze delle catastrofi naturali. Konsumer Italia da tempo ribadisce l'urgenza di una partnership pubblico-privato al fine di individuare un meccanismo di copertura assicurativa obbligatoria e mutualistica che consentirebbe risarcimenti, e qui in tempi dignitosi, permettendo una ripresa delle attività economiche per le aziende colpite e della normalità quotidiana alle famiglie. In Italia meno del 2% delle abitazioni è attualmente assicurato gli eventi catastrofali.

    Conclude il presidente Konsumer Italia Fabrizio Premuti siamo convinti che sia quindi necessario intervenire su i due fronti una vera politica di prevenzione sul territorio ed un meccanismo di tutela economica in caso di danni subiti dai cittadini consumatori in cui le imprese di assicurazione possono essere il fulcro di un'azione capillare sul territorio anche grazia agli intermediari che con la loro presenza attuano azione di presidio e conoscenza del rischio e dei soggetti interessati. Iniziare sin da subito ponendo l'obbligatorietà concomitante all'acquisto degli immobili consentirebbe, oltretutto, di avere premi più bassi, anche spalmati sui mutui e quindi con coperture catastrofali pluriennali che oggi consentirebbero la copertura fino a 30 anni. 

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  • Ti Proteggo, fondazione Ania. Intervento di Maurizio Hazan

    • 16/02/2017

    Hazan: bisogna proteggersi dai rischi del vivere quotidiano

    Alessandra Schofield

    Quando si parla di welfare e assicurazioni tendenzialmente si pensa a tematiche come la curva demografica, l’insufficienza delle pensioni, il mondo del lavoro precario, la non autosufficienza in età avanzata. Temi noti ma di grande drammaticità, ha sottolineato Maurizio Hazan intervenendo al convegno “Io ti proteggo”, organizzato dalla Fondazione Ania.  Non si tiene però sufficientemente conto che l’assicurazione significa di per sé welfare. “Non è facile presentare ai giovani gli scenari di fine vita, poiché tendono a vivere il momento. Ma bisogna pensare che siamo in una società a rischio e liberare risorse dai rischi che tutti i giorni ci attanagliano vuol dire liberare risorse per costruire un futuro finanziario adeguato”. In altre parole, si può certamente parlare di pensione: ma se si perde il lavoro o la casa, se ci si trova a dover pagare un grosso risarcimento magari perché il proprio figlio ha investito qualcuno con la bicicletta, o perché un incendio provocato da guasto elettrico al proprio impianto danneggia la casa del vicino, diventa difficile anche parlare di pensione. “Bisogna fare attenzione a proteggersi dal rischio del vivere quotidiano” ha proseguito Hazan, ricordando che copertura del rischio può significare anche catena di sviluppo “L’assicurazione è un sostegno alle attività indispensabili e che presidiano le nuove possibilità di lavoro, come per esempio l’attività medica o tutte le attività deontologicamente rischiose o le piccole e medie imprese che hanno dei rischi straordinari che non gestiscono. Tutto il mondo del Danni deve essere pronto alla sfida”. Una recente indagine dell’osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie italiane ha molto ben analizzato l’effetto dei cosiddetti “shock” sulla qualità di vita delle persone e come la potenzialità delle coperture Danni faccia da contraltare ad una sottoassicurazione assoluta “Per far comprendere ai consumatori l’importanza delle garanzie offerte dal settore assicurativo è necessaria una profonda opera di informazione” ha concluso Maurizio Hazan. 

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  • Catastrofi naturali, urge una partnership pubblico-privato

    • 24/12/2016

    Bisogna superare gli interessi personali in nome del bene comune: dalle coperture assicurative la possibilità di ripartire per aziende e famiglie

    Di Alessandra Schofield
    A distanza di quattro mesi dall’inizio di quegli eventi sismici che hanno devastato l’Italia centrale, esaurita l’onda di emotività e della prima emergenza ma non certo la necessità di rispondere a chi ne ha subito così duramente le conseguenze, è tempo di iniziare riflessioni concrete su come porre in atto tutte le azioni necessarie a proteggersi in futuro. Abbiamo intervistato Antonio Coviello, ricercatore e responsabile Risk Management e Assicurazioni presso il CNR di Napoli - Istituto Ricerche Innovazione e Servizi per lo Sviluppo e docente di marketing assicurativo presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
    In Italia si continua a morire per terremoti e catastrofi naturali come se fosse ineluttabile. Si può fare prevenzione, e come?
    Sebbene i terremoti e le calamità naturali in genere non si possano prevedere, sicuramente un’attività di prevenzione tramite strumenti di risk management può aiutare a ridurre i danni. E poi la diffusione di coperture assicurative potrebbe sostenere economicamente le aziende ed i cittadini colpiti, in modo da accelerare la ripresa della produzione o della vita quotidiana.
    In termini economici, è possibile fare una stima di quanto costano allo Stato italiano la ricostruzione e/o la ristrutturazione di tutti gli edifici danneggiati dagli ultimi eventi sismici da agosto in poi? 
    La stima economica dei danni viene fatta dalle Prefetture e non è ancora disponibile quella relativa agli ultimi eventi catastrofali. Posso tuttavia dirle che negli ultimi venti anni lo Stato ha sborsato in media 4 mld di euro l’anno. E l’Italia è un Paese a forte rischio non solo sismico, ma – a seconda delle zone – alluvionale, franoso, di inondazione, gelo e grandine. Oltre l’80% della popolazione italiana vive in comuni a rischio di calamità naturali. Siamo dunque estremamente esposti, ma non ci stiamo muovendo con sufficiente decisione e rapidità.
    Konsumer sostiene con forza la necessità di introdurre obbligatoriamente le polizze sui danni da eventi naturali catastrofali. Una partnership pubblico-privato tra compagnie assicurative e Stato può essere la via percorribile? Quali, secondo lei, i maggiori ostacoli?
    È una posizione che sposo senz’altro anche io ed è confermata da quanto accade in moltissimi altri Paesi industrializzati: abbiamo esempi di buone pratiche, per quanto riguarda i sistemi misti di copertura pubblico-privato, in Svezia, Germania, Francia, Spagna per restare in Europa, ma anche in Turchia e Giappone, dove l’assicurazione è talora obbligatoria e talora no. Non sono in molti a sapere che tutti noi cittadini italiani stiamo ancora pagando i danni dei terremoti in Belice, nel 1968, ed in Irpinia, nel 1980, e lo stiamo facendo tramite tasse una tantum e – soprattutto – tramite le accise sulla benzina. L’aspetto negativo di questa modalità non sta solo nel fatto che il contributo dei consumatori è silente ed inconsapevole, ma anche nella totale impossibilità di esercitare controllo sulla destinazione effettiva di queste somme. In un’ottica di partnership pubblico-privato lo Stato avrebbe al contempo ruolo di concorrenza nei pagamenti e di vigilanza sulle entrate e le uscite. Purtroppo sono convinto che, dopo tanti discorsi, ancora non si sia fatto nulla di concreto perché qualcuno ha posto avanti i propri interessi personali nel rallentare questo processo virtuoso.
    Quale potrebbe ipoteticamente essere, per i cittadini, il costo ipotetico e ragionevole di una copertura contro gli eventi catastrofali?
    L’Ania ha valutato in € 150 l’importo annuale per assicurare una casa di circa 100 mq. È chiaro che la somma a carico della singola famiglia si ridurrebbe in maniera direttamente proporzionale al numero della popolazione di assicurati. In questo senso giocherebbe un ruolo importante l’obbligatorietà della copertura: il prezzo si abbasserebbe per tutti laddove oggi i costi per il singolo – soprattutto in determinate zone del Paese – è proibitivo. Obbligatorietà, dunque, significherebbe mutualità. D’altro canto, abbiamo un esempio lampante proprio a casa nostra: in Emilia Romagna circa il 30% dei residenti da anni stipula una copertura per la propria abitazione; così, dopo il terremoto del 2012, entro un anno molte aziende sono riuscite a ripartire e molte famiglie hanno potuto rientrare nelle proprie case.
    L'Italia è notoriamente un Paese fortemente sottoassicurato; i consumatori italiani sono poco propensi a considerare le assicurazioni come una concreta forma di protezione contro i danni economici da eventi imprevisti. Perché, secondo lei? 
    L’Italia è l’ultima – rispetto agli altri Paesi Ue – per incidenza delle spese assicurative sul Pil.
    È senz’altro un problema culturale, ma le compagnie di assicurazione debbono assumersene in parte la responsabilità. La cattiva gestione del settore Rc Auto, con tariffe che ancora oggi superano abbondantemente quelle praticate in altri Stati Ue, ha generato nei consumatori italiani una comprensibile e giustificata diffidenza, difficile da scardinare. Ci sono delle falle nel sistema che vengono scaricate sugli assicurati e la motivazione delle frodi, che sempre le imprese assicurative adducono, è vera solo in parte: le truffe incidono per meno del 3% sui sinistri pagati. Infine, l’Italia è caratterizzata da una forte impronta solidaristica, che rende il cittadino abbastanza sicuro di farcela contando solo sulla rete di relazioni e quindi senza necessità di ricorrere ad una polizza.
    Cosa si può fare per aumentare la sensibilità e la consapevolezza dei consumatori sul tema delle coperture catastrofali?
    Le compagnie debbono investire di più in comunicazione, promozione e diffusione della cultura assicurativa e soprattutto migliorare la propria credibilità presso i consumatori tramite comportamenti corretti e trasparenti e prodotti competitivi per il rapporto qualità/prezzo. Gli intermediari si trovano tra l’incudine ed il martello: subiscono di riflesso quella diffidenza che, come dicevamo prima, i cittadini provano nei confronti delle compagnie. Ma possono fare moltissimo per rendere più consapevoli le famiglie e gli individui delle proprie necessità assicurative. Infine, il Governo deve iniziare ad esercitare la volontà di aprire la strada ad un ottimo strumento di protezione globale, che porterebbe benefici per tutti i consumatori e per le casse stesse dello Stato.

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