• Consob sanziona Banca Popolare di Vicenza

    • 03/05/2017

    Comunicato Consob

    Consob sanziona per 9,14 milioni di euro (3 maggio 2017) la Banca Popolare di Vicenza per un totale di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dal vertice aziendale tra aprile 2011 e aprile 2015.
    I provvedimenti riguardano il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale in carica all'epoca dei fatti, nonchè alcuni dirigenti della banca. 

    Agli stessi soggetti sono state comminate anche le sanzioni accessorie della perdita temporanea dei requisiti di onorabilità e dell'incapacità di assumere incarichi in società quotate o loro controllate per un totale di 76 mesi.

    In particolare Consob ha accertato – al termine di un'attività di vigilanza, che ha compreso anche un'ispezione fra aprile 2015 e febbraio 2016 - che la banca ha violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria.

    I comportamenti illeciti risultano essere frutto di scelte aziendali riconducibili, secondo i rispettivi ruoli e responsabilità, ai principali livelli decisionali e di controllo interno della banca.

    I provvedimenti sanzionatori sono in via di pubblicazione sul Bollettino elettronico della Consob.

    Continua...
  • Banche: fatta le legge, trovato l'inganno?

    • 14/04/2017

    L’Antitrust avvia procedimenti istruttori nei confronti di BNL, Intesa Sanpaolo e Unicredit per accertare eventuali pratiche di anatocismo

    La notizia dell'avvio dei tre procedimenti istruttori, da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nei confronti di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. per accertare eventuali pratiche di anatocismo bancario da parte di questi istituti non è affatto rassicurante.
    “Se infatti le indagini di AGCM, effettuate con il supporto della Guardia di Finanza, dovessero confermare che si sono utilizzate tecniche scorrette ed aggressive per indurre i consumatori ad accettare il nuovo sistema di addebito automatico, saremmo dinnanzi all'ennesimo fallimento del sistema” dichiara Raffaella Grisafi, vice presidente Konsumer Italia. 
    La normativa contenuta nella Legge di Stabilità 2014 e successivi interventi legislativi, che vietava espressamente l’anatocismo salvo autorizzazione preventiva del cliente, nasceva proprio per superare le criticità del passato legate all'applicazione di interessi con modalità discutibili. Se anche stavolta si è trovato il modo di raggirare la norma e colpire i consumatori, è necessaria una reazione congiunta e severa di tutte le autorità di vigilanza, Banca d'Italia compresa.
    “Ancora una volta si evidenzia il forte squilibrio del mercato del credito, in cui la banca raggira e plasma a proprio piacimento la norma conclude Grisafi.

    Continua...
  • ASPETTANDO IL (NUOVO?) CONTO CORRENTE DI BASE

    • 17/03/2017

    ASPETTANDO IL (NUOVO?) CONTO CORRENTE DI BASE

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto in materia di conto corrente di base, uno strumento pensato per tutti quei consumatori che hanno un’operatività base e – versando in determinate condizioni economiche – non possano affrontare le spese di un normale conto corrente. Il decreto, che recepisce  ladirettiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in realtà non introduce una novità poiché il conto corrente di base esiste in Italia già dal 2011. Sarebbe infatti dovuto essere stato messo a disposizione di tutte quelle famiglie e pensionati a basso reddito per facilitarne l’inclusione finanziaria. Il problema è che non solo i clienti non l’hanno mai conosciuto (ed aperto) ma le banche non hanno mai fatto particolari sforzi per pubblicizzarlo. Si spera dunque che questo intervento possa essere davvero innovativo, prevedendo meccanismi veramente efficienti di controllo sugli intermediari e sulle modalità con cui propongono tale conto.
     Come anticipato, il provvedimento riprende quanto già disposto dalla Convenzione tra il Ministero dell’economia e delle finanze, la Banca d’Italia e le principali associazioni rappresentative dei prestatori di servizio di pagamento (banche, Poste e istituti di pagamento); in continuità con tale Convenzione e in attuazione della direttiva europea, il 4 conto di base deve essere offerto da tutti i prestatori di servizi di pagamento che offrono alla propria clientela conti di pagamento e includere un numero predefinito di operazioni annue a fronte di un canone onnicomprensivo. Si sottolinea che il canone deve essere di ammontare “ragionevole” e in linea con la finalità perseguita dell’inclusione finanziaria. Accogliendo le indicazioni dei pareri parlamentari, il decreto ha esplicitato che tra i servizi offerti obbligatoriamente nel conto di base è compresa anche l’emissione della carta di debito. 
    Il decreto inoltre garantisce, ai consumatori che utilizzino conti di pagamento, maggiore trasparenza informativa, procedure semplificate per il trasferimento del conto stesso e un regime tariffario agevolato nel caso di apertura di un conto di pagamento con caratteristiche di base. 
    Si introduce l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento di fornire ai consumatori il “Documento informativo sulle spese” (relativo, tra l’altro, alle informazioni precontrattuali) e il “Riepilogo delle spese” (contenente comunicazioni periodiche). I nuovi documenti non sostituiscono, ma si aggiungono agli obblighi informativi già stabiliti per i servizi di pagamento, ad esempio l’estratto conto. 
    Vengono introdotti obblighi a carico dei prestatori di servizi di pagamento volti a favorire la mobilità dei consumatori. In particolare, si prevede la possibilità di ottenere il trasferimento di uno o più servizi di pagamento “ricorrenti” (es. ordini permanenti di bonifico, addebiti diretti) e dell’eventuale saldo positivo su un nuovo conto entro un termine complessivo di 12 giorni lavorativi. Sono, inoltre, previsti, in attuazione delle direttiva, siti web di confronto a cui tutti i prestatori di servizi di pagamento hanno obbligo di partecipare.
    Ora non resta che aspettare il decreto del Mef, che sentita la Banca d’Italia, dovrà individuate le fasce di consumatori socialmente svantaggiate a cui il conto di base dovrà essere offerto senza spese. A questo punto viene spontaneo domandarsi: sarà la volta buona?

    Raffaella Grisafi

    Continua...
  • Banche, aumentano i costi dei conti correnti.

    • 08/03/2017

    Konsumer Italia denuncia gli aumenti dei costi per il conto corrente: l’Italia a due velocità

    Raffaella Grisafi “Si paga di più per saldare le bollette, prelevare denaro e fare bonifici. E che dire degli oneri a carico dei professionisti e delle aziende per i POS? Non è così che si incentiva l’uso della moneta elettronica” Konsumer Italia denuncia: c’è un sistema normativo e strutturale che parla di pagamenti di ultima generazione e tutto il resto del Paese che ha difficoltà con le forme più primordiali di pagamento alternativo al contante. E i costi e le politiche degli istituti bancari non aiutano. Dichiara Raffaella Grisafi, vice presidente Konsumer “Nel 2017 sono aumentati i costi dei conti correnti e dei servizi connessi: si paga di più per saldare le bollette, per prelevare denaro e per fare i bonifici. Guai a parlare dei costi sopportati dai professionisti e dalle aziende per i POS necessari ad accettare la moneta elettronica. Non è così che si aiutano le imprese e soprattutto si supportano i consumatori nella dismissione del contante”. Importanti risorse economiche e legislative sono state impiegate in questi anni per diffondere l’utilizzo della moneta elettronica ed incrementare la tracciabilità del denaro. Giusto combattere l’evasione, ridurre i costi legati alla gestione del contante e mettersi al passo con il resto d’Europa, ma serve coerenza. È necessario che alle intenzioni corrispondano i fatti concreti. “Un consumatore non può arrivare a pagare 9 euro come commissione su bonifico. Gli stessi conti on line – generalmente più vantaggiosi – hanno subito aumenti” osserva Grisafi. Il legislatore intervenga sul tema e i clienti – consumatori e non – comincino a far sentire maggiormente la propria forza contrattuale: modifica delle condizioni o passaggio ad altro istituto più conveniente.
    Bisogna evitare che i consumatori gestiscano autonomamente il denaro, ritirandolo dal sistema bancario. La sicurezza prima di tutto. E la concretezza: quella che Konsumer chiede sia messa in campo da istituzioni, intermediari bancari, istituti di pagamento, Imel.
    8 marzo 2017

    Continua...
  • Mutui Unipol Banca a tasso variabile, hai diritto ad una restituzione?

    • 23/02/2017

    MUTUO TASSO VARIABILE UNIPOL BANCA: HAI DIRITTO ALLA RESTITUZIONE?

    Tra qualche giorno i consumatori mutuatari, che abbiano stipulato nel periodo 1 aprile 2015 – 30 settembre 2016 un mutuo a tasso variabile (ipotecario o chirografario) con clausola di tasso 10 minimo con Unipol Banca, avranno diritto ad una somma una tantum calcolata su ciascuna delle rate del mutuo con scadenza nel periodo 1 maggio 2015 – 31 ottobre 2016 per le quali sia stato rilevato un valore negativo del parametro di riferimento per la determinazione del tasso di interesse nominale annuo, pari al prodotto tra  il capitale residuo dovuto alla scadenza della Rata Rilevante e un’aliquota pari alla differenza tra zero e il corrispondente valore negativo del parametro di indicizzazione rilevato nella medesima Rata Rilevante.
    Questa misura è stata prevista nell’ambito degli impegni che Unipol Banca ha presentato all’AGCM (Antitrust) che aveva avviato un procedimento volto ad accertare la mancata o ambigua informativa ai consumatori circa l’esistenza nei contratti di mutuo a tasso variabile della Banca di soglie minime del tasso di interesse contenute rispettivamente in clausole floor (valore del tasso minimo superiore allo spread) ed Euribor negativo (valore del tasso minimo pari allo spread, in modo da rendere i valori negativi dell’euribor irrilevanti nella determinazione del tasso d’interesse nominale annuo), in relazione al momento della loro stipula, precedente o successiva rispetto al rilevamento di valori negativi dei parametri di indicizzazione Euribor.
    Ma in cosa ha sbagliato la banca? Su una parte di contratti stipulati prima dell’evento Euribor negativo in cui non era stata inserita alcuna clausola di tasso minimo, Unipol Banca non ha applicato un tasso minimo pari allo spread, attribuendo un valore pari a zero all’Euribor, ma ha continuato ad applicare, la somma algebrica prevista quale formula di calcolo del tasso di interesse nominale annuo (Euribor + spread). Dunque in parole semplici: i consumatori non hanno beneficiato dei tassi negativi dell’Euribor.
    E’ importante sapere che il beneficio si ottiene a condizione che gli stessi consumatori ne facciano espressa richiesta entro 60 giorni solari dalla data di pubblicazione sul proprio sito internet di un avviso che dovrebbe essere on line già da martedì 28 febbraio.
    Se hai bisogno di ulteriori informazioni su come fare, contatta Konsumer.

    Continua...