Grazie agli olivocoltori sulle nostre tavole continuerà ad arrivare olio EVO Premuti: Pericolo scampato per l’olivicoltura nazionale

  • 10/05/2018

Non erano certamente i produttori Italiani a voler eliminare i panel test tra le prove di qualità dell’olio extravergine di oliva. L’Italia produce dell’olio EVO eccellente, anche grazie alle centinaia di cultivar che troviamo nei nostri oliveti e ad una certosina catena produttiva ipercontrollata. La stessa cosa non si può dire per Paesi abituati a produrre olio con procedure e controlli ben differenti dai nostri.

I paesi del nord Africa, la Spagna e la Grecia producono olio di oliva; un olio non dannoso per chi lo consuma, ma dall’assoluta imparità, a livello qualitativo, con quello italiano. Per questo in seno al Consiglio Oleicolo Internazionale si era pensato di abolire l’unico esame che fa la differenza nel giudicare la qualità di un olio EVO, il Panel Test. Una eventualità che, fortunatamente, è stata sventata poiché il Consiglio ha fatto propria la posizione dell’Italia, ovviamente contraria alla sua abolizione.

“Quello che stupisce è che taluni imbottigliatori, anche italiani o presunti tali, abbiano visto nell’abolizione del panel test un motivo di giubilo, -afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia-.  Certo acquistare olio altrove, magari godendo di agevolazioni fiscali e di politica internazionale, fa gola al portafoglio; mettiamoci anche i costi sociali rappresentati dalle nostre aziende in difficoltà per una concorrenza sleale. Tuttavia resta fondamentale la necessità di offrire il miglior prodotto possibile al consumatore e questo è garantito anche dal panel test”.

Dunque l’abolizione del Panel Test è stata sventata e per questo Konsumer Italia ringrazia la tenacia e la determinazione dei nostri produttori: per una volta ha prevalso il buon senso e la ragione.