Assobiomedica; Sistema salute, il convegno visto con i nostri occhi

  • 21/02/2018

Sistema salute opportunità per crescere

La salute è una grande opportunità per l’economia del Paese” è questa l’idea alla base del “manifesto” lanciato da Assobiomedica, associazione che riunisce le imprese di dispositivi medici, in vista delle elezioni del 4 marzo. 
Una piattaforma discussa a Roma con le forze politiche, allo scopo di lanciare una linea strategica per l’industria e la sanità del futuro”. 
Il presidente Boggetti ha lanciato un’agenda per la prossima legislatura, che valorizzi la filiera della salute promuovendo innovazione e sviluppo economico.
Bisogna tornare a parlare di salute perché investire in sanità è una grande opportunità per il Paese, anche per la politica, occorre un piano industriale per la filiera che permetta al Paese di essere competitivo, frenando la fuoriuscita verso l’estero di competenze e innovazione. 
Per Assobiomedica servono incentivi economici e fiscali per favorire lo sviluppo delle imprese, accesso tempestivo all’innovazione e ammodernamento del parco tecnologico della sanità italiana, acquisti basati sul valore delle tecnologie mediche, abolizione di tasse giudicate inique come il payback, misure strutturali e non una tantum per agevolare gli investimenti in ricerca e innovazione,una nuova governance del Servizio sanitario nazionale, il superamento delle logica dei silos e dei tetti di spesa, il finanziamento di un sistema nazionale di Health technology assessment”, strumenti per favorire l’internazionalizzazione delle imprese, un durata più lunga (oggi è tre anni) per lo status di “start-up innovativa”, difesa e incentivazione dei brevetti, semplificazione normativa e una collaborazione più forte tra industria e comunità scientifica.
Per Assobiomedica si tratta di “riconoscere il valore della sanità del nostro Paese e le opportunità che il settore della salute può offrire per la crescita economica e sociale, creando occupazione, sviluppo e innovazione”, che si tradurrebbe in “nascita di nuove imprese, attrazione di capitali dall’estero per la ricerca e per lo sviluppo, ammodernamento del sistema sanitario, arrivo di ricercatori nel nostro Paese, aumento delle quote di export”. 
Una sfida “possibile”, a patto che il nuovo Governo “veda e colga questa opportunità”.
Il concetto di “salute come investimento” nella discussione non ha fatto emergere differenziazioni in campagna elettorale, anzi le forze politiche presenti al dibattito, sembravano unite, sarà piaggeria nei confronti di Confindustria,padrone di casa del convegno,  .
Giusy Gabriele, candidata di Liberi e Uguali alla Camera afferma “Non si può fare un ragionamento solo sui costi,troppo spesso la sanità pubblica è stata indicata come luogo di sprechi, inefficienze, quasi un “appesantimento” per lo Stato. Ma c’è un limite oltre il quale non si può andare. Senza turnover del personale, con strutture e tecnologie obsolete, si rischia il collasso. Occorre rifinanziare il Ssn e allo stesso tempo riqualificare la spesa”.
Secondo Marcello Crivellini, esponente della lista “+Europa” coalizzata col Pd, quando si parla di investimenti in sanità serve molta cautela: Prima di preoccuparsi di quanto si spende, dobbiamo interrogarci su come si spende. Non è detto che se aumentiamo il volume dell’investimento, che vale circa il 9% del Pil, otteniamo più salute. Prima di tutto bisogna intervenire sulle storture del sistema”. 
Secondo Giovanni Monchiero, centrodestra con Energie per l’Italia, non si può guardare solo “all’incidenza della sanità sul Pil, che indica la cifra politicamente spendibile”, ma si deve tenere conto “della spesa pro capite, che dà una misura dell’efficienza” del sistema: “In Italia  la spesa sanitaria pro capite è un terzo rispetto a quella degli Stati Uniti, le metà di quella svizzera e il 70% in meno di quella della Germania. 
Secondo Davide Barillari, candidato nel Lazio con il Movimento Cinque Stelle, la sfida della sostenibilità passa da un radicale cambio di prospettiva: alla sanità di oggi manca una visione. Continuiamo a guardarla con le lenti del Novecento, oggi si va verso la medicina delle 4P: preventiva, personalizzata, predittiva e partecipativa. Serve una nuova idea di governance sanitaria e socio-sanitaria, con interventi di programmazione adeguati, concentrandoci sulla prevenzione primaria e la sanità del territorio.
Tutti d’accordo, caso strano, ad estirpare il morbo della corruzione che incide per un otto-dieci per cento della spesa 

        Alfredo Magnifico                                                                                                                                                                                                                                   relazioni esterne Konsumer