Ponza, manca l'acqua potabile, disagi per i cittadini.

  • 23/08/2016

Arturo Di Folco “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”

Arturo Di Folco, medico e responsabile Konsumer per il settore Sanità, è stato recentemente vittima – e con lui tutti gli abitanti ed i turisti di Ponza – di un disservizio legato alla ritardata fornitura dell’acqua sulla bellissima isola di Ponza, dove si reca abitualmente per le vacanze estive.
Abbiamo voluto approfondire con lui la questione, sia per richiamare l’attenzione sulle potenziali ripercussioni negative in termini di immagine – qualora la cosa abbia a ripetersi – per le attività turistiche dell’isola, sia per tutelare i residenti fissi dalla mancanza di questo bene assolutamente primario.
Mancato rifornimento delle cisterne “a causa del maltempo” (ma perché, allora, navi ben più piccole delle navi cisterna hanno viaggiato regolarmente?), un call center incapace di dare risposte esaurienti ed una società – Acqua Latina – che non ha saputo rispondere adeguatamente e tempestivamente alle esigenze dei residenti fissi e dei turisti. Arturo Di Folco promette “Voglio fare due chiacchiere con il Sindaco”.
Dott. Di Folco, appena una settimana fa ha pubblicato sulla pagina Facebook di Konsumer Italia un post dal tono preoccupato e arrabbiato; cosa è accaduto? 
Sono arrivato nella mia abitazione di Ponza e, con grande disappunto, mi sono ritrovato senz’acqua: premetto che per far fronte ad eventuali carenze idriche, avevo predisposto un serbatoio di 2000 litri di acqua, anch’esso totalmente vuoto. Ciò significa che l’acqua mancava già da un po’, quindi mia moglie e i miei figli avevano fruito della riserva che naturalmente si era esaurita! Ho immediatamente contattato il call center di “Acqua Latina”, cosa non semplice, perché non rispondono in tempi rapidi, e l’operatore mi ha detto che attualmente vi sono problemi di approvvigionamento poiché le loro fonti abituali sono quasi a secco e che le navi cisterna che in tempi normali si riforniscono a Gaeta, erano state dirottate a Napoli da dove, per il maltempo, le stesse navi non avevano potuto intraprendere la rotta per Ponza.
A questo punto ho chiesto di poter avere in emergenza un po’ di acqua attraverso un autobotte, e qui la risposta che mi ha lasciato di stucco “non disponiamo di numeri telefonici di riferimento a Ponza”.
Naturalmente trovo inaccettabile una risposta così irrisolutiva da parte di un ente gestore di un bene primario come l’acqua! 

L’intervista integrale ad Arturo Di Folco su InfoKonsumer di agosto!