La professionalità degli intermediari è un diritto dei consumatori. Konsumer partecipa alla consultazione di Consob

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Konsumer ha risposto alla consultazione lanciata dalla Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) per la revisione della disciplina sui requisiti di conoscenza e competenza del personale degli intermediari, Modifiche al Regolamento Intermediari in materia di requisiti di conoscenza e competenza del personale degli intermediari, del 23 luglio 2020.

L’intervento che punta a rivedere la normativa nell’ottica di valorizzare l’autonomia decisionale dei soggetti abilitati e la salvaguardia della posizione competitiva dell’industria italiana, fermo restando l’obiettivo della tutela degli investitori, propone due soluzioni sostanzialmente tese, in una versione a lasciare il quadro immutato, e nell’altra, a rimettere sostanzialmente ai singoli intermediari la scelta del percorso formativo, sotto il profilo qualitativo e quantitativo.

Su questa seconda scelta in particolare, Konsumer ha espresso tutte la sue riserve, proponendo di valutare una soluzione intermedia che assicuri in ogni caso un percorso pre-individuato (ed obbligato) per tutti.

La possibilità che il livello di conoscenza del personale che gestisce i rapporti (e i risparmi) dei consumatori sia affidata esclusivamente all’intermediario ci preoccupa” dichiara la vicepresidente Raffaella Grisafi e aggiunge: “l’osservazione della realtà infatti ci conferma un’assenza di cultura aziendale (reale) della tutela del cliente e bug di controllo. Si sorvola spesso sulle regole di comportamento fondamentali figuriamoci se si è in grado oggi di essere certi che una banca si preoccupi di addestrare adeguatamente i propri dipendenti a tutelare i clienti”.

Per Konsumer l’intento di recepire le previsioni sovranazionali ed allinearsi al quadro europeo – che fa da sfondo a questa operazione di revisione – non può trascurare il contesto negoziale, sociale, economico su cui esso produrrà effetti, poiché è necessario che tenga conto anche del livello di educazione finanziaria del consumatore italiano medio e delle prassi commerciali nonché degli esiti dei procedimenti dinnanzi allo stesso ACF che confermano modelli di comportamento non sempre conformi ed indicativi di una incapacità dell’intermediario di adottare autonomamente scelte e policy adeguate al livello di protezione del cliente.

Prosegue la Vice Presidente “in questo senso riteniamo che il testo modificato dovrebbe indicare comunque una forma minimale di obblighi per gli intermediari che tengano sì conto delle esperienze europee ma anche dell’esigenza di adeguarsi agli standards di professionalità degli operatori dell’intermediazione finanziaria e creditizia, previsti dalle normative affini e soprattutto non riduca, per l’ennesima volta la professionalità ad un mero adempimento burocratico per la banca”.

Avv. PhD Raffaella Grisafi