27Aug2019

Ceccano; dopo 50 anni via l'ecomostro.

Sanità: 50 anni di obbrobrio e 9 miliardi delle vecchie lire buttate per ricominciare da capo.

Ceccano. Il mostro di cemento che sorgeva sulla collina che svetta su via Fabrateria Vetus e via Morolense, simbolo della mala politica e del malaffare, è stato abbattuto finalmente lo scorso 19 agosto!

Un plauso all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Caligiore che ha puntato i piedi e con estrema sollecitudine, paragonabile ad un’attività di vero e proprio “stalkeraggio” presso gli organi competenti, è riuscito a trasformare le miriadi di parole e promesse scritte nei programmi elettorali, puntualmente disattese, in fatti concreti. Fine di un danno ambientale ed erariale.

L’ecomostro finalmente non c’è più! Un grande schiaffo alla vecchia politica, il non aver mai abbassato la guardia da parte di Caligiore ha fatto sì che fosse tutto pronto per radere al suolo il monumento della vergogna. La “struttura dello spreco” venne costruita a cavallo tra gli anni 60 e 70, doveva essere un grande nuovo ospedale. Vennero spesi inizialmente più di un miliardo di lire messi dalla Cassa del Mezzogiorno dal Ministero dei Lavori Pubblici. La struttura venne realizzata da una ditta legata alla famiglia mafiosa dei Cuntrera, i “banchieri di Cosa Nostra”. Nel 1975 la famiglia Cuntrera si trasferì in America e i lavori al nuovo ospedale si fermarono. Una variante al progetto portò il costo a superare 2 miliardi. Nel frattempo subentrò un’altra ditta e i costi lievitarono fino ad arrivare a più di otto miliardi e mezzo di lire. Intanto negli anni ’80, con la legge Basaglia venne chiuso il manicomio e liberato l’edificio che lo ospitava, nel quale venne trasferito l’ospedale di Ceccano. La struttura di cemento sulla collina venne abbandonata e con essa i 9 miliardi spesi.

Con gli anni quell’opera incompiuta è stata chiamata enfaticamente ecomostro, simbolo del fallimento della classe politica locale, passiva dinanzi a ciò che stava accadendo e simbolo di un grande sperpero di denaro pubblico. Una struttura fatiscente, pericolosa per i cumuli di macerie, abbandonata alla sporcizia, alla vegetazione incolta, ai topi. L’avvio della demolizione dell’obbrobrio è arrivato dopo l’annuncio di costruzione delle nuove strutture sanitarie da parte della Regione Lazio nel 2015, con lo stanziamento dei fondi necessari. La demolizione è iniziata il 29 luglio scorso e il 19 scorso l’ecomostro è sparito per sempre in via Fabrateria Vetus. La zona verrà bonificata e riqualificata e al suo posto verrà costruita la nuova sede Rems, una struttura riabilitativa per malati psichiatrici con 40 posti letto. La demolizione del mostro di cemento porta via con sé un certo modo di fare politica che per 50 anni ha segnato in negativo la città.

Ora Konsumer Italia chiede un rapido proseguimento dei lavori, mai più soldi pubblici gettati al vento, la nuova struttura dovrà essere completata rapidamente e messa al servizio dell’utenza in una regione dove si è assistito solo a chiusure è ora di riprendere con le aperture. L’intera provincia di Frosinone langue nella sanità di un diradamento insopportabile, vogliamo ricordare la chiusura dell’Ospedale di Anagni e la morte di una persona per causa di una puntura d’insetto. La necessità per molti cittadini della provincia di fare decine di km per essere soccorsi. Il Lazio non è solo Roma, tutti i cittadini del Lazio devono poter essere soccorsi nell’immediatezza del bisogno. Le strutture sanitarie devono essere rispettose dell’impatto ambientale a cui sottopongono il territorio, 50 anni di presenza di uno scheletro di cemento in un territorio interessante da un punto di vista naturalistico devono essere monito per una razionalizzazione concertata con le amministrazioni locali.

L’associazione vigilerà sui tempi dei lavori di ricostruzione e di entrata in esercizio.

Ufficio stampa Konsumer Lazio

Anna Ammanniti mob. +39 3314678228