Libri scolastici: prezzi, sconti e digitale mancato. Le criticità del settore
Ogni anno, con l’avvicinarsi dell’inizio della scuola, migliaia di famiglie italiane si trovano ad affrontare una delle spese più onerose e meno comprimibili: l’acquisto dei libri scolastici. L’indagine conoscitiva appena conclusa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) offre una fotografia chiara di un settore che presenta criticità strutturali, sia dal punto di vista dei prezzi sia sotto il profilo della concorrenza e dell’innovazione.
📚 Prezzi sotto controllo, ma famiglie in difficoltà
Secondo quanto rilevato dall’Antitrust, i prezzi dei libri scolastici non hanno registrato aumenti superiori all’inflazione nel periodo compreso tra l’anno scolastico 2019/2020 e il 2024/2025. Un dato confermato anche dall’Associazione Italiana Editori (AIE), che sottolinea come, in alcuni casi, i prezzi siano cresciuti meno del tasso medio inflattivo.
Tuttavia, la percezione delle famiglie è ben diversa. Il calo del potere d’acquisto, unito alla natura obbligata di questa spesa, rende l’esborso sempre più gravoso. A incidere è anche la scarsa diffusione del comodato d’uso gratuito, che potrebbe alleviare in modo significativo il peso economico sui nuclei familiari.
💸 Il nodo degli sconti e dei tetti di spesa
Dal lato dei consumatori, emergono forti critiche al tetto massimo del 15% sugli sconti applicabili ai libri scolastici. Secondo le associazioni dei consumatori, questa limitazione finisce per tutelare il sistema distributivo a discapito delle famiglie, impedendo una reale concorrenza sui prezzi.
A ciò si aggiunge un altro elemento rilevante: per l’anno scolastico in corso è stata consentita alle scuole la possibilità di sforare i tetti di spesa fino al 15%, rispetto al precedente limite del 10%. Una scelta che, nei fatti, ha comportato un aumento implicito della spesa complessiva per molte famiglie.
🔄 Nuove edizioni e libri che non si riutilizzano
Uno dei problemi più sentiti riguarda il frequente ricambio delle edizioni. Secondo l’indagine AGCM:
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il tasso di rinnovo dei testi è pari al 35% nella scuola media;
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sale al 40% nelle scuole superiori.
Questo meccanismo rende spesso impossibile il riutilizzo dei libri tra fratelli o l’acquisto di testi usati. L’Antitrust ha evidenziato come le regole di autodisciplina adottate dagli editori non siano sufficientemente chiare, lasciando ampio margine a interpretazioni soggettive su cosa costituisca una “nuova edizione”, anche quando le modifiche sono minime o meramente grafiche.
💻 Digitale: un’occasione mancata
Nonostante le riforme e gli annunci degli ultimi anni, la digitalizzazione dei libri scolastici non ha prodotto i benefici attesi. I testi digitali o misti non hanno ridotto in modo significativo i costi per le famiglie, né limitato il ricambio delle edizioni. Un’occasione mancata che continua a pesare sulle tasche dei consumatori.
📊 Meno studenti, più spesa
Un altro dato significativo riguarda il rapporto tra numero di studenti e fatturato del settore. A fronte di una riduzione di circa 600.000 studenti tra il 2019 e il 2024 (-7%), il giro d’affari dei libri scolastici ha raggiunto circa 800 milioni di euro, con un aumento del 13% in dieci anni. Un andamento che solleva interrogativi sulla reale efficienza del sistema.
🧭 La posizione di Konsumer Italia
Per Konsumer Italia, l’indagine dell’Antitrust conferma criticità denunciate da tempo: una spesa obbligata che cresce, strumenti di tutela insufficienti per le famiglie, scarsa concorrenza sugli sconti e un digitale che non ha mantenuto le promesse.
Serve un cambio di passo: maggiore trasparenza sulle nuove edizioni, più riuso dei testi, revisione delle regole sugli sconti e politiche concrete di sostegno alle famiglie.
