Banca chiede 690 euro per documenti

Banca chiede 690 euro per documenti: esposto di Konsumer Italia

Konsumer Italia denuncia con fermezza una grave anomalia nel comportamento di una banca popolare pugliese, che ha richiesto a un proprio cliente 690 euro per la consegna di documentazione bancaria a cui il risparmiatore ha pieno diritto di accesso.

Il caso, seguito dall’Avv. Massimo Melpignano, Responsabile Nazionale Banca e Finanza di Konsumer Italia e legale del cliente, solleva serie perplessità sulla sproporzione della richiesta economica e sul rischio di comprimere un diritto fondamentale del cittadino: quello di ottenere la propria documentazione finanziaria in modo trasparente e senza ostacoli artificiosi.

Secondo quanto emerso, la somma richiesta deriverebbe da una moltiplicazione indebita dei costi per la consegna di file elettronici aggregati, una pratica che appare in contrasto con i principi di correttezza, trasparenza e proporzionalità sanciti dalla normativa bancaria.

«Non è accettabile – dichiara l’Avv. Massimo Melpignano – che una banca ponga un ostacolo economico tanto rilevante per fornire copia di documenti indispensabili alla tutela dei diritti del cliente. La richiesta di 690 euro appare una distorsione che va ricondotta entro i limiti della legalità.»

A fronte della gravità della situazione, Konsumer Italia ha presentato un esposto a Banca d’Italia e Consob, chiedendo agli organi di vigilanza di verificare se tale prassi sia conforme alla normativa vigente o se, al contrario, possa configurare un comportamento sistemico lesivo dei diritti dei consumatori.

Sul tema interviene anche il Presidente Nazionale di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti:

«Quando si frappongono barriere economiche all’accesso alla documentazione personale, si colpisce direttamente la possibilità dei cittadini di difendersi. Il nostro impegno è tutelare i risparmiatori da ogni abuso e garantire il rispetto delle regole.»

Konsumer Italia invita tutti i cittadini che si trovino in situazioni analoghe a segnalare il caso e chiedere assistenza, rivolgendosi alle sedi territoriali dell’associazione per ricevere supporto e tutela legale.

Leggi il comunicato stampa

 

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