Tag: potere d’acquisto

Retribuzioni

Retribuzioni 2025 in calo, potere d’acquisto giù

Nel terzo trimestre 2025 le retribuzioni contrattuali rallentano rispetto ai mesi precedenti, soprattutto per effetto del calo salariale nel settore industriale. Stabili i servizi privati e lieve rialzo nel pubblico impiego grazie all’indennità di vacanza contrattuale. Nonostante ciò, il potere d’acquisto resta dell’8,8% inferiore ai livelli del 2021, confermando le difficoltà economiche delle famiglie italiane a fronte di un costo della vita ancora elevato.

2024

Consumi 2024: cibo e abbigliamento in calo

Secondo ISTAT, nel 2024 un terzo delle famiglie italiane riduce la spesa per cibo e bevande, mentre il settore più sacrificato è l’abbigliamento, con tagli che superano il 57% nel Mezzogiorno. Restano invece stabili le spese per sanità, igiene personale, carburanti e viaggi, con alcuni segnali di normalizzazione nei consumi. Il quadro mostra famiglie caute ma con piccoli segnali di stabilizzazione.

fiducia

Fiducia novembre 2025: consumatori giù, imprese su

A novembre 2025 la fiducia delle famiglie italiane cala da 97,6 a 95,0 punti, con peggioramenti in tutte le componenti e un forte calo delle aspettative future. Al contrario, l’indice di fiducia delle imprese sale da 94,4 a 96,1, sostenuto da migliori attese produttive e segnali positivi nei servizi. Il quadro mostra una dinamica divergente tra consumatori più cauti e aziende più ottimiste.

spesa

Spesa famiglie 2024: Puglia e Trentino a confronto

Nel 2024 la Puglia registra una spesa familiare mensile tra le più basse d’Italia (2.000 euro), mentre il Trentino-Alto Adige si conferma la regione più costosa con 3.584 euro. Calabria e Sud spendono soprattutto per alimentari, mentre in Trentino pesano i costi della casa e in Lombardia quelli della ristorazione. Le città metropolitane restano le più care, con quasi 3.000 euro al mese.

consumatori

Scaffali vuoti: Il potere silenzioso dei consumatori (E le trappole del Greenwashing)

Nei supermercati italiani, i consumatori scelgono con attenzione: non solo prezzo, ma qualità, origine e impatto ambientale. Questo comportamento influisce sul mercato, ma cresce anche il rischio di Greenwashing, con etichette “verdi” spesso ingannevoli. Serve occhio critico, informazioni chiare e vigilanza istituzionale per tutelare davvero salute, ambiente e potere d’acquisto.

wpChatIcon
wpChatIcon