Piano Olivicolo Nazionale: un’occasione mancata per la filiera e i consumatori
C’era grande attesa, da parte dei consumatori e degli operatori del settore, per il nuovo Piano Olivicolo Nazionale. Konsumer Italia riteneva che una delle eccellenze assolute della produzione agroalimentare italiana meritasse un intervento strutturale, capace di rafforzare la produzione nazionale di qualità, tutelare la filiera e promuovere l’olio extravergine italiano sui mercati internazionali.
Purtroppo, il piano presentato dal Governo lascia spazio a una forte delusione.
💶 Risorse limitate, obiettivi poco incisivi
Il Piano Olivicolo Nazionale prevede uno stanziamento di 2 milioni di euro l’anno per cinque anni, per un totale di 10 milioni di euro, destinati a obiettivi quali:
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incremento della notorietà dell’“Olio EVO Italiano”;
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aumento dei flussi turistici nei distretti olivicoli;
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coinvolgimento di oltre 2.500 studenti in attività educative;
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formazione di 500 ristoratori aderenti alla rete “Olio EVO Italiano in Tavola”;
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creazione di una rete nazionale di oleoturismo digitalizzato, anche tramite QR code.
Tradotto in termini concreti, significa circa 200 mila euro l’anno per ciascun ambito di intervento: risorse del tutto insufficienti per incidere realmente su una filiera complessa e strategica come quella olivicola.
⚠️ Rischi per produzione, prezzi e consumatori
Konsumer Italia esprime forte preoccupazione per le conseguenze di un piano così debole. Il mancato sostegno strutturale all’olivicoltura nazionale rischia di determinare:
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ulteriore contrazione della produzione di olio extravergine di qualità;
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aumento dei prezzi al consumo;
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vantaggi per chi specula e froda i consumatori;
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maggiore ingresso sul mercato di oli di scarsa qualità, spesso provenienti da Paesi extraeuropei e “eurovestiti”.
Il tutto a discapito della trasparenza, della qualità e della tutela del consumatore finale.
📉 Numeri che non reggono il confronto con la realtà
I dati parlano chiaro: in Italia operano oltre 327.850 imprese della ristorazione. Selezionarne appena 500 per un progetto nazionale appare più simbolico che efficace.
Allo stesso modo, coinvolgere 2.500 studenti su una popolazione scolastica di circa 7 milioni rende l’impatto educativo del piano quasi irrilevante.
Anche l’idea di una rete di oleoturismo “digitalizzata” basata su QR code appare anacronistica, soprattutto in un contesto in cui si parla ormai di intelligenza artificiale, tracciabilità avanzata e piattaforme digitali evolute.
🫒 La posizione di Konsumer Italia
Konsumer Italia chiede al Governo un ripensamento profondo del Piano Olivicolo Nazionale. O si investe con risorse adeguate e obiettivi realistici, oppure si rischia di disperdere 10 milioni di euro senza ottenere risultati concreti per la filiera, i produttori e i consumatori.
Come sottolinea Fabrizio Premuti, Presidente di Konsumer Italia:
“È condivisibile l’obiettivo di aumentare la produzione di olio di oliva italiano del 25%. Condividiamo la ristrutturazione degli oliveti, i nuovi impianti e la formazione degli agricoltori. Ma poi l’olio a chi e come lo vendiamo? Se comunicazione e promozione sono insufficienti, il rischio è che la quotazione dell’olio italiano perda valore, come già accaduto. Così si rischia l’abbandono degli oliveti, con danni al territorio, alla biodiversità, al gusto e alla salute. Difendere i consumatori significa anche difendere il reddito degli olivicoltori, e questo non si fa con soli 10 milioni di euro.”
Conclusione
Il Piano Olivicolo Nazionale, così com’è, rappresenta un’occasione mancata. Proteggere una filiera strategica come quella dell’olio extravergine italiano significa investire seriamente in produzione, promozione, controlli e redditività agricola.
Solo così si tutelano davvero i consumatori, la qualità del prodotto e il patrimonio agroalimentare del Paese.
