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Caro vita: si compra meno, si spende di più

Il caro vita continua a influenzare le abitudini degli italiani: un terzo delle famiglie riduce la spesa alimentare e quasi la metà taglia sull’abbigliamento. I consumatori diventano più attenti e selettivi, mentre il potere d’acquisto resta sotto pressione. Konsumer Italia evidenzia la necessità di maggiore tutela e informazione per affrontare le difficoltà economiche.

caro spesa

Caro spesa: meno acquisti, più costi

Nonostante il rallentamento dell’inflazione, il caro spesa continua a pesare sulle famiglie italiane. I prezzi alimentari restano oltre il 20% più alti rispetto al 2019, mentre i volumi acquistati diminuiscono. Oltre un terzo delle famiglie riduce la quantità di cibo nel carrello, pagando però di più. Il potere d’acquisto non ha ancora recuperato le perdite accumulate dal 2021, alimentando rinunce e preoccupazioni quotidiane.

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Consumi e caro vita: l’analisi Konsumer

I dati dell’Osservatorio Konsumer Italia sui consumi tra il 2019 e il 2024 vengono ripresi dalla stampa locale, che evidenzia come caro energia, alimentari e servizi abbiano ridotto il potere d’acquisto delle famiglie. Discount e supermercati vengono usati in modo strategico, mentre crescono le preoccupazioni per spese fisse, trasporti e lavoro, soprattutto nel Nord Italia.

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Prezzi in aumento 2019–2024: famiglie in difficoltà

Tra il 2019 e il 2024 il costo della vita in Italia è aumentato in modo significativo ma diseguale. I rincari più forti riguardano servizi finanziari, energia e prodotti alimentari di base, mentre la spesa complessiva delle famiglie cresce meno dei singoli prezzi. Secondo l’analisi CENSIS su dati ISTAT, molte famiglie hanno dovuto ridurre i consumi e modificare le proprie abitudini per far fronte a un potere d’acquisto sempre più debole.

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PIL Italia 2025: crescita moderata allo 0,5%

La crescita acquisita del PIL italiano per il 2025 si attesta allo 0,5%, indicando un’economia stabile ma ancora fragile. Crescono agricoltura, servizi e investimenti, mentre l’industria segna un calo e i consumi restano stagnanti. L’export contribuisce positivamente, mentre le scorte pesano al ribasso. Il mercato del lavoro rimane solido, favorendo la tenuta dei redditi. Il quadro complessivo mostra una ripresa moderata, senza slancio deciso.

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La spesa per i consumi rimane stabile

Riassunto (max 70 parole):
Nel 2024 la spesa media mensile delle famiglie italiane è stimata in 2.755 euro, stabile rispetto al 2023. La spesa alimentare resta invariata, con aumenti solo per oli, grassi e frutta. La spesa non alimentare, pari a 2.222 euro, cresce per ristorazione e alloggio (+4,1%) e cala per informazione e comunicazione (-2,3%). I valori più alti si registrano nel Nord, i più bassi nel Sud e nelle Isole.

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Aumento della Fiducia dei Consumatori in Italia: Crescita dell’Indice Istat a Gennaio 2025

A gennaio 2025, l’indice di fiducia dei consumatori italiani è aumentato da 96,3 a 98,2 punti, segnando il secondo mese consecutivo di crescita. Questo miglioramento riflette un’ottimizzazione delle valutazioni sulla situazione economica attuale e futura, con un maggiore ottimismo tra i cittadini. L’aumento della fiducia potrebbe stimolare i consumi e contribuire alla ripresa economica, indicando che gli italiani guardano al futuro con maggiore speranza.

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