CERTIFICATO DI DEPOSITO: BNL CONDANNATA A RISARCIRE RISPARMIATORE

 

Roma, 2 febbraio 2022

Con una recentissima sentenza depositata il 31 gennaio scorso, il Tribunale di Trani ha condannato la BNL – Banca Nazionale del Lavoro, a risarcire un risparmiatore, condannandola a pagare gli interessi maturati su certificati di deposito scaduti e trattenuti dalla banca.

Secondo il tribunale – Giudice dott. G. Labianca – deve essere applicato il principio degli interessi compensativi “che sono dovuti per il vantaggio che il debitore ottiene nel trattenere presso di sé le somme che avrebbe dovuto versare al creditore”.

La vicenda ha inizio nel 2002 quando il cittadino sottoscrive alcuni certificati di deposito di cui rientrava in possesso solo dopo alcuni anni dalla scadenza. Da qui la richiesta di ottenere il risarcimento degli interessi maturati dalla scadenza dei certificati di deposito fino alla data di materiale incasso degli stessi.

La questione era stata già decisa in favore del cittadino dall’arbitro per le controversie bancarie e finanziarie istituto presso la banca d’Italia Abf, per gli interessi maturati dal 2009 in poi. La banca, che non ha voluto accordarsi per il periodo precedente, è risultata soccombente anche nel giudizio dinanzi al Tribunale.

“C’è una sola persona a cui dover dire bravo, e questa è il cittadino che ha creduto nella Giustizia e che ha combattuto per ottenere il riconoscimento del proprio diritto” – ha dichiarato l’avv. Massimo Melpignano responsabile Nazionale Banca e Finanza di Konsumer Italia, che ha assistito il cittadino in questa vicenda -. “La doppia vittoria ottenuta dal cittadino oggi 92enne, prima dinanzi all’Abf e poi in tribunale, ricorda a tutti che regole esistono e tutelano i risparmiatori; bisogna però combattere per ottenere il riconoscimento dei propri diritti”, conclude Melpignano.

“Si tratta dell’ennesimo successo riportato dalla nostra associazione”, ha dichiarato Fabrizio Premuti, Presidente Nazionale dell’Associazione Konsumer Italia. “Crediamo molto nel dialogo con le controparti – prosegue Premuti -, ma siamo pronti a schierarci con i cittadini in ogni sede, anche giudiziaria, se necessario, grazie alla nostra rete di professionisti estesa su tutto il territorio nazionale”.

Con la stessa sentenza il Tribunale ha condannato la banca a rimborsare lo stesso cittadino per aver venduto un fondo di investimento in assenza di contratto quadro.