Convegno: “La filiera corta, alleanza tra produttori e consumatori”

UNA CONCERTAZIONE PER PROMUOVERE MERCATI CONTADINI ED ECCELLENZE DEL TERRITORIO

Procede a gonfie vele l’iniziativa promossa da Konsumer Italia “Agricercando”, progetto finanziato dalla Regione Lazio per la valorizzazione dell’agricoltura di prossimità, la filiera corta, i mercati e la lotta allo spreco alimentare.

Questa mattina si è svolto il Convegno dal tema “La filiera corta, alleanza tra produttori e consumatori” presso la Camera di Commercio di Frosinone, alla presenza della CNA, del Consorzio degli Olivocoltori, di molti produttori del frusinate, giornalisti ed esperti agroalimentari. A moderare il dibattito, l’Avv. Laura Aramini, organizzatrice dell’evento.

Per la CNA, ha presenziato Grazia D’Onorio, Responsabile Igiene Alimenti, la quale ha posto l’accento sull’importanza di promuovere la filiera corta, oltre che per motivi economici, anche per rispondere all’esigenza di un consumatore sempre più attento, che ormai pretende di conoscere la provenienza dei prodotti che acquista. “Inoltre, accorciare la filiera significa aumentare la sicurezza alimentare e l’igiene dei prodotti, dal momento che i soggetti che manipolano i prodotti stessi diminuiscono o si azzerano” ha detto.

Molti i produttori locali intervenuti, i quali hanno sottolineato l’importanza di diffondere tra i cittadini un’informativa sulle possibilità di acquistare direttamente dalle cooperative e aziende agricole locali, fittissime nel frusinate. “Il nostro tessuto produttivo è ricchissimo, variegato e fittissimo, – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio, Marcello Pigliacelli, in apertura dei lavori-, ciò che serve è una capillare informazione ai consumatori della possibilità di acquistare i nostri prodotti direttamente da chi ci mette amore, sudore e passione”.

“La zona di Frosinone, – ha sottolineato Manuele Petri, esperto Konsumer di vino e olio-, vanta la presenza del maggior numero di frantoi nel Lazio, ben 87, ed alcuni di essi sono stati da noi premiati (e non solo da noi, ma anche a livello mondiale)  per la qualità dell’olio prodotto”. Anche per il vino c’è una vasta produzione nel frusinate, con 2300 ettari di vigneti, una DOC Atina che valorizza soprattutto l’uva Cabernet ed aziende che, anch’esse premiate ogni anno, producono cesanese del Piglio DOCG.

“Sebbene il Lazio si sia dotato di un’ottima legge sulla filiera corta, ancora molto c’è da fare, – ha commentato Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia-. avvicinare il produttore al consumatore rinsalda il rapporto fiduciario tra i due estremi della catena e valorizza la fatica, l’amore e la genuinità della produzione. Agricercando ha pertanto l’obiettivo di promuovere i mercati contadini e sensibilizzare i consumatori ad allearsi con chi fornisce loro cibo di qualità, alleanza fondamentale anche per la lotta agli sprechi alimentari”.

L’Italia vanta una rete di mercati contadini fittissima, unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche e nella sola Frosinone sono ben due i mercati contadini che il mercoledì forniscono ottimo cibo con la vendita diretta.

Ogni famiglia getta nel secchio 36,9 chili di alimenti all’anno, per un valore di 250 euro, ed il cibo più gettato è la verdura (20 grammi al giorno, il 25,6% del totale), seguito subito dopo da latte e latticini (13 grammi al giorno) e la frutta (12 grammi al giorno). La causa principale da imputare allo spreco è l’aver raggiunto o superato la data di scadenza, nel 46% dei casi.

Nonostante ci sia stata una riduzione del 40% rispetto all’anno precedente, è evidente che l’incentivo all’acquisto nei farmer market si configuri come elemento chiave nella lotta agli sprechi alimentari, poiché se l’acquisto avviene direttamente dal produttore il cibo avrà una durata maggiore, perché più fresco, e di conseguenza si ridurrà la possibilità che, col passar dei giorni, il prodotto si degradi e non sia più idoneo al consumo. Inoltre, la filiera corta riduce le emissioni in atmosfera, poiché si azzerano i km da percorrere dalla terra al banco e va ad arricchire quello che è il patrimonio agroalimentare locale, un patrimonio fatto da migliaia di piccole aziende, a volte simili ma comunque tutte diverse, in un circolo virtuoso che incrementa la responsabilità sociale dei consumatori premiando la qualità e la territorialità dei prodotti.

A proposito della qualità e della territorialità, l’intervento di chiusura di Simone Cagnetti, Responsabile Igiene e Qualità del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, ha sollecitato associazioni e consumatori ad allearsi contro la proposta in seno al Coi, Consiglio Oleicolo Internazionale, di abolizione del panel test per la classificazione degli oli.

“Un metodo, il panel test, che unito alle analisi chimiche, rappresenta l’unico strumento previsto per legge per individuare un olio extravergine e consentire la  commercializzazione- ha sostenuto Cagnetti-, la cui abolizione potrebbe tradursi nell’autorizzare oli lavati, oli deodorati, oli alterati a scapito della salute dei consumatori”.

L’occasione è stata pertanto fruttuosa per saldare i legami tra tutti gli attori protagonisti del vasto panorama della filiera produttiva, un modo per produrre e diffondere valori e cultura di sostenibilità.