Inflazione novembre 2025 stabile all’1,2%

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Inflazione stabile a novembre 2025: prezzi in equilibrio tra rallentamenti e lievi rialzi

A novembre 2025 l’inflazione italiana resta stabile all’1,2% su base annua, mentre l’indice dei prezzi al consumo NIC (al netto dei tabacchi) segna una lieve diminuzione mensile dello 0,2%.
Un risultato che conferma un quadro di stabilità moderata, frutto dell’equilibrio tra categorie di spesa in rallentamento e altre che mostrano segnali di lieve accelerazione.


📉 Cresce il rallentamento in diversi settori

Diversi comparti mostrano una dinamica al ribasso, contribuendo alla stabilità complessiva dei prezzi:

  • Servizi di trasporto: da +2,0% → +0,8%

  • Alimentari non lavorati: da +1,9% → +1,4%

  • Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona: da +3,3% → +2,9%

  • Beni non durevoli: da +1,3% → +1,0%

Questi rallentamenti indicano una graduale normalizzazione dei prezzi, soprattutto dopo mesi caratterizzati da elevata volatilità dovuta a fattori stagionali, energetici e internazionali.


Energia e comunicazioni: cali più marcati

Uno dei principali fattori disinflazionistici del mese riguarda gli energetici regolamentati, che segnano un calo molto più profondo:

  • Energetici regolamentati: da –0,5% → –3,3%

Un dato che potrebbe riflettere:
✔️ condizioni favorevoli sui mercati internazionali dell’energia,
✔️ interventi regolatori efficaci,
✔️ minori costi di fornitura all’ingrosso.

Anche i servizi di comunicazione registrano una flessione significativa:

  • Servizi di comunicazione: da –0,3% → –0,8%

Segno di un settore caratterizzato da forte concorrenza e costante aggiustamento dei prezzi.


🍞 Alimentari lavorati in lieve aumento

In controtendenza, crescono gli alimentari lavorati, che passano da:

  • Alimentari lavorati: da +2,5% → +2,7%

Un segnale di pressioni inflazionistiche residue lungo la filiera alimentare industriale, probabilmente legate a costi energetici precedenti, logistica e materie prime.


🛒 Beni durevoli: rallenta il calo

Il comparto dei beni durevoli mostra un calo molto più contenuto:

  • Beni durevoli: da –0,8% → –0,1%

Una dinamica che potrebbe indicare:
✔️ maggiore domanda dopo mesi di rinvii negli acquisti,
✔️ riduzione delle promozioni commerciali,
✔️ stabilizzazione dei costi di produzione.


Energetici non regolamentati: lieve risalita dal fondo

Infine, gli energetici non regolamentati, pur rimanendo in territorio negativo, registrano una riduzione più contenuta del calo:

  • Energetici non regolamentati: da –4,9% → –4,4%

Segnale di una possibile inversione di tendenza, da monitorare nei prossimi mesi.


🧭 Un equilibrio tra spinte al ribasso e al rialzo

Il quadro complessivo suggerisce un’inflazione sotto controllo e priva di segnali di accelerazione nel breve periodo.
La stabilità all’1,2% riflette un bilanciamento tra:

  • settori in forte rallentamento (trasporti, alimentari freschi, servizi ricreativi),

  • cali marcati (energia regolamentata, comunicazioni),

  • lievi aumenti (alimenti lavorati),

  • attenuazione del calo dei beni durevoli.

Per i consumatori si tratta di una fase relativamente favorevole, con pressioni sui prezzi contenute e un’inflazione che rimane moderata, lontana dai picchi degli anni precedenti.

 

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