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Da anni ormai si parla del mancato adeguamento del prezzo della benzina al consumo, in particolare quando il prezzo del petrolio cala sui mercati internazionali. E oggi siamo ad un momento di verifica ineludibile, in quanto il prezzo del petrolio sui mercati mondiali è ai livelli tra i più bassi degli ultimi 12 anni.
Infatti, se andiamo a vedere l’andamento del prezzo del barile di greggio abbiamo il prezzo più basso raggiunto nel 1999, quando un barile di petrolio costava solo 9 dollari, e la benzina era in vendita in Italia all’equivalente di 9 centesimi di euro ovvero a 1.740 lire.

Negli anni successivi il rapporto prezzo petrolio sui mercati mondiali e prezzo della benzina in Italia è stato il seguente:
- 
barile di petrolio nel 2003: 30,00 dollari - benzina al litro 1,03 euro
- 
barile di petrolio nel 2008: 140,00 dollari - benzina al litro 1,49 

- barile di petrolio 2012: 90,00 dollari - benzina al litro 1,78 

- barile di petrolio nel 2015: 37,94 dollari - benzina al litro 1,62
Considerato, come si può vedere nella tabella qui sotto, che il prezzo medio della benzina nel mondo è di 0,94 euro al litro, in Italia la benzina super costa 0,69 euro in più al litro rispetto al prezzo medio mondiale e oltre 30 centesimi in più rispetto ai maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Spagna) nostri vicini.
In pratica su ogni pieno di 30 litri paghiamo circa 20,7 euro in più di quanto pagano i cittadini nel resto del mondo. E le conseguenze di questo maggior prezzo le paghiamo anche per tutti i prodotti che vengono trasportati su gomma, e per tutti i prodotti industriali e agricoli che utilizzano benzina o gasolio nelle diverse fasi della produzione. Questa considerazione fa capire la difficoltà maggiore che hanno i consumatori italiani sia nel fare la spesa anche per prodotti basilari come quelli alimentari italiani che costano di più dei prodotti che provengono da Paesi in cui i costi di produzione sono largamente inferiori, sia per quanto riguarda il turismo interno ma anche proveniente dall’estero, che trova sempre meno conveniente trascorrere vacanze in Italia, e infine comporta costi spesso proibitivi per gli spostamenti in auto soprattutto per motivi di lavoro.

Qui di seguito riporto i prezzi in euro, a dicembre 2015, della benzina al litro, come riportati dal Global Petrol Prices, in alcuni Paesi del Mondo compresi nella forbice del prezzo più basso (il Venezuela) e di quello più alto in assoluto (Hong Kong). I prezzi più bassi sono quasi tutti ovviamente nei Paesi produttori di petrolio, l’Italia si trova invece ad avere i prezzi tra più alti in assoluto, al 171° posto (su 183 totali), con solo 12 Paesi con un prezzo più elevato.

Venezuela 0,01 (prezzo minimo)
Russia 0,49
Stati Uniti 0,56
Canada 0,79
Giappone 0,91
Estonia 0,97
Austria 1,14
Spagna 1,17
Svizzera 1,23
Francia 1,30
Germania 1,32
Italia 1,62
Olanda 1,58
Hong Kong 1,71 (prezzo massimo)

In Italia una delle cause di un prezzo finale così alto come si sa è dovuta alle accise e all’IVA. Le sole accise gravano sul prezzo finale in misura fissa per 0,72 euro (addirittura più del prezzo reale o industriale della benzina al litro). Mentre l’IVA, che è stata aumentata di recente dal 20% al 22%, grava sul prezzo finale in misura proporzionale sul prezzo ottenuto dalla somma del prezzo industriale più accise (l’iva si paga anche sulla tassa) attualmente per 0,29 euro. Il prezzo della benzina al netto delle imposte, quindi il prezzo reale della benzina detto prezzo industriale, è di circa 0,63 euro.

Dichiara Carlo Pileri Portavoce della federazione IConsumatori: "Sarebbe onesto quindi che i consumatori pagassero la benzina ai prezzi di 10 anni fa, vale a dire a 1,30 euro come avviene in Francia. Chiediamo, come iConsumatori che il Governo convochi immediatamente i petrolieri per chiedere un adeguamento del prezzo industriale, e che nel contempo riduca il costo dell’accise, che non dovrebbe essere superiore al prezzo netto della benzina. Del resto la tendenza ribassista del petrolio dovrebbe continuare in futuro, viste anche le recenti decisioni dlel’OPEC, e una riduzione del costo dei carburanti potrebbe essere un volano intanto per una ripresa del turismo, verso l’Italia, alla vigilia delle feste e dell’inizio dell’anno giubilare. Insomma ci aspettiamo almeno questo regalo dal Governo per il prossimo Natale”

Ufficio Stampa

Konsumer/IConsumatori

Tra il 24 e il 25 maggio la centrale a biomassa Menz & Gasser accende il camino.
Il Gruppo di Salute Pubblica del paese e Konsumer si chiedono il perché di tanta segretezza.

Primi segnali di vita dal bruciatore a biomassa, ultimi giorni di relativa tranquillità per la qualità dell'aria che si respira a Novaledo, Roncegno, Levico e dintorni?
È quanto si chiedono i comitati che si oppongono all'entrata in funzione del bruciatore e l'associazione Konsumer Italia dopo che, in gran segreto, poche notti fa la nuova “fabbrica d'energia” costruita dalla società Menz & Gasser a proprio esclusivo uso e consumo è stata messa in funzione per la prima volta, con modalità inusuali, che inducono sospetti sulla stessa sicurezza, da parte dei gestori, a proposito dell'inoffensività del plesso e delle sue attività.

Intorno alla mezzanotte del 25 maggio, infatti, il team incaricato dal Gruppo di Salute Pubblica e da Konsumer di monitorare la situazione intorno al complesso ha notato strani movimenti di mezzi e persone. Quindi, a distanza di qualche manciata di minuti, ecco la fumata che annuncia la messa in funzione dell'impianto. 

La domanda che oggi i comitati e Konsumer si fanno e pongono a stampa, amministratori della Valsugana, popolazione dei paesi, delle campagne e delle cittadine a poca distanza dalla centrale e, non ultimi, ai responsabili Menz & Gasser è la seguente.  "Per quale motivo, se non esiste alcun dubbio sul minimo o nullo potenziale inquinante dello stabilimento, si programmano e si eseguono operazioni proprio nelle ore centrali della notte?"
Forse per restare al riparo da sguardi e “nasi” indiscreti?

La nostra “troupe” ha in ogni caso ripreso e registrato tutto quanto accaduto e la documentazione fotografica è a disposizione di chiunque sia interessato ad approfondire.

Il Comitato per la Salute Pubblica di Novaledo e Konsumer Italia ricordano che continueranno a vigilare, nell'interesse della Valle e dei suoi abitanti, della flora e della fauna, del turismo e dell'agricoltura, della salute e dell'ambiente che consegneremo alle future generazioni.

Conguagli spropositati, distacchi ingiustificati, mancate letture: “È una contestazione continua”

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Konsumer Italia a lezione all'Università di Messina
Si è tenuto all'Universita' degli Studi di Messina il seminario:"Criminalita' alimentare, sicurezza del consumatore e difesa della legalità ".
Le professionalità delle associazioni si integrano con il mondo Universitario e della ricerca, ed è per questo che l'avv. Alessandra Calafiore, della presidenza di Konsumer Italia e coordinamento Konsumer Sicilia, dopo l'introduzione del Prof. Giacomo Dugo, ordinario di Chimica degli Alimenti, ha affrontato il tema sempre più attuale del crimine alimentare e degli strumenti ed azioni a difesa della sicurezza del consumatore.
Konsumer vuole infatti valorizzare il rapporto con le Università per essere vicino anche a giovani consumatori come gli studenti, futura classe dirigente del Paese, che nel percorso dell'apprendimento necessitano di quelle esperienze sul campo che un'associazione può e deve trasmettergli, valori di un consumerismo informato e consapevole che permettano scelte responsabili. Ma anche di combattere le tante storture che il mercato propone tra cui la frode alimentare, l'insicurezza dell'alimentazione, tanto spazio occupano nelle attività di mercato. In coda all'incontro la nostra dirigente ha avuto modo di dire "E' incredibile come, davanti a fatti concreti ed esempi di quotidiano, l'interesse degli studenti si sia palesato in modo estremamente vivo e propositivo. Questa è la prova che sempre più l'attività associativa deve intersecarsi con l'attività didattica aumentando quella coscienza sociale di cui il Paese ha bisogno".

Decisa azione della Giunta Regionale del Lazio

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Dopo mesi di gestazione oggi è stata finalmente promulgata la nuova legge per il riconoscimento delle Associazioni di Consumatori nella Regione Lazio che sostituisce la legge 44/92 ormai vetusta e poco rispondente alle caratteristiche delle moderne Associazioni di tutela dei Consumatori, soprattutto, alla complessità delle tematiche che riguardano la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori.
In questi mesi intensi i rappresentanti di A.E.C.I. (Ivan Marinelli) e Konsumer (Fabrizio Premuti) si sono impegnati per contribuire alla trascrittura di una legge che rispettasse, innanzitutto, le caratteristiche sposate dalla Comunità Europea anche considerando le specificità che si richiedono in tema di indipendenza, di conoscenza, di autorevolezza a soggetti che non possono essere autoreferenziali ma devono essere specchio della società con grande capacità di proposta ed interlocuzione a 360 gradi. Il risultato ottenuto è di grande soddisfazione.
La legge appena promulgata da risalto all’attività di rilievo europeo ed internazionale, alla Comunità Europea il ruolo di guida aprendosi alla cooperazione sovranazionale anche in ambito progettuale. Il Lazio si riconferma Regione guida nel riconoscere l'importanza della rappresentanza dei consumatori come soggetto Istituzionale, di consultazione, in grado di coadiuvare con i propri pareri alla stesura e promulgazione di norme che interessano milioni di persone, in quello spirito di tutela collettiva che è proprio delle democrazie più evolute. Un esempio da seguire e di cui Konsumer Italia ed A.e.c.i. Lazio si faranno portavoce in tutte le altre Regioni.
Soprattutto una legge moderna che premia le associazioni di consumatori indipendenti da Partiti e Sindacati vietandone l’eventuale coabitazione tra soggetti che per propria scelta e volontà si dedicano ad ambiti di rappresentanza diversi e non sovrapponibili.
A.E.C.I LAZIO e Konsumer esprimono dunque grande soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi dall'intero Consiglio Regionale e ringraziano, per il prezioso e convinto contributo dato alla realizzazione, il Presidente Commissione Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori Piero Petrassi.

 

Come per dare il benvenuto al nuovo anno si torna ad aumentare il costo dei servizi ed in particolare dei trasporti: Autostrade, servizio Telepass, treni ed aerei, ecco la prima raffica di aumenti di benvenuto del 2016, senza dimenticare il nuovo sistema di calcolo della bolletta elettrica che andrà a penalizzare i consumatori ed in particolare chi consuma meno come pensionati e single. Come poter pensare ad una ripresa dei consumi se ogni residua disponibilità economica viene mangiata da aumenti di tariffa?

Assurdo premiare con aumenti, anche significativi, le autostrade. Non dimentichiamo che appena un anno fa gli aumenti arrivarono su alcune tratte anche ad oltre l’8% e proprio le stesse tratte, oggi, godono di ulteriori aumenti del 3,6%. Raddoppiato il costo del Telepass premium, cioè quello più utilizzato da lavoratori e famiglie, penalizzate le città maggiori come Roma e Milano che vedono aumentare significativamente il costo delle tariffe ferroviarie ed inventare un ulteriore balzello di 1 euro per il viaggiatore che usi lo scalo di Ciampino o Fiumicino, nessuna inversione di tendenza sul costo dei carburanti che restano tra i più alti del mondo con il barile di petrolio ai minimi storici. L’insieme di queste assurdità peserà mediamente 196,00 euro per famiglia senza pensare agli immancabili aumenti dei generi di prima necessità su cui graverà il maggior costo del trasporto.

Davvero un buon inizio dopo gli avvisi della diminuzione delle vendite nel commercio registrata a Natale ed il flop dei primi due giorni di saldi!

Konsumer Italia chiede che sia affrontato con urgenza il problema sociale che colpisce milioni di cittadini italiani ormai da troppi anni costretti a far a meno delle cure, di un’alimentazione sana e costante, di un ricovero che troppo spesso diventa emergenziale. Aumentare le tariffe per chi gode già di utili altissimi che non tornano ai cittadini sotto forma di nuovo lavoro è del tutto assurdo e non rispondente alla situazione generale del Paese ed alla ripresa dei consumi, men che meno risulta essere d’aiuto la pressione fiscale, che non accenna a diminuire.

Un sistema inaffidabile ed infido dove gli interessi finanziari prevalgono sugli interessi umani, un sistema basato sul far pagare sempre ai più deboli l’intento speculativo di pochi forti, protetti da governicchi e dall’europa, quella con la e minuscola.

Eppure se dei poveri ignoranti come noi ci erano arrivati che servisse un fondo interbancario a protezione dei risparmiatori, perché chi è ben più esperto (e pagato) di noi non ci è (o non ci è voluto) arrivato prima? Perché tutte quelle scuse dei diktat europei quando adesso c’è un via libera? Serviva arrivare al suicidio di qualcuno? Sembra di si, infatti di solito solo dopo fatti tragici si fanno leggi salvasuicidi, ma con estrema attenzione che siano poco conosciute e, soprattutto, poco perseguibili.
Di fatto quello che è vero è che siamo in un sistema finanziario in cui tutto possa essere sacrificabile in nome della finanza stessa, tutto sia occultabile e l’insanabile sia sanabile nel nome del dio denaro, se questo non è di un privato, è il sistema dell’arroganza e della prepotenza su chi, in nome ed osservanza di un decreto può anche andare per stracci. In fondo che sono alcune decine di migliaia di famiglie, pecore tra le pecore che possono essere parcheggiate in qualsiasi recinto, anche quello della disperazione e dell’inedia. E cosa sono quattro piccole banche, il feticcio di un sistema che non deve cambiare, non loro, il torto è di chi gli ha creduto. Chi ha creduto al consiglio dell’impiegato, che sotto pressione e minaccia di perdere il posto di lavoro, era spinto a consigliare quell’investimento di carta straccia, chi ha creduto in una solidità data dalla capillarità sul territorio di un nome che evoca il proprio luogo d’origine o di residenza, chi ha creduto nella sicurezza di un sistema marcio e corrotto, e proprio perché i cattivi non muoiono mai, meglio affidarsi a loro.

Popolo di smemorati che non ricordano quanto la finanza abbia già fatto male alla vita di ognuno di noi, quante volte dovremmo scrivere alla lavagna: bond argentini, cirio, parmalat, banca 121, Lehman & Brothers e chi più ne ha più ne metta. Chi ha sempre pagato gli errori di una vigilanza poco vigile o troppo dipendente da una indipendenza basata sull’essere proprietà delle vigilate, di politici ostaggi, se non complici, del sistema? Risposta troppo semplice perché le crisi non sono mai di chi ha ragione a prescindere, se non la ha se la può dare, le crisi sono per quelli che nel corso di questi ultimi 10 anni sono diventati frequentatori dell'inferno che è al di sotto della soglia di povertà, per quei sette milioni di cittadini che sono nel limbo e costituiscono la soglia di povertà, per tutto quel ceto medio che era medio quando poteva permettersi di guardare al futuro con speranza e che oggi non esiste più, per quei piccoli imprenditori che potevano imprendere sapendo di poter vivere con la propria impresa e che oggi giacciono come tante croci nelle braccia di equitalia, esoso esattore di stato, grazie ad un sistema di contributi obbligatori, fiscale e di studi di settore paradossale.
Bene, accogliamo con gioia il “ripensamento” governativo sul fondo di solidarietà, non comprendiamo chi sarà l’arbitro, se mai ci sarà un arbitro imparziale ed in grado di essere terzo, ci auguriamo che sia così e non sia un altro postificio per benedetti dal “signore”. Speriamo che sappia davvero saper distinguere tra speculatori, professionisti della “finanza” e semplici risparmiatori imbrogliati da informazioni mendaci e vittime di condizioni e spiegazioni volutamente irricevibili ed illeggibili.

Soprattutto ci auguriamo che cambi il sistema, l’intero sistema e non sia la classica toppa improvvisata, utile a sopire gli animi giustamente ardenti di un popolo che si sente tradito e sacrificato. Un’ultima considerazione però voglio lanciarla, torno sui miei pensieri passati, recenti e remoti. In questo caos economico in cui l’investimento è quasi sempre fonte di guadagno di un sistema bancario corrotto ed impunito, in attesa che qualcuno finalmente paghi in tempi che permettano a tutti di ricordare il reato, perché non ricordare anche che il sistema assicurativo, che pure spesso critico e contrasto, in tutte le occasioni di default si è saputo sempre distinguere per una sana e corretta gestione dei capitali affidati e che non ha mai messo a rischio i soldi dei propri clienti, oggi è giusto ricordare che compagnie come Unipol, Cattolica, Hdi solo per citarne alcune ma l’intero settore reagì nello stesso modo, trovandosi in pancia titoli in default della Lehman & Brothers (molto pochi per la verità) hanno garantito, con fondi propri, i loro clienti, ripianando le perdite. E allora se proprio dobbiamo investire che almeno si sappia scegliere, con memoria del passato, chi ci mette del suo, e garantisce l’investimento, da chi del suo lo mette solo per imbrogliarci.

L’associazione di cui faccio parte ora aspetta solo che ci siano le condizioni, grazie a PM illuminati, per poter affiancare i consumatori nelle costituzioni di parte civile in procedimenti penali. Perché di illeciti penali stiamo parlando, non di marachelle senza dolo.

 Il salvataggio delle quattro Popolari (Carife - CariChieti - banca Etruria e Banca Marche) costa caro, anzi carissimo a decine di migliaia di risparmiatori che hanno creduto nel rapporto fiduciario. Bene gli aiuti umanitari del Governo, ma che siano destinati ai soli risparmiatori e non a chi specula o chi è professionista della finanza.

Nel mettere quella che comunque è una "toppa", ad una situazione drammatica per molte famiglie, è necessario programmare un piano di autotutela del settore anche creando un fondo interbancario sufficientemente solido che possa intervenire in situazioni come queste. Come pure dovrebbero pagare le Dirigenze, certamente non esenti da responsabilità, sia degli istituti di credito coinvolti che degli stessi Organi di Vigilanza che non hanno fatto fino in fondo il loro dovere.

Si parla ormai da tempo di un'imposta sulle transazioni, può essere la forma giusta a patto che non si ribalti sui consumatori o sulle piccole e medie imprese, cioè su quei soggetti che sono ormai da tempo esclusi dal credito e chiamati in causa solo per pagare "dazio" e finanziare il sistema con la propria liquidità, semmai ne fosse rimasta.

Antonio Caricato
V.presidente Konsumer Italia

     A.E.C.I.| ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI e KONSUMER ITALIA, dopo aver attentamente analizzato il decreto “salva-banche” che, di fatto, ha azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni detenute dai risparmiatori, anteponendo così gli interessi del sistema finanziario ai piccoli risparmiatori, non ritengono che vi siano attualmente i presupposti per promuovere un’azione di tutela individuale.

     A.E.C.I. e KONSUMER ITALIA, come sempre in prima linea nella difesa dei consumatori-risparmiatori, non intendono avviare azioni velleitarie e senza fondamento giuridico, pur essendo consapevoli del danno enorme subito dai consumatori, spesso piccoli risparmiatori indotti ad investire su una fiducia mal riposta e che pensavano di aver messo al sicuro il proprio futuro con banche ormai decotte e prive dei requisiti patrimoniali che ne garantissero la sana e corretta gestione.
Di fatto, comunque, la vicenda delle Banche Carife, Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria e situazioni analoghe come Banca Popolare di Milano fa riflettere sul reale rischio dei risparmiatori italiani e, a questo punto, l'unico consiglio che si può dare è quello di evitare di investire in obbligazioni che oggi dobbiamo considerare a rischio quale sia, sia, l’emittente. Di nuovo il sistema bancario italiano dimostra tutta la sua debolezza e criticità, non pago delle tante, troppe, falle già scaricate sui risparmiatori. Un elemento in più per ribadire la ferma convinzione sulla necessità di una Banca d’Italia indipendente e non più proprietà del sistema bancario.

     A.E.C.I. e KONSUMER ITALIA si riservono comunque la valutazione dell’operato trimestrale del commissariamento, e rassicurano tutti i consumatori che si rivolgono ai loro sportelli che sarà operata ogni azione e pressione affinchè si riapra la partita dei capitali, di fatto, espropriati con il decreto salvabanche.

Si è tenuta ieri 4 novembre 2015, presso la sede IVASS, la presentazione di due nuovi modelli di informazioni precontrattuali nati dagli incontri del tavolo tecnico sollecitato dalla stessa Authority.

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Il 22 ottobre 2015, si è tenuto una interessante tavola rotonda nella Sede della RAI di Viale Mazzini 14, promosso dall’Università di Tor Vergata, per la presentazione del nuovo “Master in Anticorruzione” a cui abbiamo assistito.

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Le discriminazioni territoriali sono una realtà delle tariffe RC Auto basate sulla criminalizzazione generalizzata degli assicurati, lo dimostra anche la rilevazione dell'andamento delle tariffe presentata da IVASS relativa ai primi due trimestri del 2015.

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Assicurazioni - SEMPLIFICARE LA NOTA INFORMATIVA? CON LE ATTUALI CONDIZIONI DI POLIZZA E’ MISSIONE IMPOSSIBILE. Ma l’ANIA non ci sta.

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