Assicurazioni, l’RCA continua a crescere

Aosta la città che ha fatto registrato l’aumento medio più alto, seguita da Padova e Alessandria.
I rincari ci sono ma vanno evitati inutili allarmismi

Roma 28 marzo 2024 – Apprendiamo dalle comunicazioni IVASS che anche il 2024 si apre sotto la spada di aumenti tariffari nella RC auto. Se il 2023 si è chiuso con un aumento medio del 4,3%, il 2024 si apre con un trend in aumento ancora maggiore, del 6,5%.  L’analisi del costo della RC auto nell’ultimo decennio ha, però, fatto registrare una costante diminuzione che, soprattutto nel periodo Covid, è stata particolarmente accentuata per la mancata circolazione del parco veicoli privati. Il trend in aumento degli ultimi due anni ha totalmente assorbito la diminuzione del periodo Covid e seppur di poco, appena il 2,1%, siamo ancora al di sotto del premio medio del 2019.

Ancor di più sorprende che sia Aosta, la città che fa da locomotiva all’aumento delle tariffe, ben l’11% di aumento medio. Sul podio anche Padova al 9,20%, Alessandria al 9,10%; tutte città del profondo nord alla faccia di chi ritiene sia il sud, e la Campania in particolare, la pietra dello scandalo.

Che cosa aspettarci nei prossimi mesi? Probabilmente una stabilizzazione del premio medio. Questo significherebbe la fine del trend di discesa delle tariffe che si attesterebbero quindi con un premio ancora superiore rispetto a quello medio europeo. Francamente troppe le incongruenze che in Italia determinano tariffe così alte. Se da una parte hanno ragione le imprese nel denunciare un aumento derivante dall’inflazione che ha determinato aumenti generalizzati sui costi di riparazione ed il ritardo costante per l’entrata in vigore del decreto sui risarcimenti dei danni alla persona superiori al 10% di invalidità permanente, dall’altra parte dobbiamo di nuovo denunciare un costante abbandono delle imprese alla lotta alle frodi. Manca la determinazione ad indagare i danni sospetti, soprattutto quelli di importo inferiore o uguale ai forfait che in stanza di compensazione permettono di reintegrare il pagamento effettuato. Poi il costante impiego di accertatori del danno non iscritti al ruolo dei periti assicurativi fa il resto sul disimpegno. Ma ancora, serve sempre con più urgenza una riforma che permetta di superare il bonus malus e vada a ritoccare i criteri che permettono il funzionamento del risarcimento diretto, la formula con i forfait non funziona, serve introdurre nuovi criteri che regolino il costo effettivamente pagato.

Konsumer Italia da tempo denuncia le carenze che non permettono, oggi, l’avvicinamento delle nostre tariffe a quelle europee e ha più volte fornito il proprio contributo al legislatore. Ora, se non vogliamo che l’RC auto torni ad essere un problema sociale, sarebbe ora di svegliarsi e tornare a ragionare su quella che per noi è la riforma necessaria al settore.

 

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