Fare acquisti e consumare in era Covid

Durante questo periodo di pandemia assistiamo, per quanto riguarda il commercio, ad una serie di fenomeni che è opportuno evidenziare.

Occorre, anzitutto considerare che il tracollo dei consumi non ha coinvolto quella parte di cittadini che hanno visto mantenere il proprio reddito ai livelli precedenti la pandemia. Stiamo parlando di circa il 40 % sul totale dei percettori di reddito, cioè oltre 20 milioni sui 50 milioni complessivi.
In soldoni, i seguenti concittadini non hanno subito contraccolpi dalla crisi:
– 16.004.503  (anno 2018) sono i pensionati [anche se gli assegni erogati sono oltre 23 milioni]
– 3.032.318  (anno 2017) sono i dipendenti della pubblica amministrazione. (1)
– 180.000 sono gli eletti nelle varie istanze istituzionali (parlamenti, italiano ed europeo, regioni, province, comuni, circoscrizioni)
– 847.000 sono i dipendenti delle aziende partecipate.

Andrebbero considerati anche i percettori degli assegni di cittadinanza (oltre 900mila famiglie),i professionisti come i giornalisti ed altre categorie che hanno potuto mantenere stipendi e redditi anche in piena pandemia ecc. quanti già erano in cassa integrazione, i rentiers.

Pertanto, i soldi non spesi in consumi sono andati perduti solo in parte, perché una quota consistente (circa 60 miliardi in più nel 2020) sta stazionando nei conti e nelle tasche dei cittadini consumatori che, pur non avendo subito diminuzioni di reddito, non hanno potuto spendere per la quarantena, o aumentando la loro propensione al risparmio.

La parte definitivamente perduta è invece quella che ha visto i mancati consumi di cittadini/consumatori senza più fonti di reddito, o con redditi fortemente decurtati per aver perso il lavoro e, comunque, per essersi visti azzerare introiti finanziari che quei consumi avrebbero alimentato.
E’ evidente, quindi, che, non appena tornerà a normalizzarsi la vita civile della nazione, quelle somme (al netto della decapitazione dei redditi falcidiati) potranno essere rimesse in circolazione.

Certamente però  hanno avuto una remissione secca tutte le aziende e le imprese produttrici o distributrici di beni di consumo non durevoli o al dettaglio. Al di là dei negozi di alimentari, dei supermercati ecc. altri settori (turismo, ristorazione, bar ecc.) sono in forte difficoltà. Ma le altre, produttrici e distributrici di beni durevoli o semidurevoli ad esempio, recupereranno col tempo i livelli di vendita. In altri termini, chi pensava prima del covid di dover cambiare l’auto o sostituire l cellulare o rifare i pavimenti di casa, prima o poi procederà a quelle spese.

Ciò premesso, va osservato che la ridotta possibilità di movimento ha obbligato molti cittadini a cambiare abitudine su due fronti importanti:

1) Gli acquisti presso esercizi commerciali “su strada” sono risultati sempre più difficoltosi, specie quando il territorio risultava classificato come “zona rossa”. In questo caso, infatti, la ridotta possibilità di spostamento e la chiusura dei negozi non considerati essenziali, ha quasi obbligato molti ad interessarsi alle vendite di prodotti on line, settore in precedenza riservato ad una piccola quota della domanda di beni, preferendo la maggioranza dei cittadini l’utilizzo di negozi di prossimità, piccoli o grandi.

2) A seguito di questa situazione, un sempre maggior numero di consumatori si è “dovuto” interessare all’uso sistemi di pagamento diversi dal contante, soluzione quest’ultima molto amata dagli Italiani. Quindi l’adozione di strumenti in grado di sostituire le banconote alla cassa di esercizi commerciali, dai piccoli agli ipermercati: Pagobancomat, carte prepagate, carte di credito ecc.

Visto che i suddetti cambiamenti di abitudini e di strumenti presuppongono la possibilità di accedere alle tecnologie informatiche dobbiamo rilevare (dati Istat 2019) la seguente situazione delle famiglie laziali rispetto al dato nazionale.

Utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.

Comparazione famiglie Lazio e Italia

Fonte Istat dati 2019

 

Lazio

Italia

Disponibilità di accesso a internet

80,5 %

76,1 %

Collegamento a banda larga fissa

62 %

54,3 %

Utilizzano internet

73,5 %

70,4 %

Uso quotidiano di internet

56,5 %

54,7 %

E’ chiaro che solo chi fa un uso quotidiano di questi strumenti è in grado di conoscere meglio caratteristiche, pericoli e ambiti operativi. Sono quindi circa il 55 % le famiglie in grado di vantare una certa conoscenza delle nuove tecnologie.
Sarà interessante comparare questi dati riferiti al 2019 con quelli che l’Istat rileverà per il 2020 ed il 2021.
Il 19,5 % quindi delle famiglie laziali non dispongono di collegamento, motivano detta condizione: perché nessuno in famiglia sa usare internet (55,8 %); internet non è utile (23,3 %); i costi del collegamento sono troppo alti (13,3 %). Si rifletta sui problemi che devono affrontare queste famiglie se hanno ragazzi in età scolare non in grado di “frequentare” lezioni a distanza.

Consigli per acquistare on line in modo corretto, critico e consapevole

L’ attuale periodo di pandemia ha portato allo sviluppo crescente degli acquisti online. Fare la spesa tramite pc o smartphone è molto comodo e veloce, ma occorre stare attenti a possibili rischi e insidie; ecco alcuni consigli su come spendere bene sia che si vada nei negozi, sia che si compri sul web

1. Soprattutto se ci rivolgiamo alla rete, dobbiamo avere sempre chiara la scelta del prodotto che intendiamo comprare, soprattutto se acquistiamo su internet. Scegliamo sempre siti affidabili, che siano trasparenti e contengano tutti gli elementi per una corretta identificazione: Ragione sociale, sede legale, contatti telefonici ed e-mail. Ricordiamo che, in base al decreto legislativo n. 70 del 2003 (art. 7), gli esercizi commerciali che intendono operare online devono fornire le seguenti informazioni (ne ricordiamo alcune tra le più significative):

a) il nome, la denominazione o la ragione sociale;
b) il domicilio o la sede legale;
c) gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore
e di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso, compreso l’indirizzo di posta elettronica;
d) il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche,
REA, o al registro delle imprese.

Chi non mette sul suo sito queste informazioni non è in linea con quanto previsto dalla legge e, pertanto, non merita la fiducia dei consumatori.
Infine, si ricordi di utilizzare solo siti sicuri: all’inizio della riga dell’indirizzo internet del sito deve comparire un lucchetto e l’indirizzo deve iniziare con “https://…… Dove quella “s” è fondamentale ed indica un sito sicuro.
Prima di fare acquisti online da un sito non molto conosciuto, è opportuno fare un giro di ricognizione in rete per vedere se ci sono commenti o giudizi negativi su di esso.

2. Leggiamo sempre molto attentamente le condizioni generali di acquisto e le informazioni. Questo è fondamentale per poter comprare con consapevolezza e senza avere brutte sorprese.

3. Per qualsiasi tipo di prodotto, ma soprattutto per i beni di una certa importanza come dispositivi tecnologici, elettrodomestici, mobili o capi di abbigliamento, dobbiamo stare molto attenti alla scelta che operiamo. Per esempio, se decidiamo di acquistare un cellulare o un bene tecnologico dobbiamo essere molto ferrati e consapevoli riguardo al tipo di prodotto che scegliamo perché, a differenza dell’ acquisto fatto in negozio, non ci sarà nessuno che ci illustrerà le caratteristiche, le modalità di funzionamento, i pregi e le possibili criticità dell’ oggetto. Quindi è necessario conoscere le caratteristiche e le qualità del prodotto che stiamo comprando.

4. Diffidiamo sempre, sia in negozio, ma soprattutto online, di offerte troppo “aggressive”, che propongono prezzi stracciati. Un prezzo eccessivamente basso non sempre è un affare; spesso può nascondere brutte sorprese: ad esempio, il prodotto potrebbe essere contraffatto oppure di scarsissima qualità. Valutare bene le offerte e il rapporto qualità/prezzo. Se decidiamo di fare shopping nel periodo dei saldi, è bene tenere presente qual è il prezzo praticato prima che l’ oggetto venga messo a saldo; il prezzo originario va sempre indicato.

5. Particolare attenzione deve essere dedicata all’ acquisto di farmaci, parafarmaci, cosmetici o integratori di vario tipo. Questi sono prodotti che incidono su un settore fondamentale della nostra vita quotidiana: la salute. E’ dunque quanto mai necessario avere una particolare accortezza nel comprare questo genere di prodotti, soprattutto se lo si fa online. A tale proposito è fondamentale fare menzione delle principali regole che disciplinano il settore:
– E’ possibile acquistare online soltanto tramite i siti ufficiali delle farmacie e delle parafarmacie autorizzati dall’ autorità regionale e archiviati nell’ apposito elenco predisposto dal Ministero della Salute.
-E’ consentita la vendita online dei soli farmaci per i quali non è necessaria la prescrizione medica.
-E’ consentita la vendita dei soli prodotti in possesso della farmacia; la farmacia non può disporre la distribuzione dei farmaci comprati online tramite il grossista.

6. Per quanto riguarda i prodotti agro-alimentari, facciamo sempre attenzione alla qualità, ovviamente. Anche in questo caso vale il consiglio di diffidare delle offerte troppo “convenienti” che propongono prezzi particolarmente bassi e fuori mercato; non sempre sono sinonimo di convenienza e qualità, anzi! Non poniamo attenzione solo alla convenienza in termini di prezzo basso, guardiamo piuttosto al rapporto qualità/prezzo; oggi è poi più che mai importante avere un occhio ai possibili sprechi alimentari: cerchiamo di acquistare ciò che veramente serve, facciamo la spesa con calma e senza fretta, evitiamo gli acquisti “d’ impulso”; cerchiamo di avere attenzione anche alla sostenibilità economico-sociale-ambientale di ciò che mettiamo nel carrello; distinguiamo bene la scadenza dal termine minimo di conservazione: spesso buttiamo via cibo buono che potrebbe essere ancora consumato! Se osserviamo queste semplici regole, oltre a diventare consumatori e cittadini critici, responsabili e consapevoli, saremo anche attori di un cambiamento in direzione di uno sviluppo più sostenibile.

7. Quanto affermato per i prodotti alimentari in tema di attenzione agli sprechi e sostenibilità va tenuto sempre ben presente per ogni genere di acquisto e in più, oggi, è molto importante fare attenzione alla sicurezza sanitaria: dobbiamo fare attenzione a ciò che acquistiamo valutando gli eventuali rischi per la salute e leggendo attentamente le etichette.

Consigli per coloro che devono utilizzare nuovi sistemi di pagamento.

​Per gli acquisti on line usare una carta prepagata.
Da tempo le banche lamentano l’alto costi di gestione dei contanti (conteggio, deposito, sicurezza nel trasporto ecc.). Da una decina d’anni i vari governi – anche come lotta all’evasione – hanno posto in essere una normativa mirante a scoraggiare e impedire l’uso del contante per saldare pagamenti oltre un certo livello. Più di recente ci si è inventata la lotteria degli scontrini, con premi per chi effettuasse pagamenti tracciabili ed alcuni livelli di rimborso sulle spese effettuate.

La pandemia ha favorito quanto meno l’interesse di molti cittadini sui sistemi e sui meccanismi di pagamento diversi dal contante.

Il consiglio numero uno suggerisce che le spese per gli acquisti on line vanno gestite non tramite il conto corrente e gli strumenti elettronici annessi come il Bancomat e la carta di credito. Il loro uso, infatti, va a pescare direttamente sul saldo del conto. Più prudente, quindi, procedere ai pagamenti tramite una carta prepagata. Le carte prepagate non attingono direttamente dal saldo del conto come per le normali carte di credito, ma funzionano come un borsellino che ricaricheremo in funzione delle spese previste. Infatti, con le prepagate è possibile fare acquisti anche in assenza di conti correnti o anche con quei conti correnti che non hanno la gestibilità on line. In essa terremo giacenti pochi euro.

La ricaricheremo in funzione degli acquisti on line programmati, effettuati i quali, il saldo tornerà ad essere di pochi euro: in caso di violazione criminale di codici e dati, il danno sarà di piccola entità. Oltre che tramite applicazioni via smartphone , le ricariche di queste carte dal conto corrente possono essere effettuate tramite ATM, quindi approfittando dei sistemi di sicurezza delle banche, di Poste, delle finanziarie.

Se siamo inclini all’esterofilia, possiamo anche attivare prepagate radicate in altri paesi. La N26 è ad esempio tedesca, con società di gestione a Francoforte, quindi con iban teutonico (ma si può avere anche con iban italiano).
Si ricordi infine, che quasi tutte le applicazioni di gestione delle carte hanno ormai una opzione preziosa: quella che blocca l’operatività della carta all’istante, senza dover effettuare chiamate ecc. Nel caso si ritenga di essere oggetto di truffa o raggiro intanto si acceda a quella opzione per bloccare tutto, poi si può procedere a contattare il gestore per informarsi e chiedere chiarimenti.

​ Quali apparecchiature elettroniche usare.

Per effettuare acquisti on line non usare apparecchi dove siano stati scaricati centinaia di giochi e/o film ecc., che abbiano sistemi operativi vecchi e non più aggiornabili: hanno certamente subito la violazione da parte di virus e malware e il loro sistema di sicurezza non è più aggiornato contro gli ultimi ritrovati del cyber crimine. Non vanno assolutamente utilizzati per la gestione delle finanze della famiglia. Certamente usare apparecchi più recenti. Sono preferibili gli smartphone attivabili tramite dati biometrici, come l’impronta digitale. L’altro sistema di riconoscimento, quello facciale, è indicato come insicuro dagli stessi costruttori.
Si valuti, infine, la possibilità di creare un account di posta elettronica da non pubblicizzare, fornendolo esclusivamente alla banca o alla Posta dove abbiamo conto corrente. Sarà facile individuare come tentativo di fisching il messaggio truffaldino recapitato all’indirizzo del nostro account “pubblico”.

​ Acquisti on line e diritto di recesso.

Consideriamo, infine che, in base all’ art. 52 del decreto legislativo n. 206 del 2005 (Il CODICE DEL CONSUMO), il consumatore ha un periodo di 14 giorni per recedere dal contratto stipulato a distanza o fuori dai locali commerciali, senza dover dare giustificazioni; ovviamente questa norma riguarda anche gli acquisti online (che in effetti hanno come base dei contratti conclusi a distanza). Il consumatore, a seguito del recesso, deve riconsegnare i beni al fornitore, il quale, da parte sua, provvederà al rimborso di tutte le spese, comprese quelle di consegna; il consumatore non sostiene costi in caso di recesso, a meno che non ricorrano alcune casistiche (cfr. art. 56), come ad esempio quella per cui il consumatore abbia scelto un tipo di consegna diverso da quello meno costoso proposto dal professionista; in questo caso, il professionista non sosterrà i costi supplementari, che saranno a carico del compratore. Inoltre, il professionista può trattenere il rimborso fin quando il consumatore non abbia riconsegnato il bene per il quale sceglie di recedere.

ATTENZIONE: il diritto di recesso non vale per tutte le tipologie di beni: esistono, infatti articoli i quali, per loro natura, non si prestano a poter essere riconsegnati; sono elencati nell’ art. 59, tra questi ricordiamo:

– i beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
– i beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
– i beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
– la fornitura di beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni.

Ricordiamo, soprattutto quando compriamo online, di leggere attentamente tutte le informazioni su garanzia, recesso, sostituzioni e riparazioni dei beni.