New Financial Technology (Nft) di Silea: perquisizioni a Treviso e Pordenone. Konsumer dalla parte degli investitori.

Sul caso New Financial Technology indaga la procura di Pordenone, che ha aperto un’indagine preliminare sulla società di Silea che prometteva cedole del 10% ai propri clienti con un investimento minimo di 10 mila euro.

La società, che ha sede a Londra e legami operativi con il Nord-Est con diversi broker e molti clienti, dallo scorso giugno ha smesso di versare quanto dovuto per contratto ai propri clienti e i soci fondatori sarebbero spariti nel nulla. Forse a Dubai. Si teme coi soldi. Circa 100 milioni dai primi calcoli, secondo le stime, sono stati truffati circa 6.000 risparmiatori, i quali hanno investito tra i 10.000 e i 300.000 euro.

Le vittime provengono principalmente dalle regioni del Lazio, Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.

L’indagine è stata aperta, a seguito di un’approfondita informativa della Guardia di Finanza, dalla Procura di Pordenone che è in stretto contatto investigativo con quella di Treviso. La Procura di Pordenone ha aperto sul caso un fascicolo per ipotesi di truffa aggravata e esercizio abusivo della professione di intermediazione finanziaria.

 

Ancora non sappiamo se si tratta di una truffa premeditata o di un modello di investimento fallimentare, sicuramente però questo evento si rivela un chiaro esempio di scarsa educazione finanziaria. Per questo motivo Konsumer Italia e i legali di riferimento sono al fianco degli investitori e sono disponibili immediatamente ad accogliere chiunque, in merito a questo evento, abbia bisogno di sostegno legale.

 

Raffaella Grisafi, Vice Presidente Konsumer Italia, ha dichiarato: “Questa vicenda conferma l’emergenza di sorvegliare un mercato con strumenti altrettanto innovativi ed efficienti sotto il profilo della protezione.

Bene il fintech e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi ma i consumatori non possono continuare a essere usati come campo di sperimentazione per prodotti e servizi che non hanno regole certe e poi essere abbandonati quando subiscono danni. Se il sistema giudiziario e quello regolamentare non sono in grado di contenere questi fenomeni devono essere inibiti a monte poiché è evidente che il consumatore non ha strumenti di autotutela.

Tutto ciò deve farci interrogare sull’opportunità di continuare a spingere sulla disintermediazione del mercato del credito, in un contesto come il nostro in cui l’educazione finanziaria viene ancora relegata a ‘mera iniziativa culturale e di costume’, quando invece dovrebbe essere lo strumento principale su cui investire per irrobustire il livello di consapevolezza dei singoli e quindi la tenuta dell’intero sistema.

Se il legislatore vuole spingere i nuovi mercati fornisca adeguati strumenti regolatori e sanzionatori ad autorità di settori e mezzi investigativi altrettanto sviluppati alle autorità giudiziarie e metta al centro dell’agenda politica sul serio una protezione del consumatore integrata e tarata sull’attuale livello di rischio.

Se non si è in grado di assicurare norme e tutela si rinunci a fare innovazione. Ai consumatori bastano i pericoli della finanza tradizionale, non ne servono altri”.

Per informazioni contattare la sede Konsumer Padova.
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